Olimpiadi Milano Cortina 2026. Berton – successo straordinario per la nostra montagna: siamo diventati più grandi, forti e consapevoli. Superati tutti i test.

Berton - Olimpiadi 2036 a Venezia? Il sistema Belluno-Dolomiti potrebbe essere il vero valore aggiunto. - Il grazie di Berton alle imprese bellunesi - hanno fatto la differenza -


Economia - pubblicata il 23 Febbraio 2026


Fonte: Confindustria Belluno Dolomiti - Ufficio Comunicazione

Logo con scritta in maiuscolo Confindustria Belluno Dolomiti - con scritta sotto bianco su blu: crescere insieme. Il logo ha l'icona grafica di un'aquila

Grazie a queste Olimpiadi siamo diventati più grandi, forti e consapevoli. Come territorio abbiamo dimostrato che le nostre non sono semplici potenzialità, ma certezze. Dobbiamo essere orgogliosi dei giorni che abbiamo vissuto, di un successo andato oltre ogni aspettativa. Ora non dobbiamo perdere nemmeno un secondo per cullarci sugli allori e lavorare per non disperdere il patrimonio di visibilità e credibilità accumulato. In tal senso, accolgo con favore l’idea lanciata dal Presidente del Consiglio regionale Luca Zaia, e già sostenuta dal collega Vincenzo Marinese, per una Olimpiade “diffusa” a Venezia nel 2036 o nel 2040: anche in quel caso le Dolomiti e il sistema Belluno potrebbero costituire il valore aggiunto. La nostra è una grande terra di sport. La strada dei grandi eventi è stata tracciata, non possiamo tornare indietro.

A dirlo è Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti e del Gruppo nazionale Olimpiadi, Grandi Eventi ed Economia della montagna, nelle ore in cui le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 si avviano alla loro conclusione con la cerimonia finale all’Arena di Verona.

La montagna, in particolare, si è dimostrata all’altezza della sfida, superando tutti i test possibili, compresi quelli legati alle infrastrutture, alla mobilità e all’accoglienza.  Abbiamo trasmesso al mondo la grande bellezza delle Dolomiti e quella delle nostre eccellenze sportive, turistiche, manifatturiere. Le atlete e gli atleti “dolomitici” – con le loro storiche performance – sono stati i nostri migliori ambasciatori.

Come Associazione non possiamo non sottolineare il ruolo fondamentale del mondo dell’impresa che ha lavorato senza sosta, con massima operatività e senza clamore, per garantire un evento straordinario – prosegue Berton.

A queste aziende e ai loro collaboratori deve andare la nostra più profonda gratitudine: hanno fatto la differenza rendendo un sogno possibile, superando ostacoli e difficoltà.

Ora prepariamoci alle Paralimpiadi e alla grande sfida dell’inclusione. Le nostre Olimpiadi non sono affatto finite – la conclusione di Berton.

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