Stagione invernale a rischio in Marmolada

Lanciato l’allarme dalla società di gestione degli impianti: “Il divieto di accesso al ghiacciaio non è stato ancora revocato. serve buon senso. le piste sono sicure e vanno preparate in tempo”


Economia - pubblicata il 07 Novembre 2022


Fonte: Ufficio stampa Comunicazione Confindustria Belluno

Rocca Pietore, 6 novembre 2022
“Caro energia, incertezze meteo,
alte temperature, ma nell’Alto Agordino gli operatori della montagna hanno una preoccupazione in più: quella del divieto di accesso al ghiacciaio della Marmolada non ancora revocato. Se non si
interviene con buon senso e velocità, la stagione invernale è a rischio e con essa la permanenza sul territorio di tante imprese e famiglie”.

È un vero e proprio allarme quello che lancia Marmolada srl, la società di gestione
delle funivie del massiccio.

“La stagione invernale è alle porte, manca meno di un mese. Da sempre novembre è fondamentale per la preparazione delle piste e degli impianti per l’avvio regolare
dell’attività 2022/2023. Ogni giorno è prezioso”, la premessa. E a essere pronta a predisporre l’area sciabile è la stessa società, nata nel 1965:
“La funivia della Marmolada, che parte ed arriva in provincia di Belluno – quindi in Veneto – vede la propria pista svilupparsi in gran parte in provincia di Trento,
perché attraversa il ghiacciaio. Come gestori dell’impianto siamo pronti ad avviare i lavori di preparazione della pista ma il Comune di Canazei continua a vietare l’accesso al ghiacciaio”.

“Alle nostre richieste di chiarimenti, ci viene opposta una fantomatica perizia, avviata mesi fa quando le eccezionali temperature estive potevano generare preoccupazioni, ma mai redatta ed
inattuale ora quando finalmente il termometro è sceso sotto lo zero”, sottolinea la società.

“La disgrazia accaduta a luglio, come abbiamo sempre ribadito, merita il nostro pieno rispetto e la massima attenzione nell’adozione di provvedimenti efficaci, ma è da prendere atto che il
distacco della porzione di ghiaccio è avvenuta in una zona totalmente estranea a quella in cui si sviluppa la pista, che è soggetta a continui monitoraggi, controlli e manutenzioni nel pieno
rispetto di tutte le leggi e normative”, prosegue la società.

“Se il permesso di preparare la pista e poi di aprirla agli sciatori non dovesse arrivare tempestivamente, i danni economici sarebbero incommensurabili per tutta la vallata, che vive
dell’attività turistica invernale, dall’impianto di Malga Ciapèla a quelli che lo connettono con Arabba. Parliamo di uno dei più importanti e panoramici – nonché graditi dalla clientela
internazionale – comprensori sciistici del Dolomiti Superski, porta d’ingresso per gli apprezzati giri della Sellaronda e della Grande Guerra”.

“Questi ritardi, questi burocratismi, questa mancanza di chiarimenti diventano l’ennesimo attentato alla pur indefessa resilienza della gente di montagna per continuare a risiedere in questi
territori e vivere di quello che hanno da offrire. E questo in un momento storico già difficilissimo, contrassegnato da rincari energetici che rendono ancora più difficile ed eroico abitare e
lavorare nelle terre alte”, la conclusione di Marmolada srl.

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