Messa in sicurezza, UNCEM: no alla revoca delle risorse se i comuni non partono con i lavori entro oggi. Serve una “proroga postuma”


Promo - pubblicata il 16 Settembre 2020


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Fonte: ufficio stampa Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani




Il Ministero dell’Interno non deve revocare i contributi ai Comuni per la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale
efficientamento energetico e abbattimento delle barriere architettoniche, previsti dalla legge di bilancio 2020, nel caso gli Enti non riuscissero a partire il 15 settembre 2020. Oggi. Uncem lo ha
ribadito stamani ai Ministri dell’Interno e dell’Economia e delle Finanze, di fatto chiedendo una proroga postuma visto che fino a stamani sono arrivate solo promesse relative al
prolungamento dei termini.

Molti Enti italiani sono preoccupati perché entro stasera non riusciranno ad avviare i lavori previsti grazie a 50.000 euro per i Comuni con popolazione
inferiore o uguale a 5.000 abitanti; 70.000 euro per i Comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 10.000 abitanti; 90.000 euro per i Comuni con popolazione compresa tra 10.001 e 20.000 abitanti;
130.000 euro per i Comuni con popolazione compresa tra 20.001 e 50.000 abitanti; 170.000 euro per i Comuni con popolazione compresa tra 50.001 e 100.000 abitanti; 210.000 euro per i Comuni con
popolazione compresa tra 100.001 e 250.000 abitanti; 250.000 euro per i Comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti.

Uncem, per evitare perdite di risorse per gli Enti che hanno difficoltà a partire nelle opere, chiede almeno un mese di bonus. Un rinvio del termine ultimo
che permetterà di sicuro l’avvio degli interventi.
Non bastano le promesse, sottolinea il Presidente Uncem Marco Bussone bensì
servono atti. E la norma con la scadenza del 15 settembre, si modifica con una norma. In ritardo e postumo rinvio, ma comunque utile.

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