Trattati di Roma in Camera di Commercio di Treviso – Belluno il convegno L’Europa 60 anni dopo: quali vantaggi per le nostre imprese? L’esperienza del Veneto e del Lussemburgo.

Intervento del Presidente Mario Pozza


Economia - pubblicata il 26 Marzo 2017


https://www.trevisobellunosystem.com/tvsys/img/notizie/46aeb13c-517b-45c8-98e2-e33ccdd74718.jpg

Presso la Camera di Commercio si è svolto il convegno L’Europa 60 anni dopo: quali vantaggi per le nostre imprese?

L’esperienza del Veneto e del Lussemburgo.

Sono stati affrontati gli aspetti dell’Unione Europea i vantaggi, e le incertezze, le strategie condivise o meno tra gli stati membri, i valori trasmessi e la necessità di rispondere alle
aspettative dei cittadini e delle imprese, le opportunità Erasmus, l’interscambio commerciale, gli aspetti della politica estera, le banche e la finanza.

Ospite d’eccezione Pierre Gramegna – Ministro delle Finanze del Granducato di Lussemburgo che ha risposto alle domande degli studenti del Liceo Duca degli Abruzzi e dell’istituto
tecnico Riccatti-Luzzati e dei rappresentanti delle categorie economiche (Coldiretti,CNA,Unindustria)

Sono intervenuti:
Mario Pozza – Presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno
Laura Lega – Prefetto di Treviso

Pierre Gramegna – Ministro delle Finanze del Granducato di Lussemburgo Jader Cané – DG Occupazione, Affari Sociali e Inclusione, Commissione Europea
Gian Angelo Bellati – Segretario Generale di Unioncamere del Veneto
Intervento del Mario Pozza – Presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno

L’Europa 60 anni dopo: quali vantaggi per le nostre imprese?

L’esperienza del Veneto e del Lussemburgo.

Camera di Commercio di Treviso – Belluno

24 marzo 2017

SALUTO DEL PRESIDENTE
della Camera di Commercio Treviso – Belluno

Mario Pozza

Buongiorno a tutti,

porgo il benvenuto, a nome della Camera di Commercio di Treviso – Belluno che presiedo e miei personali, agli ospiti qui convenuti, al Ministro Pierre Gramegna – Ministro delle Finanze del
Granducato di Lussemburgo, tra gli stati che hanno dato vita al processo d’Unità europea, al prefetto Laura Lega, ai relatori e ai rappresentanti delle imprese e agli studenti qui presenti del
Liceo Duca degli Abruzziimpegnato in idee d’impresa perfettamente declinabili nel business reale e dell’istituto Ricatti – Luzzati che è stato vincitore dei concorsi indetti dalla Camera di
Commercio.

Oggi, a 60 anni dal trattato di Roma ci domandiamo con i giovani qui presenti, quali passi dall’Unione Europea siano stati fatti nei valori e nella capacità di operare efficacemente per i
cittadini e per le imprese.

Io credo che il rafforzamento dell’integrazione europea continui ad essere di nostro interesse comune.

Lo dico nel momento in cui stiamo vivendo la Brexit e i nostri giovani guardano a questo evento che implicherà i propositi di studio e lavoro nella vicina Gran Bretagna.

Io credo che i no e i dubbi debbano essere interpretati come un’ ulteriore richiesta di un’Europa capace di rispondere alle ansie dei cittadini per il futuro dell’economia.

Abbiamo dunque il dovere di infondere fiducia e di lanciare il messaggio che l’Unione Europea non è solo una zona di scambio, ma un progetto intrinseco di valori e di principi, dato dalla nostra
storia. I principi di libertà, democrazia, lo stato di diritto identificano un’Europa capace di sorreggere le azioni economiche delle nostre imprese. A queste deve guardare con azioni mirate
considerando la particolarità che le distingue nella globalizzazione.

Penso alle nostre eccellenze agroalimentari apprezzate e vendute in tutto il mondo che devono essere protette dall’Italian Sounding. I nostri prodotti vengono imitati, copiati, travisati con un
incredibile furto di reddito per i nostri agricoltori, ma anche di credibilità, reputazione e immagine. Dobbiamo tutelare un patrimonio agroalimentare che in provincia di Treviso e Belluno vale
più di 1 miliardo di euro. La Camera di Commercio con la sua competenza confermata dalla riforma camerale presidia il controllo sulla sicurezza della qualità dei prodotti agroalimentari e di
tutti gli altri settori ed è per questo motivo che sono fermamente deciso a perseguire nell’interesse degli imprenditori e per la salute di tutti.

L’Unione Europea assorbe quasi due terzi dell’export complessivo trevigiano, nel consuntivo sono i mercati Ue ad aver sostenuto maggiormente l’export trevigiano (+3.1%), con un forte recupero in
Spagna (+8,2%) e verso la Polonia (+7.5%) più moderata la crescita dell’export verso la Germania che rimane comunque il primo partner commerciale. Con riferimento al territorio bellunese le
esportazioni verso l’Unione Europea costituiscono quasi la metà (46,4%, 1,8 miliardi di euro) del valore export complessivo provinciale.

In questo momento è dunque richiesto un rinnovato slancio unitario, un’autentica volontà politica per affrontare sfide determinanti per i cittadini e per le imprese volto alla crescita economica
e in grado di assicurare azioni efficienti ed immediate. Bisogna rendere più autorevole il ruolo dell’unione Europea, farla sentire più vicina alle aspettative di cittadini e imprese.

Nel lungo periodo non ci può essere stabilità economica e sociale senza crescita economica, né ci può essere crescita senza stabilità. Dobbiamo puntare ad un’Europa governabile, democratica,
unita e autorevole nel mondo.

A livello Europeo si sono attuate una serie di misure per garantire l’unione bancaria. Ora la Commissione Europea si è impegnata a realizzate anche l’unione del mercato dei capitali, riconoscendo
che il canale bancario e quello finanziario sono strettamente interconnessi e necessari l’uno all’altro. Mi auguro la convergenza degli Stati Membri verso un mercato unico.

E’ indispensabile allocare al meglio i flussi di credito verso le Piccole Medie Imprese, valutando criteri diversi non soltanto attraverso le griglie di Basilea. Su questa prospettiva si basa il
progetto di rating integrato progetto della Camera di Commercio di Treviso – Belluno.

Il Veneto è attrattivo per la sua dinamicità e l’imprenditorialità veneta sono un elemento molto positivo così come la vocazione all’export. Certo ci sono delle sfide notevoli da affrontare.
Prima di tutto la globalizzazione dei mercati con il conseguente incremento della pressione competitiva. Sicuramente la pressione fiscale, i tempi e i costi della burocrazia costituiscono un
problema per le nostre imprese che devono essere risolti pena la capacità competitiva con le imprese degli altri stati membri.

La Commissione Europea è particolarmente attenta alle regioni, al loro sviluppo e al contributo che danno al raggiungimento dei target nazionali. Nel periodo 2014-2020 l’Italia riceverà
complessivamente circa 32,2 miliardi di EUR provenienti dai fondi della politica di coesione, dei quali 7,6 miliardi di EUR sono destinati a progetti in regioni più sviluppate (tra le quali si
conta il Veneto), e 567,5 milioni di EUR sono destinati all’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile. Anche la Banca Europea di Investimento è particolarmente attiva: gli investimenti
complessivi della Banca in Italia nel quinquennio 2011-2015 hanno superato i 47,3 miliardi di euro. Il 38% degli investimenti è andato alle PMI mentre un altro 35% all’energia, telecomunicazioni
e trasporti.

Auguro dunque un futuro prospero di collaborazioni e nuove intese a favore dei cittadini europei e delle nostre imprese.

Corsi e convegni

Economia

Economic Report

Eventi

News Europa

Promo

Sport