Un’azienda agricola su quattro è condotta da una donna

Su 2.000 aziende di Confagricoltura Treviso, 570 sono guidate da imprenditrici Su 14.236 imprese agricole provinciali 3.630 sono a prevalente conduzione femminile


Economia - pubblicata il 12 Gennaio 2018


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Fonte: ufficio stampa Confagricoltura Treviso

Treviso, 11 gennaio 2018 – L’agricoltura si tinge sempre più di rosa. L’anno che si è da poco chiuso ha segnato un netto incremento delle aziende agricole a conduzione femminile nella
Marca. Su 2.000 aziende di Confagricoltura Treviso, 570 sono guidate da una donna. Una su 4, dunque. Dati che ricalcano quelli provinciali, che
vedono 3.630 imprese a prevalente conduzione femminile su un totale di 14.236, pari al 25,5% delle imprese attive.

Le donne non si limitano più ad affiancare l’agricoltore nell’attività amministrativa, ma assurgono sempre di più a un ruolo di primo piano, aprendo anche nuove strade per l’azienda familiare. “Dai
nostri dati emerge come la pattuglia rosa sia sempre più presente nel settore vitivinicolo – dice Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto -,
soprattutto nel settore vitivinicolo, dove 253 aziende vedono al timone una donna in veste di titolare o rappresentante, ma anche nel settore cerealicolo, dove sono
108 le imprenditrici al comando. Le donne spiccano anche nei settori più innovativi come il turismo rurale e gli agriturismi, dove è importante la capacità di fare accoglienza.
Spesso si tratta di donne in possesso di una laurea in agronomia e in enologia, ma anche in altre materie che nulla hanno a che fare con l’agricoltura, come dimostra il caso di Maddalena
Giandomenico, presidente dei giovani Anga, architetto che ha lanciato una start up di successo che produce marmellate. Il mondo agricolo suscita molto interesse anche tra le giovani. Abbiamo ben
48 imprenditrici che hanno meno di 40 anni”.

Dai dati dell’ufficio statistica della Camera di Commercio di Treviso, aggiornati al 30 settembre 2017, il numero di imprese femminili attive in agricoltura,
silvicoltura e pesca è di 3.630, di cui 3.399 imprese individuali (pari al 93,6%), 201 società di persone e 30 società di
capitale. Inoltre ben 4.955 rivestono una carica di primo piano nelle aziende agricole: 3.399 sono titolari, 1.346 soci e 210
amministratori. La stessa persona a volte è titolare di più cariche in imprese diverse. La fascia prevalente di età delle donne titolari è quella che va dai 50 ai 69 anni (1.637), seguita dalle
over 70 (1.205), dalla fascia dai 30 ai 49 anni (507) e dai 18 ai 29 anni (50).

Ecco tre storie esemplari di donne di Confagricoltura Treviso che si sono lanciate in agricoltura con successo.

Maddalena Giandomenico, 38 anni, è titolare dell’azienda agricola Le Monfumine, a Monfumo, che produce marmellate ricavate da frutti rari. Figlia di un diplomatico, a 20 anni si
iscrive all’università di Filadelfia, arrivando a conseguire il master in architettura. Nel 2009, non vedendo sbocchi professionali, Maddalena decide di tornare in Italia, a Monfumo, stabilendosi
nel casolare di famiglia circondato da due ettari di terreno e bosco. Nel 2013 è l’anno del debutto della sua azienda di marmellate, che arriva a produrre 16 tipi di confetture originalissime: mele
rosa di Monfumo, Pere thucaron, melograno e pistacchi, nashi e cioccolato, prugne e menta, pesche bianche e rosmarino, gocce d’oro e mandorle. L’anno dopo le sue marmellate sono già sugli scaffali
di caffetterie e ristoranti. Nel 2015 le Monfumine prendono il volo per il Nord Europa e la Camera di Commercio di Treviso assegna all’imprenditrice il Premio per l’innovazione e la creatività.
“Per me l’agricoltura non è un ripiego – spiega Maddalena -. È bellissimo svegliarmi al mattino e lavorare all’aria aperta, godermi il sole, guardare le piante che fioriscono. Sono convinta che
siamo ciò che mangiamo. Questo è il motivo che mi spinge a coltivare la nostra frutta come facevano i nostri nonni, nei loro giardini. Tanta cura, passione, tenacia, e nessun prodotto chimico. E
tanta fantasia”.

Elena Moschetta, 48 anni, guida l’azienda Biancavigna di Conegliano. Laurea in economia, ha vinto una borsa di studio e ha lavorato prima in una multinazionale nel metalmeccanico,
poi ha vinto un concorso in multiutilities e ha fatto una carriera manageriale in Ascopiave. Finché, a 40 anni, ha deciso di lanciarsi nell’avventura vitivinicola. “Mio fratello è enologo e mio
marito lavora nell’export nel vino. Così mi sono detta: adesso o mai più. Ho messo insieme le diverse competenze e siamo partiti con l’azienda, cominciando da 4 ettari di vigneto. Oggi siamo
arrivati a 30 e produciamo un Prosecco che sta ottenendo grandi risultati sia dal punto di vista dei numeri che della qualità. Il biologico è molto apprezzato dalle guide estere e quest’anno
abbiamo conquistato i 3 bicchieri del Gambero Rosso, primo Prosecco di Conegliano a ottenerli! Sono molto contenta della scelta fatta e orgogliosa di quanto costruito. La qualità della vita nei
campi è impagabile, anche se l’imprenditoria richiede un grande impegno. Ormai sono tutta casa e cantina”.

Elena Torresan, 34 anni, è titolare dell’azienda Il Codibugnolo a Crespano del Grappa, che è fattoria didattica e allevamento da carne. Laurea specialistica in gestione della fauna
selvatica, ha fatto la guida naturalistica fino a 5 anni fa, lavorando anche all’estero. “Quando sono tornata a casa ho deciso di aprire un’azienda – racconta -, alla quale ho dato il nome di un
uccellino, il codibugnolo, conosciuto nelle nostre zone con il nome di Coatimon, che si concede solo all’occhio di chi sa realmente osservare e ascoltare. Questa è la mia filosofia: trasmettere
l’interesse per le piccole cose e recuperare la biodiversità zootecnica tipica della zona. Mio nonno aveva un campo di 3 ettari e io ne ho preso in affitto altri, arrivando a 11. Ho 5 vacche
fattrici e 5 vitelli, 60 conigli e poi asini, pony, cani e gatti. Organizzo visite per bambini e adulti alla fattoria, che è tutta all’insegna dell’ecosostenibilità con animali allevati a terra e
liberi nel bosco e nei pascoli. Mi piace moltissimo questa vita e non tornerei indietro, il lavoro va bene, però ci complicano l’esistenza con il carico di burocrazia”.

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