E’ in formazione il racconto di un nuovo Veneto, dalle ‘radici mobili’ che si riflettono in un territorio e di una comunità? Se ne parlerà a Treviso venerdì 30 gennaio a Palazzo Gacomelli Spazio Confindustria Veneto Est, nell’appuntamento con Venetarium 4, giornata di riflessione sulla letteratura veneta contemporanea promossa dall’Associazione Amici di Comisso di Treviso dal 2023 insieme all’Università Ca’ Foscari di Venezia, con il suo Dipartimento di Studi umanistici, e da quest’anno anche dall’Università di Verona. Proprio Radici mobili è il titolo di Venetarium 4, che riceve il patrocinio e il sostegno del Comune di Treviso, di Confindustria Veneto Est, di Iniziative Unindustria, di Fondazione Centro Marca Banca e della Camera di Commercio di Treviso Belluno.
Nel fitto programma, l’intervento di molti giovani scrittori, com’è ormai tradizione di Venetarium, e le interviste prima a un padre nobile indiscusso come Ferdinando Camon e poi a un regista Francesco Sossai, che ha dedicato il suo ultimo film Le città di pianura proprio a un Veneto dalle radici mobili, nel quale molti spettatori, non solo veneti, si sono riconosciuti. Con loro, Roberto Ferrucci, Marco Lazzarin, Elena Rui, Giulia Scomazzon, Marco Cracco, Francesco Vidotto, Emanuele Pettener, Annalisa Menin, Michele Orti Manara.
Nel corso della giornata verrà consegnato il Premio Venetarium Labomar, alla seconda edizione, dedicato a valorizzare un’opera di narrativa scritta da autori nati o residenti in Veneto con un contributo di 3.000 euro per la sua traduzione e pubblicazione in un Paese estero. La Giuria è composta da docenti e critici letterari, scrittori, giornalisti culturali e librai che segnaleranno libri editi nel 2024 e meritevoli del riconoscimento. La prima edizione è stata vinta da Inventario di quel resta dopo che la foresta brucia, di Michele Ruol, poi nella cinquina finalista del Premio Strega 2025.
Il Premio è sostenuto da Labomar Spa, azienda trevigiana leader nel settore della nutraceutica e sensibile alla cultura del proprio territorio in chiave anche di responsabilità sociale e sostenibilità, che raccoglie il testimone di una tradizione di mecenatismo culturale delle imprese venete.
Venetarium è curato fin dalla prima edizione da Gianluigi Bodi, fondatore del blog senzaudio.it, e da Alessandro Cinquegrani, Professore ordinario di Letteratura italiana contemporanea all’Università Ca’ Foscari. Per i due studiosi – Consolidare un osservatorio sulla narrativa veneta, ci sembra un obiettivo importante, non tanto per una questione di campanilismo quanto perché questo territorio è da sempre un interessante laboratorio sociale, sensibile ai cambiamenti sul fronte economico e imprenditoriale. Siamo una provincia, eppure è qui che fiorisce una letteratura in continua evoluzione che spesso pare anticipare linee e tendenze editoriali che si sviluppano poi in un territorio più ampio.
Da quest’anno, insieme al consolidato rapporto con il Dipartimento di Italianistica dell’Università Ca’ Foscari, è iniziata la collaborazione anche con l’Università di Verona – dichiara Ennio Bianco, Presidente dell’Associazione Amici di Comisso – ed è un segnale di attenzione, anche di carattere scientifico, al lavoro di questi anni con Venetarium. Ringrazio molto Labomar per il sostegno attivo a Venetarium con il Premio riservato alla traduzione all’estero dei nostri scrittori. Come Associazione vorremmo richiamare l’esempio di Giovanni Comisso e con lui di quell’importante ‘linea veneta’ che, senza mai essere provinciale, caratterizza la letteratura italiana. E’ certamente un interesse culturale, ma nelle parole dei nostri scrittori cerchiamo risposte anche di altro tipo. Chi siamo? Cosa vuol dire essere veneti oggi? Proprio gli scrittori nelle loro opere pongono continuamente queste domande anche indirettamente, e il dialogo con loro e tra loro è essenziale per comprendere la società veneta di oggi nella sua complessità e nella sua trasformazione, forse mai così accelerata.







