“L’utopia del modello cooperativo” in mostra a Vittorio Veneto

Anche i presidenti nazionale e regionale di Confcooperative alla 4a edizione di #coopinpiazza, la manifestazione promossa dall'associazione di rappresentanza delle coop di Belluno e Treviso sabato 23 giugno in piazza a Vittorio Veneto.


Eventi - pubblicata il 26 Giugno 2018


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Fonte: ufficio stampa Confcooperative Belluno e Treviso


“Al nuovo Governo Conte chiediamo una legge di forte contrasto alla falsa cooperazione, poiché è fondamentale in Italia mettere al bando tutte le imprese cooperative che si comportano in modo
distorto, inquinando anche le reputazione di quelle cooperative (e sono la stragrande maggioranza) che fanno impresa in modo serio, rispettando le normative vigenti e le persone con le quali
collaborano”.

La forte presa di posizione è di Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative, intervenuto sabato mattina 23 giugno a Vittorio Veneto (TV) alla manifestazione
#coopinpiazza 2018, promossa da Confcooperative Belluno e Treviso per far conoscere alla cittadinanza buoni esempi di cooperazione locale, direttamente dalle province di Treviso e Belluno. Mentre
la manifestazione pubblica si è tenuta per tutto il giorno in piazza del Popolo di fronte al municipio di Vittorio Veneto, dove sono stati allestiti i gazebo di una ventina di imprese cooperative
(da Latteria Soligo, a Lattebusche, alla Cantina produttori di Vittorio Veneto e Conegliano, fino a Banca Prealpi e alle coop sociali Cadore SCS), Gardini è intervenuto in mattinata come relatore
alla tavola rotonda sul tema “Affermarsi nel cambiamento tra mission ed efficienza” che si è tenuta nell’aula civica del Museo della Battaglia; ha moderato l’incontro il
giornalista Nicola Maccagnan. La manifestazione aveva il patrocinio della Città di Vittorio Veneto ed era sostenuta dalla Camera di Commercio di Treviso e Belluno insieme a Banca Prealpi.

“L’utopia del modello cooperativo – ha spiegato il presidente interprovinciale di Confcooperative Belluno e Treviso, Valerio Cescon, intervenendo alla tavola rotonda – consiste
nella capacità della cooperativa di rispondere contemporaneamente ad una duplice finalità: mutualistica da un lato, economica dall’altro. Riappropriarsi e rafforzare la dimensione valoriale delle
cooperative, coniugandola in chiave moderna con i princìpi di efficienza e competitività tipici dell’impresa, diventa oggi non un esercizio filosofico, fine a se steso, bensì una necessità vitale
per il movimento cooperativo per stare nel mercato. In questo una partita fondamentale la gioca la classe dirigente, alla quale non sono richieste esclusivamente competenze tecniche, ma anche
valoriali, di profonda coerenza ed onestà intellettuale. La nostra forza consiste nel saper leggere i bisogni del territorio-mercato, offrendo risposte adeguate. Per questo rappresentiamo una
realtà economica in crescita, che nel 2017 ha prodotto nelle due province di Belluno e Treviso oltre 1 miliardo e 200mila euro di fatturato, di cui circa 650 milioni derivano dal comparto
vitivinicolo, 200 milioni dal settore lattiero-caseario, oltre 200 milioni da quello sociale”.

Il sociologo Daniele Marini, parlando del contesto di “cambiamento radicale che stiamo vivendo”, ha spiegato il concetto di polarizzazione economica. “Vale a dire che osserviamo
contemporaneamente sia aziende che vanno molto bene e registrano alti tassi di crescita (tipicamente sono quelle che innovano ed esportano), sia aziende che non riescono a stare al passo coi tempi,
sono più lente di quanto richiederebbe loro il mercato, e rimangono al palo. Un contesto come il nostro, al contrario, richiederebbe un grosso cambiamento culturale-valoriale nei soggetti
coinvolti”.

Lorenzo Biagi, filosofo e docente universitario, ha spiegato la visione futura delle imprese cooperative con il mito di Enea che scappò dalla città di Troia in fiamme, caricandosi
sulle spalle il vecchio padre Anchise e prendendo per mano il figlio Ascanio. “La cooperazione è come Enea: deve prendersi sulle spalle il passato, fatto di valori e princìpi fondamentali,
affrontando il viaggio del nuovo che avanza. Egli rappresenta perfettamente l’utopia dell’uomo cooperativo, le grandi sfide alle quali egli aspira per costruire un domani in cui non si guardi
esclusivamente allo scambio commerciale e monetario, tipico del mercato, ma anche a criteri di reciprocità e redistribuzione, tipici del mondo cooperativo”.

Esempi contemporanei di utopia cooperativa sono stati individuati nella nuove forme di cooperative di comunità e di mutue con finalità socio-assistenziali.

Infine Ugo Campagnaro, presidente regionale di Confcooperative Veneto, si è complimentato di come #coopinpiazza, dopo le precedenti edizioni (2015 e 2016 a Treviso, 2017 a Belluno)
stia diventando un formato molto interessante per far conoscere la cooperazione locale nei suoi vari settori: agroalimentare, sociale, di credito cooperativo, del consumo, solo per citare gli
ambiti più importanti.

Confcooperative Belluno Treviso in numeri

La maggiore tra le associazioni di rappresentanza delle imprese cooperative delle province di Treviso e Belluno, nata a febbraio 2016 dalla fusione delle due preesistenti associazioni
provinciali, riunisce oltre 200 cooperative (167 a Treviso, 44 a Belluno), appartenenti a settori differenti (agroalimentare, sociale, dei servizi, consumo, sanità, credito, turismo), che aggregano
circa 40mila soci (oltre 34mila in provincia di Treviso, oltre 6mila a Belluno), dando lavoro a quasi 8mila persone. Il fatturato 2017 è di circa 1,2 miliardi di euro.

Il presidente interprovinciale è Valerio Cescon, il vicepresidente Marco Slongo, il direttore Filippo Conte. Eugenio Anzanello è il presidente di Federsolidarietà, il ramo di Confcooperative
che riunisce le cooperative sociali delle due province.

Ufficio stampa Confcooperative Belluno e Treviso:

federica.florian@fastword.it – 335.7372889

via Roma 4/d – 31020 Lancenigo di Villorba (TV)

www.bellunotreviso.confcooperative.it

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