Vale 84,6 miliardi di euro il sistema produttivo culturale e creativo del 2020

Io sono cultura 2021, il rapporto annuale di fondazione Symbola e Unioncamere. Il sistema produttivo culturale e creativo del 2020 vale 84,6 miliardi di euro corrispondenti al 5,7% del valore aggiunto italiano ed attiva complessivamente 239,8 mld di euro


Economia - pubblicata il 05 Agosto 2021


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Fonte: ufficio stampa fondazione Symbola e Unioncamere

4 Agosto 2021. Cultura e bellezza in Italia sono tratti identitari radicati nella società e nell’economia. Da qui il
titolo
del
rapporto Io sono cultura, e grazie alla loro forte relazione con la manifattura hanno dato vita ad una delle più forti identità produttive del
mondo, il made in Italy. Oggi, ad un anno e mezzo dallo scoppio della pandemia e in piena fase di ricostruzione e ripartenza, le industrie culturali e creative sono tra i settori
più strategici per facilitare la ripresa economica e sociale italiana. Non solo perché i numeri dell’ultimo decennio dimostrano che parliamo di una fonte significativa di posti di lavoro e
ricchezza. Ma anche perché sono un motore di innovazione per l’intera economia e agiscono come un attivatore della crescita di altri settori, dal turismo alla manifattura creative-driven. Ossia
quella manifattura che ha saputo incorporare professionisti e competenze culturali e creative nei processi produttivi, traducendo la bellezza in oggetti e portando il made in Italy nel mondo.

Bellezza e cultura, quindi, sono parte del DNA italiano e sono alla base delle ricette made in Italy per la fuoriuscita dalle crisi. Io sono cultura annualmente quantifica il peso della
cultura e della creatività nell’economia nazionale. I numeri dimostrano che la cultura è uno dei motori della nostra economia e lo studio propone numeri e storie ed è realizzato grazie al
contributo di molte personalità di punta nei diversi settori e – dalla presidenza italiana il primo G20 sulla cultura mentre l’Italia rafforza il suo primato per numero di siti Unesco (58 siti
e la Cina seconda con 56). Il settore culturale ha pagato più di altri settori la crisi dovuta alla pandemia ma si conferma l’importante ruolo anche economico.

L’Italia deve essere protagonista dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola del nuovo ‘Bauhaus’ voluto dalla
Commissione Europea per rinsaldare i legami tra cultura, creatività, produzione, scienza, tecnologia e affrontare la transizione verde. Cultura, creatività e bellezza sono la chiave di volta di
molti settori produttivi di un’Italia che fa l’Italia e consolidano la missione del nostro paese orientata alla qualità e all’innovazione: un soft power che attraversa prodotti e territori e
rappresenta un prezioso biglietto da visita. Un’infrastruttura necessaria per affrontare le sfide che abbiamo davanti. Se l’Italia produce valore e lavoro puntando sulla cultura, sulla bellezza e
sulla coesione, favorisce un’economia più a misura d’uomo e, anche per questo, più competitiva e più capace di futuro come affermiamo nel Manifesto di Assisi.

Il 2020 è stato un anno di grandi difficoltà per le attività culturali e creative – dichiara Andrea Prete, presidente di Unioncamere – con una perdita del -8,1%. Da
11 anni Unioncamere realizza insieme agli altri partner il Rapporto sulle industrie culturali e creative
, un’esperienza unica ed uno strumento utile per impostare le politiche dedicate a
questo settore. Che, per il suo altissimo apporto all’economia del Paese, merita la massima attenzione da parte di tutti i soggetti che possono contribuire alla sua ripresa e al suo sviluppo, tra
i quali le Camere di commercio.

Consulta il testo integrale con le tabelle dei dati

Il rapporto quest’anno, arrivato all’undicesima edizione, è realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne SRL insieme a Regione
Marche e Credito Sportivo ed è stato presentato con il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, il Presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, il Presidente
Unioncamere, Andrea Prete, il Direttore della Fondazione Symbola, Domenico Sturabotti con i saluti dell’Assessore alla Cultura Regione Marche, Giorgia Latini.

Ha moderato i lavori Paola Pierotti Architetto, giornalista PPAN.

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