Sentenza storica della Corte Costituzionale: i risparmi dati dalla revisione della spesa resteranno agli enti camerali

Un risultato importante nato dall’iniziativa della Camera di Commercio di Venezia Rovigo e Unioncamere Veneto, che avviò un procedimento giudiziario contro lo Stato


Economia - pubblicata il 21 Ottobre 2022


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Fonte: Ufficio stampa Camera di Commercio Venezia – Rovigo

Venezia – Rovigo, 18 ottobre 2022 – Venerdì 14 ottobre la Corte Costituzionale ha depositato una sentenza storica che fa cadere i provvedimenti contenuti nei Decreti-legge 112/2008,
78/2010, 95/2012, 66/2014 che prevedevano il versamento delle somme ottenute con i tagli di spesa, imposti a tutte le Pubbliche Amministrazioni, allo Stato centrale.
Un procedimento giudiziario, quello sul quale si è espressa la Corte costituzionale, partito dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo guidata dall’allora Presidente Giuseppe Fedalto,
all’epoca anche Presidente di Unioncamere Veneto, e dall’allora Segretario Generale Dott. Roberto Crosta. Grazie al pronunciamento di venerdì i fondi derivanti dalla spending review ora
rimarranno nelle casse delle Camere venete e di tutte le Camere italiane.
Tali Decreti citati, che prevedono la razionalizzazione delle spese delle Pubbliche Amministrazioni, hanno, infatti, imposto il versamento, nelle casse statali, di oltre 5 milioni di euro,
aumentati di 500mila euro con la Legge di Bilancio 2020, da parte delle Camere di Commercio venete e di Unioncamere Veneto.
Le norme sono state dichiarate illegittime per contrasto con l’art. 3 della Costituzione in quanto “il principio di ragionevolezza viene violato perché parte delle somme che potrebbero essere
destinate alla missione istituzionale delle Camere di Commercio, nelle varie forme previste dalla normativa specifica, viene devoluto all’indifferenziata spesa corrente dello Stato”.
Prima promotrice delle procedure giudiziarie che hanno portato a questa sentenza è stata la Camera di Commercio di Venezia Rovigo con Unioncamere del Veneto subito seguita dalla Camera di
Commercio di Treviso Belluno, guidata dal Presidente Mario Pozza, Presidente, oltre che della Camera di Commercio di Treviso Belluno anche di Unioncamere Veneto.
I Decreti-legge su citati imponevano, infatti, a tutte le Pubbliche Amministrazioni, degli importanti tagli di spesa ed il versamento, delle somme ottenute dai tagli, allo Stato al fine di
risanarne il bilancio. I provvedimenti, tuttavia, non tenevano conto del fatto che le Camere di Commercio sono degli enti pubblici autonomi, con autonomia finanziaria e con la missione specifica
di supportare il tessuto imprenditoriale locale e la promozione del territorio. In seguito ai decreti-legge il versamento dei tagli di spesa verso lo Stato è diventato una delle voci più
importanti nei bilanci camerali. Inoltre, tali versamenti si configuravano come una ulteriore tassazione indiretta delle aziende stesse.
Nel 2016, in seguito alla riforma delle Camere di Commercio (D. Lgs 219/2016), i Presidenti Fedalto e Pozza si sono subito attivati per instaurare un dialogo con le istituzioni che
si è concretizzato nell’incontro con i Parlamentari veneti di luglio 2016, in concomitanza con il primo compleanno della Camera di Commercio di Venezia Rovigo. In quell’occasione i due Presidenti
esposero l’evidenza della virtuosità delle due neonate Camere di Commercio di Venezia Rovigo e Treviso Belluno che avevano avviato (e concluso nel caso della Camera di Commercio di Venezia
Rovigo) il percorso di accorpamento anticipando sui tempi la riforma.
Nello stesso incontro venne messo in evidenza come il prelievo dei fondi camerali ottenuti dalla spending review a favore dello Stato andasse in contrasto con i nuovi compiti cui le Camere di
Commercio avrebbero dovuto far fronte: promozione territoriale, cultura, scuola-lavoro, digitalizzazione (e crisi d’impresa dal 2021).
Il versamento delle somme derivanti dalla spending review, il contemporaneo taglio del diritto annuale (arrivato nel 2017 al 50% dell’importo originario) e la riforma delle Camere di Commercio
che ha attribuito alle stesse maggiori compiti, hanno comportato pesanti ricadute sui bilanci camerali mettendo a rischio l’efficienza delle Camere, il supporto ottimale all’utenza ed anche
migliaia di posti di lavoro. L’azione avviata dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo, dalla Camera di Commercio di Treviso Belluno e di Unioncamere Veneto ha consentito di porre fine a
questa “stortura” incostituzionale.
“E’ un risultato importantissimo per tutte le Camere di Commercio – dichiara Massimo Zanon, Presidente della Camera di Commercio di Venezia Rovigo – che arriva in un
momento storico particolarmente difficile, in cui enti, aziende e cittadini sono in fortissima difficoltà per il caro energia e per la crisi economica. Ringrazio sentitamente il precedente
Consiglio camerale guidato dal Presidente Giuseppe Fedalto e dall’ex Segretario Generale Dott. Roberto Crosta per aver condotto e vinto questa importantissima battaglia che va a beneficio di
tutte le Camere di Commercio italiane. Poter disporre di maggiori risorse da destinare alla mission camerale ci consente di guardare con maggiore fiducia al futuro”.
“Una conquista – continua Zanon – raggiunta grazie ad un importante lavoro di squadra effettuato con le Camere di Commercio, le istituzioni locali e con i parlamentari del territorio
che hanno capito l’importanza del ruolo delle Camere di Commercio nello sviluppo del tessuto locale. Una sentenza che arriva a pochi giorni di distanza dall’approvazione della Zona Logistica
Semplificata Porto di Venezia Rodigino, altro importante traguardo per le due province di nostra competenza.”
“Le maggiori risorse di cui ora potremmo disporre – aggiunge Giacomo De’ Stefani Segretario Generale f.f. della Camera di Commercio di Venezia Rovigo – ci consentiranno di
destinare questi fondi alla competitività ed alla crescita delle imprese nel quadro dei nuovi compiti assegnati alle Camere di Commercio con D. Lgs. 219/2016 e di sostenere in modo più forte le
iniziative di promozione del territorio. Essere più vicini ai nostri utenti in un periodo difficile come questo è la mission fondante sulla quale si basa tutto il sistema camerale.”

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