Premio Imprenditoria Femminile 2023 – Le parole delle vincitrici

La consegna dei premi e gli interventi delle imprenditrici che hanno vinto il premio "L'Innovazione è Donna"


Promo - pubblicata il 21 Luglio 2023


Fonte: ufficio stampa

1^ Classificata

Nina Kakaw S.r.l. Impresa Sociale | Belluno (BL)

Le parole di chi premia: “Nina Kakaw è una cioccolateria sociale che nasce dal desiderio di creare grazie al cacao una filiera etica, inclusiva e sostenibile, per coinvolgere contemporaneamente i piccoli produttori di cacao dell’Ecuador e le donne che vivono in situazioni di fragilità in Italia, generando così un doppio impatto e processi di empowerment sociale ed economico in questi due Paesi. Sul territorio italiano bellunese, grazie alla costituzione di questa filiera, Nina Kakaw offre una risposta concreta ai bisogni di emancipazione e di indipendenza economica riscontrati nelle donne seguite nei centri antiviolenza (CAV) della provincia di Belluno, oltre alle donne che vivono altri tipi di fragilità lieve – ragazze madri, migranti – e che vengono identificate e segnalate da altri enti del Terzo Settore presenti sul territorio. I tratti distintivi del progetto e dell’impresa sociale Nina Kakaw sono di aumentare l’indipendenza socio-economica delle donne beneficiarie mediante l’attivazione di percorsi di formazione ed inserimento lavorativo, che favoriscono il riavvicinamento ad un ambiente normalizzante ma allo stesso strutturato, come quello lavorativo, e che le aiuta a recuperare un ruolo sociale temporaneamente perduto, proprio attraverso questi percorsi e tirocini
formativi. “

La vincitrice: “Grazie alla Camera di Commercio per questa opportunità. Prima di tutto, Nina significa “fuoco e fiamma” ma anche comunicare, in una delle lingue indigene parlate in Ecuador, ed è proprio questo il nostro scopo e il nostro obiettivo, quello di dare voce alle donne di tutto il mondo, alla forza che risiede nelle donne. La cioccolateria nasce come risultato di un percorso che io, insieme agli altri miei soci – a prevalenza femminile ma abbiamo anche una componente maschile perché crediamo che non c’è cambiamento e giustizia e rispetto dei diritti delle donne senza coinvolgere anche gli uomini in questo percorso – abbiamo fatto diverse esperienze di cooperazione internazionale lavorando per diverse ONG in America. Con il Covid ci siamo ritrovati tutti quanti a casa, rimpatriati in Italia, e guardandoci ci siamo chiesti cosa potessimo fare per continuare a supportare le popolazioni indigene e continuare a fare quello che era la nostra passione, la cooperazione, avendo però anche un impatto concreto qua in Italia. Quindi per noi il Covid è stata più un’opportunità che un ostacolo, ed abbiamo trovato nel cacao la possibilità di unire questi due mondi e creare un progetto dal doppio impatto dato che per me è davvero importante pensare sempre a delle azioni che abbiano un doppio valore e che non siano solo fini a se stesse. Per questo, nel cacao e nel cioccolato abbiamo trovato un mezzo attraverso cui creare dei processi di empowerment sia per i piccoli produttori amazzonici, che sono principalmente donne anche in Ecuador o in Venezuela come avete visto nel VIDEO, ed anche per le donne che coinvolgiamo in questi processi di tirocini ed inserimento lavorativo all’interno della cioccolateria. Per concludere, il nostro obiettivo è quello di creare un prodotto di altissima qualità. Purtroppo si sa molto poco sull’origine del cioccolato e del cacao in Italia, anche se siamo uno dei Paesi che consumano di più questo prodotto, e il nostro obiettivo è anche quello di dimostrare che anche se c’è uno scopo sociale dietro possiamo comunque qualcosa di qualità, che sia concorrente sul mercato e che possa dimostrare anche alle aziende Profit che si possono aggiungere dei nuovi valori all’interno del mercato, che sono quelli dell’inclusione, della sostenibilità e del rispetto dei diritti umani.”

Pozza: “Mi fa molto piacere consegnare personalmente questo premio perché come sistema camerale noi siamo impegnati a livello internazionale – nel mio ruolo di Presidente di Assocamere e di Venicepromex – nella promozione dello sviluppo dei Paesi dell’America Latina. Il forum PIME è un progetto finanziato dal governo italiano per lo sviluppo dei paesi rurali, l’emancipazione della donna e i diritti sociali. Ci sarà ad Ottobre a Brescia il Forum PIME e c’è stata in Primavera una sessione particolare dedicata proprio alle aziende e ai prodotti tipici di questi Paesi. Il nostro impegno, come dicevo, come Camera di Commercio è proprio promuovere lo sviluppo di questi Paesi, che stanno guardando all’Italia proprio per la sua specificità delle piccole imprese, delle imprese di carattere familiare e per questa ricchezza che noi abbiamo: la ricchezza del nostro territorio è data proprio dalla polverizzazione d’impresa – che tanti dicono che non sia il futuro ma nonostante questo noi continuiamo ad essere sulla breccia, come provincia e come economia sia di Treviso che di Belluno. Abbiamo bisogno certamente della grande impresa, perché la grande impresa ha potenzialità di investimenti, di ricerca e di sviluppo, ma la grande impresa ha bisogno di noi, e noi dobbiamo fare la nostra parte per promuovere questo modello che tutti guardano con una lente particolare. Quindi rivolgo l’invito a te e alla tua azienda a Pieve, dove io sarò ad Ottobre, e nel 2025 questo
evento lo porterò a Treviso. Avremo 21 Stati dell’America Latina e del Centro-America che saranno presenti con delegazioni di ministri, viceministri, ambasciatori, per qualche giorno in cui li porteremo a visitare le nostre aziende ed avvieremo contatti con le aziende per lo sviluppo. Quindi OPPORTUNITA’. E sono anche opportunità di sviluppo, per le nostre imprese, e di internazionalizzazione, perché noi dobbiamo guardare non solo al mercato domestico, che ormai è il mercato europeo, ma ad altri mercati, dove ci sono enormi potenzialità. Abbiamo delle praterie davanti. Perché c’è voglia di Made in Italy, del prodotto italiano e anche di avere l’imprenditore italiano a fianco perché ha una sua affidabilità che è data dalla storia della famiglia d’impresa. Ecco il valore aggiunto che hanno le nostre imprese. “

2^ Classificata

La Casa di Maia di Centeleghe Michela | Pedavena (BL)

Le parole di chi premia: “Nata nel 2012 come azienda agricola apistica, oggi la Casa di Maia è una realtà che offre anche un alloggio turistico costruito interamente con materiali naturali ed una fattoria didattica rivolta sia alle scuole che alle famiglie. L’insieme delle attività svolte contribuisce concretamente alla difesa della biodiversità e della sostenibilità ambientale. Dal 2021 l’impresa risulta produttore registrato per la DOP Miele delle Dolomiti bellunesi. L’impresa si propone di diventare un’oasi per la biodiversità e per la sostenibilità dell’apicoltura, del bene comune e del territorio bellunese. Le iniziative educative della fattoria didattica e l’impronta attribuita alla gestione dell’agriturismo contribuiscono a rafforzare il senso di rispetto ne confronti del territorio circostante”

La vincitrice: “Ringrazio la Camera di Commercio ed il comitato per questo aiuto che ci dà. Volevo spiegare alle donne presenti il mio rapporto con le api, che è anch’esso un essere femminile e devo dire che nel mio percorso di vita sono state fonte di ispirazione. Il fatto di vedere queste creature che ad ogni stagione rinascono e sono in grado con una potenza straordinaria di creare una nuova famiglia e di creare ricchezza per loro stesse e per l’ambiente mi ha portata a pensare anch’io di cambiar vita, di creare una nuova stagione della mia vita lasciando il lavoro precedente, un bel lavoro che era anche la mia passione. Questo premio quindi lo vedo come l’incoronazione di una scelta corretta, che mi sta dando tanta gioia e che spero porti i suoi frutti anche per la comunità, per la mia famiglia e per il territorio, un ambiente straordinario che merita tantissimo ed in cui ho la fortuna di vivere. La provincia di Belluno è un luogo magnifico, ancora incontaminato e che va valorizzato. Ritrovo negli ospiti del mio agriturismo un grande apprezzamento, sia per i prodotti che offre il territorio che per l’ambiente che ci circonda, quindi sono felice di poter testimoniare tutta questa bellezza che c’è e che vorrei continuare a portare avanti. Un piccolo auspicio, che lancio anche per la Camera di Commercio, è che questi premi possano essere anche una fonte di legame tra le imprese del territorio; infatti, mi piacerebbe anche poter stringere i contatti con le altre premiate per poter essere un po’ in partnership e un po’ aiutarci e sostenerci, nel senso di contribuire materialmente anche in punto vendita della mia struttura e poter essere promotrice anche del lavoro degli altri, essendo d’aiuto tra donne come le api. Io ho ereditato una passione da mio papà ed ho seguito l’impronta del cuore quando ho scelto di portare avanti la sua passione. Ero e sono una persona che segue la qualità (ero responsabile di qualità in un’azienda che rispetta molto il concetto di qualità) quindi ho seguito l’impronta di fare con qualità le cose che mi piace fare. Grazie.”

3^ Classificata

Bonair Misurina Srls | Auronzo di Cadore (BL)

Consegna l’assegno Ivana del Pizzol, componente di giunta e membro del comitato per l’imprenditoria femminile:

“ L’azienda nasce nel 2016 con lo scopo di produrre e commercializzare aerosol d’aria naturale delle Dolomiti, specificatamente raccolta nella zona del Lago di Misurina. Questo progetto è finalizzato a sensibilizzare le persone sui temi dell’inquinamento atmosferico e delle malattie respiratorie. Il prodotto viene celebrato per la prima volta in Europa come l’essenza pura dell’aria rarefatta di montagna in un formato tascabile e fruibile per via orale. Nel 2017 l’azienda lancia un’acqua spray cosmetica, con l’acqua minerale di Misurina. Nel 2018 Bonair Misurina sviluppa una linea di profumazioni ispirate all’ambiente potente e balsamico delle Dolomiti e nel 2019inizia ufficialmente un progetto con la pianta Elodea Canadensis, che è una pianta infestante, quindi ci troviamo in un ambiente puro a 2000 metri di altitudine, sotto le tre cime di Lavaredo, e nel lago di Misurina nasce questa pianta infestante. Sappiamo bene che gli inverni sono molto rigidi in zona, durante questi periodi freddi la pianta reagisce e per sopravvivere al freddo mette in atto dei meccanismi di protezione cellulare estremamente efficaci, meccanismi che producono dei principi attivi per la cura della pelle. In seguito, quando c’è il disgelo, la pianta comincia ad emergere dal lago e viene utilizzata un’imbarcazione molto particolare che ha il compito di raccogliere questa pianta e stivarla. Un passaggio successivo è l’essiccazione della pianta presso un’azienda agricola del Cadore e viene riportata in un laboratorio di Padova specializzato nella trasformazione di piante officinali ad uso erboristico e cosmetico per la realizzazione di un fito – estratto che sta alla base delle formulazioni skin-care insieme all’acqua minerale del Lago di Misurina. Quindi ad oggi Bonair Misurina è una linea di fragranze di nicchia e cosmesi naturali ispirate all’ecosistema virtuoso delle Dolomiti, di cui ne tutela la conservazione in un’ottica di sostenibilità ambientale e benessere umano. “

4° Classificata

Idea Società Cooperativa Sociale |  Treviso (TV)

Le parole di chi premia: “ Quando è arrivato il Progetto, l’abbiamo un po’ analizzato con il comitato e l’abbiamo letto tutte assieme, la cosa che ci è risaltata subito all’occhio è (il fatto che) siete una realtà  del nostro territorio, quello di Treviso, molto valida che, nata e consolidata nel 2004, che gestisce gli aspetti sociali, educativi e socio-sanitari del nostro territorio, che sono sicuramente il valore aggiunto della vostra realtà ed un valore di cui necessita sicuramente ogni territorio ed ogni situazione, perché poi voi avete un focus particolare per i bambini e noi diciamo sempre che i bambini sono il futuro del nostro Paese quindi devono crescere in un ambiente sano che li possa mettere nelle condizioni di poter crescere bene e di seguire quelle che sono le linee che anche a livello europeo e mondiale ci vengono date, quindi il diritto ad una crescita sana, ai servizi che voi garantite e ad attività dedicate all’infanzia, alla maternità, alla paternità e alla famiglia ( io cerco di improvvisare perchè a me non piace leggere ma cerco di dare la linea di lettura che le abbiamo dato col comitato). La cosa che mi permetto di dire anche come sindacalista riguardo il vostro valore aggiunto è che voi volete fare squadra all’interno della vostra azienda, con i vostri collaboratori e soci, mettendoli proprio in quella fase di armonizzazione della persona, perché poi se una persona sta bene all’interno del proprio ambito lavorativo rende anche di più a livello professionale, quindi quello che riceve come arricchimento personale poi lo può dare agli altri, a tiolo anche gratuito, mettendoci anche tutta la passione e tutto l’entusiasmo. Io credo che questa sia una realtà territoriale che merita attenzione, che merita di essere premiata, vi ringrazio per il lavoro che fate e penso che possa essere d’esempio per altre donne che vogliono provare a mettersi in gioco nel nostro territorio.”

La vincitrice: “Ringrazio la commissione e quello che mi fa particolarmente piacere è che venga premiata la nostra azione di welfare: non amo particolarmente le parole in inglese quando non fanno capire invece la bellezza delle parole in italiano; infatti WELFARE vuol dire BENESSERE ma a noi piace separare questo BEN da ESSERE. Abbiamo immaginato tutte insieme di lavorare proprio sulle azioni di cura nei confronti delle donne lavoratrici e l’impegno che abbiamo portato è stato votato a questo, partendo da presupposti interessanti, quelli rivolti alle madri in particolare ma anche ai padri, i bambini e le bambine di cui ci occupiamo.  Educare –  diceva una delle mie maestre, che è stata l’ultima allieva di Maria Montessori – è un verbo delicato. Educare vuol dire prendersi cura delle emozioni e siamo partiti da questo, dal prenderci cura delle emozioni delle donne madri e lavoratrici, perché c’è un distinguo da fare, perché noi viviamo in un’attualità in cui noi siamo madri e siamo donne, quindi questa conciliazione rappresenta anche uno scontro tra il nostro essere donne e il nostro essere madri. Siamo partite da questo nell’immaginare come volevamo il nostro luogo di lavoro, e questo si è tradotto in questo accordo (dato che c’è anche una rappresentanza sindacale) dove non c‘è stato bisogno di uno scontro tra il sindacato e l’Impresa, c’è stata una grandissima collaborazione in questo senso perché ha prodotto poi l’armonia che è stata premiata oggi. Ringrazio tutti, in particolare le donne di Idea”

5° Classificata

Libreria Chiodo Fisso Srls | San Vendemiano (TV)

Le parole di chi premia, Martina dal Grande: “Quando si parla di libreria si può intendere la parola in due modi: un mobile che abbiamo in casa dove riponiamo generalmente i libri che via via nella vita abbiamo raccolto e che rappresentano un po’ la nostra essenza oppure un negozio dove andiamo ad acquistare i libri. L’imprenditrice che sto per premiare ha saputo coniugare questi due concetti, offrendo una varietà ed una diversità di proposte letterarie ponendo l’accento sulla qualità e non sulla quantità della proposta letteraria, con particolare attenzione ad un linguaggio inclusivo e all’accessibilità. Un luogo dove le persone, attraverso i percorsi sviluppati da Irene, con il coinvolgimento di tutta la comunità, possa entrarvi e sentirsi veramente a casa. Quindi facciamo un grande applauso a Irene Rosolen, della Libreria Chiodo Fisso di San Vendemiano: esempio di imprenditoria femminile che ha saputo innovare per passione.

La vincitrice: “Innanzitutto grazie, grazie al comitato perché bandi ce ne sono vari, a cui si può partecipare, ma la maggior parte sono comunque finanziamenti, anche se a fondo perduto, però comunque finanziamenti. Qua invece si tratta proprio di un premio in denaro che, penso che anche le altre donne qua presenti possano confermare, è un vero aiuto, quindi grazie. Hanno già detto tutto loro, quindi passate in libreria!”

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