Fonte: ufficio stampa Confindustria Belluno Dolomiti
Dal ministro Gelmini è arrivato ancora una volta un impegno preciso per l’imminente approvazione della legge sulla montagna. Mi auguro che la classe politica non si faccia travolgere
dalle fibrillazioni del Quirinale e sappia concretizzare al più presto un risultato che per i nostri territori sarebbe storico. Le risorse in Finanziaria ci sono, ma si deve compiere un ultimo
passo.
Così Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, commenta le parole pronunciate a Padova – in occasione dell’evento “Italiadomani” dedicato al PNRR – dal
ministro per gli Affari regionali e per le Autonomie Mariastella Gelmini, che ha annunciato tempi brevi per l’approdo della Legge quadro sulla Montagna in Parlamento, ricordando che
la dotazione finanziaria è già stata prevista con un collegato ad hoc in Legge di bilancio, 100 milioni di euro nel 2022, 200 a partire dal 2023.
Sono impegni precisi, che mi auguro vengano concretizzati quanto prima da tutti i nostri parlamentari senza distinguo politici o partitici. Per ripartire e guardare oltre la pandemia, la
montagna – non solo bellunese – ha bisogno di questa legge che per la prima volta riconosce e istituzionalizza il differenziale montano. La stessa Gelmini, a Padova, ha parlato di lotta
allo spopolamento della montagna come priorità. Sono felice che finalmente il tema sia nell’agenda politica di un Esecutivo.
Per questo, all’inizio di questo 2022, ancora carico di incertezze derivanti dal Covid e dall’aumento drammatico dei prezzi di energia e materie prime, che proprio in montagna è ancora più grave
e marcato, mi rivolgo ai nostri rappresentanti – tutti, non solo quelli locali – perché lancino un segnale di reale
fiducia ai nostri
territori, approvando questa legge il p
rima possibile. Dobbiamo blindarla a tutti i costi anche in vista delle votazioni per il Quirinale e di eventuali ripercussioni sulla
tenuta del Governo. La partita per le terre alte è strategica.
Le legge quadro – che individua precise azioni a sostegno dell’imprenditoria montana (agevolazioni per l’innovazione e le startup per esempio) – è nata dal confronto tra Governo, enti locali,
Università, centri di ricerca e categorie. – È un processo nel quale Confindustria Belluno Dolomiti ha fatto sempre sentire la sua voce e ringraziamo il ministro per averci ascoltato e recepito
le nostre indicazioni operative, – rimarca Berton. – Ora, si faccia l’ultimo passo. Tra pandemia e aumento dei prezzi, la montagna ha bisogno di una boccata di ossigeno per poter
programmare il proprio futuro.