Pozza: La sfida dell’alternanza passa per un insieme complesso e coordinato di azioni. La Camera di Commercio di Treviso-Belluno cabina di regia per l’alternanza scuola-lavoro.

Alternanza Scuola - Lavoro, nel piano d'istruzione, a partire dal terzo anno, prevede periodi complementari alle aule e ai laboratori scolastici (400 ore per gli Istituti Tecnici, 200 per i Licei).


Economia - pubblicata il 25 Novembre 2016


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L’alternanza scuola-lavoro entra nel vivo. Con il nuovo anno scolastico sono coinvolte anche le classi quarte delle scuole superiori, oltre alle terze. Una sfida senza precedenti per l’Italia,
che colma ritardi inaccettabili rispetto ai principali partner europei, e riguarda direttamente la vita e il futuro dei nostri studenti.

L’inserimento obbligatorio, nel piano d’istruzione, a partire dal terzo anno, di periodi complementari alle aule e ai laboratori scolastici (400 ore per gli Istituti Tecnici, 200 per i Licei)
favorisce un collegamento organico tra le istituzioni scolastiche e il mondo produttivo che per lo studente ha più risvolti:

Sviluppare forme di apprendimento in contesti pratici, che stimolino lo sviluppo delle c.d. “soft skills” (ad esempio: predisposizione alla risoluzione dei problemi);

Sviluppare consapevolezza su quello che è il mondo del lavoro, in tutte le sue espressioni: imprese, enti pubblici, professioni, cooperazione sociale e volontariato;

Maturare così scelte più consapevoli per il proprio futuro (specializzazioni, scelte universitarie), contrastando al tempo stesso il problema degli “insuccessi” e degli “abbandoni” scolastici.

Affinché questi obiettivi siano perseguiti in pieno serve una forte collaborazione fra le istituzioni e con il mondo economico, come auspicato dal Protocollo regionale in tema di alternanza,
siglato il 1° giugno 2016 fra Regione Veneto, Ufficio scolastico regionale, Unioncamere e Parti sociali.

È a partire da queste premesse che la Camera di Commercio di Treviso-Belluno e gli Uffici Scolastici di Treviso e Belluno hanno deciso di sviluppare azioni congiunte in tema di
alternanza
.

La Camera di Commercio di Treviso-Belluno ha visto di recente rafforzate, nel disegno di riforma del sistema camerale, il suo ruolo in tema di alternanza. Ciò anche attraverso l’istituzione del
Registro nazionale per l’alternanza scuola
lavoro
dove possono iscriversi, in modo gratuito, le imprese e le strutture che intendano ospitare i ragazzi. Inoltre l’Ente camerale, a partire dall’esperienza trevigiana, incorpora in sé un
Osservatorio Economico che è luogo privilegiato di confronto fra tutte le categorie economiche, per tanti anni si è occupato di mercato del lavoro e fabbisogni professionali, include fra i suoi
soggetti le istituzioni scolastiche, la Provincia e Veneto Lavoro.
Dal canto loro gli Uffici Scolastici Territoriali delle due province sono punto di raccordo indispensabile fra tutti i Presidi, anche nella forma delle Reti di istituto, hanno la possibilità
di attivare dei Tavoli Provinciali di Lavoro e dei Comitati, omogenei per indirizzi scolastici, avendo a disposizione dei referenti specifici per l’alternanza in funzione di raccordo tra
scuole e mondo del lavoro. L’Ufficio Scolastico di Treviso, grazie alla fattiva collaborazione della Camera di Commercio, ha già avviato la costituzione di tavoli provinciali per indirizzi
scolastici in cui far convergere proposte, esperienze e buone prassi da tutte le parti interessate, dalla scuola alle imprese, alle associazioni e agli enti vari, per lo sviluppo di un’azione
comune.

Fondamentali anche le Reti già presenti sul territorio, come ad esempio Belluno Orienta, il cui ricorso diviene rilevante per l’individuazione di percorsi il più possibile integrati
rispetto alle necessità e diversità che caratterizzano in particolare il sistema economico bellunese.

Foto Federico Callegari Responsabile Ufficio Studi e Statistica Camera di Commercio Treviso - Belluno
Foto – Conferenza Stampa Federico Callegari – Responsabile Ufficio Studi e Statistica

Mettendo a fattor comune questi compiti istituzionali, Camera di Commercio di Treviso-Belluno e Uffici Scolastici Territoriali delle due province stanno lavorando sui seguenti fronti:

Qualità e sostenibilità dei percorsi di alternanza. Tutti gli studenti in obbligo devono avere questa opportunità, ma con modalità di svolgimento sostenibili per le imprese e le
altre strutture ospitanti. Repertori di progetti coerenti con i curricula scolastici, adattabilità dei contenuti e delle durate alle esigenze delle imprese, promozione del teamworking fra i
ragazzi saranno strumenti promossi in massima misura per favorire una “buona alternanza”.

Alternanza come occasione di scoprire il territorio. Mostre, eventi legati ai prodotti tipici e alla cultura locale, istituzioni e associazioni legate ai vari “giacimenti
culturali”, possono diventare straordinarie occasioni di apprendimento “situato” per i ragazzi.

Valorizzare buone prassi di alternanza. Le due province non sono all’anno zero in tema di rapporto scuola impresa. Anche grazie al ruolo delle Associazioni di categoria. Le
buone prassi saranno allora spese per promuovere la cultura e l’importanza strategica dell’alternanza. Con un focus specifico sulle modalità di riconoscimento degli apprendimenti acquisiti dai
ragazzi nei vari contesti lavorativi;

Valorizzare l’informazione economica ai fini dell’alternanza. Le analisi e le banche dati camerali, anche sui fabbisogni professionali, possono essere spese per stimolare
progettualità coerenti con le traiettorie evolutive in atto nelle due province;

Uso consapevole del Registro dell’Alternanza. L’Ente camerale sta già facendo promozione presso le imprese dei due territori affinché si iscrivano. Ma sono previsti incontri
anche con le scuole per fare in modo che questo strumento possa diventare un punto d’incontro “alto” tra esigenze delle scuole e delle aziende, e non un mero strumento di “collocamento”.

“La sfida dell’alternanza – chiosa il Presidente camerale Mario Pozza – passa a mio modo di pensare per un insieme complesso e coordinato di azioni. Come queste che
abbiamo deciso di fare, di comune intesa con gli Ufficio Scolastici Territoriali di Belluno e Treviso. Con questa unità d’intenti, mettendo a fattor comune le nostre attribuzioni istituzionali,
sono convinto – precisa Pozza – che venga del tutto superato il problema delle presunte sovrapposizioni o dei presunti conflitti di ruolo. In questa partita dell’alternanza c’è il
bisogno del contributo di tutti, ciascuno nel suo ruolo. Ed è una partita che dobbiamo vincerla assieme: perché altrimenti, a rimetterci, non sarà il singolo ma la collettività tutta, specialmente
la componente più giovane, quella che ci proietta nel futuro.”

“Innegabile l’approccio motivazionale dei percorsi di alternanza – evidenzia la Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Belluno, Michela Possamai – che
consente un apprendimento flessibile e innovativo per la formazione degli studenti. Innovativo, in quanto contribuisce alla formazione umana e professionale, partendo dai prerequisiti di ognuno
armonicamente declinati per conseguire i migliori risultati. Flessibile, poiché si adatta alle diverse tipologie del territorio su cui la scuola opera, attraverso una trasversale e fattiva
collaborazione tra scuola, aziende e associazioni. Il tutto al fine di operare la costruzione di quella rubrica delle competenze che diverrà poi patrimonio dell’allievo, spendibile in ogni
contesto. Alla costruzione di questa rubrica delle competenze sono chiamate a collaborare tutte le parti interessate: ciò rende l’Alternanza come un’occasione da non perdere…più, per una comune
condivisione e costruzione dei percorsi formativi.” “Non vi è dubbio che gli obiettivi che stanno a fondamento della previsione, da parte del legislatore, di rendere obbligatoria l’Alternanza
scuola-lavoro chiamano le scuole ad una sfida di altissimo livello. – sostiene Barbara Sardella, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Treviso – Ciò non solo relativamente
alle risorse da mettere in campo, finanziarie ed umane, ma anche in merito ai risultati che da tale sfida ci si attendono. Infatti, la scuola, alla fine del triennio delle superiori, è chiamata ad
assicurare a tutti coloro che fuoriescono dal sistema scolastico tutta una serie di competenze che li renda appetibili non solo dal mercato del lavoro italiano ma anche da quello estero. Nella
provincia di Treviso, già a partire dall’anno scolastico 2015/16, gli alunni interessati a questi percorsi sono circa 9.000 nei Licei, 8.500 circa nei tecnici e 6.500 circa nei Professionali.”

“La fortuna delle scuole di questa provincia – sottolinea Barbara Sardella – è che tale innovazione si innesta su un bagaglio di esperienze più che decennali in questo
campo e va ad insistere su un territorio, quale quello trevigiano, dove vi è un solido tessuto imprenditoriale. Questi due fattori, favoriti anche da una collaborazione di tutte le istituzioni che
in vario modo possono svolgere un ruolo di traino e di supporto (enti locali, Camera di commercio, enti istituzionali ecc.) consentirà ai nostri ragazzi, e a noi con loro, di vincere la sfida che
siamo tutti chiamati ad accogliere e a vincere.”

Il Presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, Mario Pozza
Il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Treviso, Barbara Sardella
Il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Belluno, Michela Possamai

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