Prima giornata tavola rotonda del progetto InnovaMare: sinergia e coinvolgimento tra istituzioni, imprese e cittadini per vincere la sfida della sostenibilità del Mare Adriatico


Eventi - pubblicata il 22 Febbraio 2021


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Fonte: ufficio stampa Unioncamere Veneto

Venezia, 19 febbraio 2020 – La tutela e la sostenibilità del Mare Adriatico attraverso l’innovazione e la tecnologia non rappresenta solo una sfida fondamentale per l’Unione
Europea, ma può diventare una leva di competitività per i singoli Stati. Il raggiungimento degli obiettivi ambiziosi fissati dall’Unione Europea si potrà concretizzare tramite il rafforzamento
degli ecosistemi di innovazione, e passa quindi attraverso il coinvolgimento di istituzioni ed imprese e di tutti gli attori interessati, e la creazione di una governance che tenga conto dei
bacini marini in senso ampio e delle specificità locali.

Sono stati questi alcuni dei punti emersi nel corso della prima giornata della tavola rotonda online del progetto “InnovaMare «Blue technology – Developing innovative technologies for
sustainability of Adriatic Sea”
organizzata da Unioncamere Veneto. Un incontro rivolto ai policy-maker e stakeholder italiani e croati, allo scopo di facilitare il dibattito, il trasferimento
di conoscenze e lo scambio di buone pratiche in questi ambiti tecnici strategici.

I lavori sono stati aperti dal segretario generale di Unioncamere Veneto, Roberto Crosta che ha portato i suoi saluti sottolineando come: “InnovaMare” rappresenti un progetto
strategico finanziato dall’Unione Europea attraverso il FESR, Programma Interreg VA Italia-Croazia 2014-2020 e che svilupperà ed istituirà un sistema integrato di robotica e sensoristica
sottomarina, rifiuti marini ed ecosistema dell’innovazione per risolvere il problema dell’inquinamento del Mare Adriatico. L’obiettivo è davvero importante e rappresenta una sfida del futuro non
solo per l’Italia e l’Europa, ma a livello globale. E questo progetto vuole contribuire a creare le condizioni per vincere questa sfida attraverso il coinvolgimento degli attori pubblici e quelli
privati, condividendo esperienze e competenze. Si tratta di un modello innovativo che può diventare un punto di riferimento e, soprattutto per i Paesi che metteranno in campo politiche e azioni
concrete, potrà diventare una leva competitiva.

Sono seguiti, poi, i saluti di Mateo Ivanac (Camera Croata dell’Economia, capofila del progetto InnovaMare): Questo progetto vuole essere uno strumento per combattere
l’inquinamento nel Mare Adriatico che costituisce non solo un aspetto inerente all’ambiente, ma anche all’economia. Innovamare vuole creare un ecosistema innovativo e diventare un punto di
riferimento per i decisori pubblici.

Dopo l’introduzione ed i saluti la giornata di lavori si è concentrata sulle priorità per la sostenibilità degli ambienti marini e le linee guida dell’Unione Europea fornendo un quadro sullo
stato di salute dell’ambiente. Vedran Nikolić (Commissione Europea – DG Ambiente) ha spiegato che l’81% degli habitat e il 63% delle specie hanno un cattivo stato di
conservazione in Europa. Per questo l’Unione Europea entra il 2030 ha tra i suoi obiettivi quelli di: proteggere legalmente il 30% della superficie marittima dell’Unione europea; proteggere
rigorosamente almeno un terzo delle aree marine protette dell’UE; gestire efficacemente tutte le aree protette, definendo chiari obiettivi e misure di conservazione e monitorandoli in modo
appropriato. Eleni Hatziyanni (Commissione Europea – DG Mare), invece, ha delineato gli obiettivi dell’Unione Europea fissando a 40 GW i livelli di energia dal mare ed altre
fonti rinnovabili, come quella eolica e solare entro il 2050. Il percorso per raggiungere i seguenti obiettivi si articola attraverso la Blue Economy che comprende produzioni e trasporti più
sostenibili, l’economia circolare e la prevenzione e la salvaguardia della natura. Per riuscire a vincere questa sfida è necessario che gli Stati membri coinvolgano tutti gli enti pubblici
responsabili dell’oceano per sviluppare priorità, per realizzare occasioni di condivisione e mettere in campo azioni sinergiche.

Nel pomeriggio ci si è focalizzati su come creare un ecosistema che possa supportare la realizzazione di un’economia blu più sostenibile, anche grazie all’utilizzo di nuove tecnologie digitali.
Da un lato, le esperienze dell’Innovation Center Nikola Tesla (ICENT) e di Trasferimento Tecnologico Innovazione (T2i) e la discussione sull’importanza del ruolo degli hub digitali
nell’offrire competenze ed esperienze qualificate alle piccole e medie imprese attive in questi settori, avvalendosi di un network di attori dell’innovazione, nazionali ed europei. Dall’altro
lato, la condivisione delle esperienze della coalizione EU4Ocean e delle iniziative di Legambiente hanno aiutato a riflettere sull’importanza del coinvolgimento della società civile e sul ruolo
dei cittadini, e della necessità di un’alfabetizzazione sui temi dell’ambiente marino, fondamentale per garantire siano intraprese azioni a favore della tutela di interi ecosistemi.

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