Rifiuti: finalmente delle reali semplificazioni per le imprese. Sotto la lente alcune misure


Economia - pubblicata il 02 Ottobre 2020


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Fonte: ufficio stampa Di Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana


Buone notizie per oltre 13mila artigiani e piccole imprese trevigiane sul delicato tema rifiuti. Le richieste di Confartigianato in tema di tracciabilità dei rifiuti, assimilabilità dei rifiuti
speciali ai rifiuti urbani, semplificazione degli adempimenti e abbattimento della burocrazia sono state recepite dal Governo.

Le novità sono contenute nel cosiddetto Decreto Rifiuti, entrato in vigore il 26 settembre, che attua due delle quattro direttive europee contenute nel Pacchetto Economia
Circolare. Il provvedimento legislativo dà finalmente soluzione
a battaglie storiche dell’Associazione.

Il Decreto prevede l’esenzione dall’obbligo della tenuta dei registri di carico e scarico rifiuti per le imprese fino a 10 dipendenti per i soli rifiuti non pericolosi. Misura che le sgrava da
un obbligo che comportava costi e rischi di sanzioni che superavano anche i 9mila euro.
L’esenzione dal formulario di trasporto per i rifiuti da manutenzione e per le piccole imprese edili e le imprese di pulizia risponde ad una precisa richiesta di Confartigianato e permette agli
imprenditori di gestire in maniera più snella, con semplice Documento di Trasporto (DTT) l’eventuale trasferimento presso la propria sede dei rifiuti prodotti in cantiere, qualora i limitati
quantitativi non giustifichino un deposito temporaneo nello stesso.

Altra disposizione che abbraccia le richieste di Confartigianato è l’esonero dall’obbligo del formulario anche per i produttori di rifiuti non pericolosi qualora si tratti di trasporto
occasionale e saltuario.
La riscrittura delle norme sul controllo della tracciabilità dei rifiuti prevede l’emanazione di uno o più decreti attuativi per il nuovo Registro elettronico nazionale
che sostituirà, attraverso adempimenti di carattere informatico,quanto oggi viene compilato manualmente.
L’Associazione sarà attenta affinché non si ripeta la disastrosa esperienza SISTRI.
Altro fronte caldo è quello dell’assimilabilità dei rifiuti speciali agli urbani con la ridefinizione del concetto di rifiuto urbano. Se anche prima era permesso alle utenze non domestiche di
conferire i propri rifiuti a un soggetto alternativo al servizio pubblico di raccolta, dimostrando di averli avviati al recupero, ora vengono definite delle limitazioni a questa facoltà fissando
in 5 anni i termini di durata di questo affidamento. Solo il tempo quindi ci dirà se questa disposizione potrà tradursi in un vero e proprio vantaggio economico per le aziende o in un
miglioramento del servizio.

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