Tutti i dati del terziario della Marca trevigiana – General Report trimestrale di EBiCom

Presentato in via Vernier lo studio di EBiComLab con l’analisi del primo trimestre 2021


Economia - pubblicata il 30 Luglio 2021


Fonte: ufficio stampa EBiCom

I materiali completi di infografiche sono disponibili al link del Centro Studi EBiComLab https://lab.ebicom.it/ (sezione ultime pubblicazioni)

EBiCom- Ente Bilaterale del Terziario con la collaborazione della Camera di Commercio di Treviso – Belluno

Il terziario nella provincia di Treviso: il report trimestrale di ebicomlab

Presentato ieri in via Vernier lo studio di EBiComLab, coordinato da Alessandro Minello, con l’analisi del primo trimestre 2021. Terziario resiliente, con molti chiaroscuri.

Il terziario, nella sua ampiezza e diversità, dimostra ancora una volta il proprio carattere di settore resiliente. A confermarlo è il Centro Studi di EBiCom, coordinato da Alessandro
Minello
, che con il 2021 ha iniziato a produrre analisi trimestrali e non più consuntivi annuali. È stato presentato ieri, nella sede di Confcommercio, il primo “Quarterly Report” periodico
alle Ascom-Confcommercio territoriali e alle parti sociali. Molti numeri, alcune tendenze da cogliere e varie progettualità da mettere in campo.

I dati principali

Con le sue 55.629 unità locali terziarie, Treviso è la quarta provincia del Veneto per numerosità. Nonostante l’anno drammatico della pandemia, il primo trimestre 2021 mantiene una sostanziale
stabilità con la nascita di +22 nuove imprese. Crescono le società di capitali (+1%), in espansione costante dal 2016 (+15%), mentre continuano a calare le ditte individuali (-0,3%) e
le società di persone (-0,5%).

I comparti: commercio, turismo, servizi

Il settore servizi, con le sue 27.892 unità locali (pari al 28,7% del totale economia provinciale) registra un aumento del +0,4% pari a +104 imprese, consolidando la sua posizione di traino.
Crescono: il “Terziario avanzato” (+1,1%) – in modo particolare le “Attività professionali e di consulenza” (+1,4%) legate al digitale e ai nuovi mezzi di comunicazione e le attività di “Ricerca e
sviluppo” (+1,4%) – e i “Servizi di noleggio” (+4,6%) di mezzi di trasporto, macchinari e attrezzature a uso lavorativo. Diminuiscono “Trasporti su strada” (-1,6%), i “Servizi alla persona” (-0,4%)
e i “Servizi di pulizia” (-1,1%) di edifici, impianti, macchinari e aree pubbliche.

Diversa la posizione del turismo: con le sue 7.357 unità locali attive, dopo l’anno drammatico della pandemia, anche nei primi mesi del 2021 dimostra qualche criticità (-0,1%), evidenziando però un
calo leggermente più contenuto rispetto al primo trimestre dell’anno precedente (-0,2%). In diminuzione la “Ristorazione” (-0,3%) e le “Agenzie di viaggio” (-3%), mentre conferma un trend positivo
il settore “Organizzazione di eventi e fiere” (+4,6%) agevolato dalle opportunità legate al digitale. Segnali positivi anche nel “Tempo libero” (+0,8%), all’interno del quale crescono “Attività
sportive e centri benessere” (+0,8%) e “Arte, cultura e intrattenimento” (+0,6%). Al calo della ristorazione tradizionale, corrisponde l’espansione del “Cibo da asporto” (+3,5%) e del take-away,
chiaramente collegato alla “nuova normalità della pandemia”.

Ad avere “la peggio” è il comparto del commercio (-0,4% pari a -75 unità locali), penalizzato sì dalla pandemia, ma anche da una crisi strutturale che negli ultimi 5 anni ha visto la
chiusura di ben 1.085 esercizi commerciali (-5,1%) e che i recenti avvenimenti hanno contribuito ad alimentare (-326 unità locali solo nel corso del 2020). Tra i settori più colpiti nel primo
trimestre 2021 il “Commercio all’ingrosso” (-0,5%) e il “Non alimentare” (-1%), in modo particolare i settori della “Casa e arredo” (-1,6%) e del “Moda-fashion” (-1,2%). Più stabile la vendita di
“Elettronica e telecomunicazioni” (+0,2%).

Gli imprenditori

Al 31.03.2021 gli imprenditori attivi nel terziario in provincia di Treviso sono 70.232, in lieve calo rispetto al 31.12.2020. Crescono leggermente la componente straniera (+0,1% pari a +17) e
quella femminile (+0,1% pari a +14). A colpire di più, l’ulteriore calo dei giovani (-11,6% pari a -315) e l’aumento degli over 70 (+8,1% pari a +609), a conferma del significativo gap
generazionale presente in provincia: nel territorio esiste un divario tra i 2.407 under 30 e gli 8.148 over 70, che evidenzia ancora una volta l’imminente necessità di politiche economiche a favore
dell’avvio di nuove attività imprenditoriali.

Il caso Castelfranco Veneto

In totale controtendenza il mandamento di Castelfranco Veneto, che con lo +0,5% di crescita (pari a +46 nuovi imprenditori) compensa la generale diminuzione registrata in provincia tra titolari,
soci e amministratori di società.

L’occupazione e il mercato del lavoro

Il mercato del lavoro nel terziario, al primo trimestre 2021, presenta un incremento dei posti di lavoro dipendente (+2.350) e una diminuzione dei parasubordinati (-180) e di quelli a chiamata
(-885), rispetto ai valori registrati nello stesso trimestre del 2020. Aumentano i posti di lavoro attivati tramite agenzie di somministrazione (+1.590), i contratti a tempo indeterminato (+270), a
tempo determinato (+675), mentre calano le varie tipologie di apprendistato. Se come imprenditori i numeri dei giovani calano, confortano i +1.555 posti di lavoro dipendente riservati alle fasce
under 30. In particolare, i nuovi occupati, inseriti principalmente nel comparto dei servizi, hanno queste caratteristiche: sono prevalentemente maschi, di nazionalità italiana, impiegati con
contratti interinali a termine. In sintesi, il bilancio occupazionale appare in chiaro scuro e in forte evoluzione, a favore dei giovani, ma con un vero e proprio boom del lavoro somministrato a
tempo determinato (+1.665 posti di lavoro, con un aumento del +15,3% nelle assunzioni). I lavoratori del turismo, in particolare nella fascia di età tra i 30 e i 54 anni, hanno pagato il conto più
salato: il settore nel suo complesso, in tutte le sue componenti occupazionali, evidenzia saldi negativi (-470 posti di lavoro dipendente, -600 posti di lavoro intermittente, -85 posti di lavoro
parasubordinato), in linea con i trend negativi del 2020.

I commenti

Alessandro Minello, coordinatore di EBiComLab, autore della ricerca

Ripresa lenta: il terziario alla ricerca di nuovi equilibri

Questi elementi ci dicono che il 2021 si è aperto con chiari, ma ancora lenti, segnali di ripresa e il settore sta cercando di ritrovare un delicato equilibrio, in parte adattandosi all’evoluzione
in corso in parte cercando di anticipare la risposta ad alcune nuove macro tendenze. Il tessuto imprenditoriale è di fronte ad un contesto in cui sono giunti al pettine alcuni nodi irrisolti che la
pandemia non ha fatto altro che accentuare. Il settore sta affrontando la sfida della complessità in era pandemica, nella quale diventa difficile gestire la propria impresa in ambienti sempre più
incerti e veloci nei cambiamenti. Leggendo i dati trimestrali si percepisce come Il terziario sia immerso in un profondo processo di trasformazione nel quale è richiesto di tenere assieme, cucire,
contaminare, rinnovare continuamente formule innovative e tradizionali, all’interno di un nuovo modo di fare impresa. Essendo stato il settore più colpito dalla pandemia è quello che ha anche
modificato di più il proprio assetto, si è più interrogato ed ha cercato di proporre soluzioni originali e innovazioni, per ricostruire i fondamentali di un mercato nel quale gli attori sono alla
ricerca di nuove identità, esperienze e di ridare senso ai propri comportamenti, incluso quello d’acquisto dei beni e servizi.

Adriano Bordignon, Presidente EBiCom

Per donne e giovani daremo il massimo dell’impegno, nel segno dell’inclusività

La ricerca ci conferma che il cambiamento è in atto, che corre velocemente e che servono nuove competenze nel mondo del lavoro e grande dinamicità tra le imprese. Colpiscono due aspetti. Il
primo: il lavoro dipendente penalizza, ancora una volta le donne, escluse dalle nuove assunzioni e legate ad una pericolosa marginalità. In forte sofferenza nel lockdown, segno evidente che la
bilateralità, di concerto con le pari opportunità, dovrà promuovere nuovi percorsi di professionalizzazione e riqualificazione per tutte le fasce di età femminili perché il lavoro femminile non è
solo un’opportunità per le donne, ma un arricchimento per la società tutta e la miglior prevenzione verso varie forme di disagio. Il secondo: la crescente disaffezione dei giovani (under 30 e under
40) per il “fare impresa”, a vantaggio di una platea di imprenditori sempre più vecchia: un segnale preoccupante che la dice lunga sui mancati ricambi generazionali e sulla scarsa cultura
incentivante per le start up. Per entrambi: donne e giovani, non faremo mancare l’impegno della bilateralità.

Patrizia Manca, VicePresidente EBiCom

Potenziare le politiche attive e gli sportelli per incrocio domanda-offerta

Dalla ricerca emerge la difficoltà esistente nel settore del terziario, in particolare la nuova occupazione è rappresentata da un’occupazione instabile, precaria che non da certezze per il futuro.
L’intervento della bilateralità a sostegno delle imprese e dei lavoratori rappresenta un’opportunità per essere volano di ripresa per il settore, per creare attraverso le politiche attive, le
competenze utili al mondo del lavoro che sta cambiando e che richiede nuove professionalità. La contrattazione aziendale o territoriale può consentire che non si disperdano le professionalità
acquisite mediante politiche a favore del passaggio generazionale tra anziani e giovani, sviluppare la possibilità di creare sportelli domanda-offerta, che permettono alle aziende e lavoratori di
entrare in contatto; per essere in grado come Parti Sociali di dare delle risposte concrete a quelle che sono le esigenze delle imprese e dei lavoratori”.

I materiali sono disponibili al link del Centro Studi EBiComLab https://lab.ebicom.it/

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