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L'INTERVISTA
UNA TREVIGIANA A SAN DIEGO CALIFORNIA. INTERVISTA A SILVIA DE DEA.

[PROCESSI CHIMICI] [SORGENTE EUV] [R&D] [ESTERI]


Nel numero 04/2013 di Economia della Marca Trevigiana abbiamo il piacere di incontrare la dott.ssa  Silvia De Dea nata a Conegliano, Treviso. Ha studiato a Bologna e San Diego presso l’università di Bologna e all’University of California, San Diego (UCSD) ed ora vive in San Diego e lavora presso Cymer LLC.

1/Buongiorno, iniziando dai suoi percorsi di studio cosa l’ha spinta a scegliere l’indirizzo universitario di Chimica Industriale (laurea); Ingegneria Chimica (Ph.D.)? 


Sono sempre stata interessata a materie scientifiche; ho sempre trovato affascinante e una grande sfida il poter studiare, descrivere e prevedere quello che ci circonda (e la natura) seguendo il metodo scientifico. Le mie materie preferite sono sempre state la matematica, fisica e chimica; scegliere quale tra le tre avrei approfondito col corso di laurea non e’ stato semplice. Mi sono informata sugli indirizzi con buoni sbocchi professionali, valutando offerta/domanda di lavoro per le varie carriere e alla fine chimica industriale è risultato il corso di laurea che meglio bilanciasse i vari requisiti. 
Sono tuttora contenta di aver fatto quella scelta. Inoltre, il corso di laurea in Chimica Industriale a Bologna è uno dei migliori in Italia e la qualità dei docenti, rapporto docenti/studenti e disponibilità era eccezionale. Durante il corso di laurea ho vinto una borsa di studio (nel 1999/2000) per trascorrere un anno di studi presso l’Università della California, San Diego e questa esperienza mi ha aperto le porte per svolgere ricerca negli Stati Uniti. Mi sono resa conto delle grandissime opportunità che erano disponibili soprattutto per i giovani e ho trovato molto stimolante lavorare in un ambiente internazionale, molto dinamico e ben finanziato. Quindi, dopo esser tornata in Italia per terminare la Laurea, ho partecipato al concorso per Ph.D. che ho poi cominciato nel 2002. Come tesi di laurea mi sono specializzata nel reciclo delle materie plastiche e condotto un anno di ricerca a Madrid, presso l’Universidad Rey Juan Carlos dove ho effettuato il lavoro sperimentale. Prima di cominciare il Ph.D. mi interessava fare dell’esperienza in azienda e ho quindi fatto uno stage presso la Procter and Gamble a Newcastle. Questa esperienza è stata molto utile sotto diversi aspetti sia lavorativi che di formazione professionale. Ho inoltre realizzato che, per il ruolo di technology lead a cui aspiravo, era essenziale avere un Ph.D. Per gli studi di Ph.D. mi interessava un argomento che mi consentisse di approfondire nei minimi dettagli i meccanismi fondamentali di determinati fenomeni chimico/fisici e che allo stesso tempo avesse un’applicazione. Mi sono quindi dedicata allo studio delle espansioni rapide di fluidi supercritici tramite spettroscopia di massa. Oltre a caratterizzare il comportamento di queste espansioni ho studiato la loro applicazione per la creazione di nanoparticelle magnetiche. Ho sintetizzato diverse nanoparticelle che possono essere utilizzate per targeted drug delivery, ovvero per indirizzare delle medicine specificamente agli organi danneggiati preservando quindi i tessuti sani. Ho pubblicato vari articoli su questi argomenti e la tesi di Ph.D intitolata: “Nano-scale magnetic film formation by decompression of supercritical CO2/ ferric acetylacetonate solutions”. 
2/Dopo quanto tempo dalla laurea ha trovato lavoro? Quali incarichi ha ricoperto?

Dopo la laurea ho fatto un Ph.D. a UCSD. Durante il Ph.D. ho svolto ricerca nel campo della chimica fisica/fluidodinamica/scienza materiali e ho anche insegnato in diverse classi. Una volta finito il Ph.D. ho fatto un breve post-doc e ho trovato lavoro in un 1 mese. E’ dal 2008 che lavoro per la stessa azienda, Cymer LLC, leader nella produzione di sorgenti di luce (laser e non) che vengono utilizzate dai chipmakers per la creazione di dispositivi a semiconduttore avanzati che si trovano in tutti i prodotti elettronici. Trovo molto stimolante e gratificante lavorare per un’azienda che produce tecnologia innovativa e applicata a prodotti che vengono usati da tutti migliorandone lo stile di vita. Infatti, l’ 80% dei dispositivi presenti in PC, cellulari, etc. sono stati fabbricati con sorgenti di luce della Cymer. La nostra tecnologia permette la creazione di dispositivi sempre più piccoli e quindi di processori sempre più veloci. Senza i prodotti della Cymer non sarebbe possibile avere Iphone o Ipod e ottenere tutte le informazioni che ci servono nel momento in cui vogliamo. Cymer e’ ora pioniera nella transizione dell’industria verso la litografia EUV che e’ la prossima tappa verso dispositivi sempre più piccoli e veloci.

Da quando ho cominciato a lavorare per Cymer sono stata a capo di progetti mirati a risolvere le sfide più grandi nella tecnologia EUV includendo droplet delivery systems, vita di componenti ottici e interazioni tra materiali. Sto ora dirigendo un gruppo di persone per sviluppare nuovi processi mirati a estendere la vita e l’affidabilità di componenti ottici critici e molto costosi.

Cymer inoltre e’ molto attiva nella comunità il che mi dà la possibilità, tramite il volontariato, di istruire gli adolescenti e far loro capire quanti sbocchi professionali e quanta gratificazione una Laurea in campo scientifico/ingegneristico possa dare. Sono anche sempre in collaborazione con UCSD e faccio parte della UCSD Alumni Association con la missione di sviluppare e migliorare la connessione tra azienda e studenti agendo in modo tale che gli studenti imparino il valore degli alumni come mentori e leaders

Disegno, costruisco e caratterizzo processi chimici che migliorano la prestazione della sorgente EUV; sono responsabile del trasferimento della tecnologia dalla fase R&D alla produzione assicurandomi che i processi vengano implementati nel migliore dei modi. Supporto le sorgenti che operano nel quartiere generale a San Diego e anche al cliente assicurandomi che le richieste del cliente vengano adempite con la più alta priorità. Il mio lavoro e’ multidisciplinare e comprende diversi campi tra cui scienza dei materiali, chimica e ingegneria. Ho cominciato come Sr. Scienstist e sono poi avanzata a Staff e Pricipal Scientist ricoprendo ruoli sempre di maggiore responsabilità . Mi occupo di progetti riguardanti lo sviluppo di nuove tecnologie e la loro implementazione nel prodotto. Come Sr. Scientist mi occupavo di eseguire progetti, interpretare i risultati e dare linee di guida per i passi successivi. Gradualmente ho cominciato a creare e gestire progetti basati sulle mie idee. In seguito ai risultati positivi ottenuti mi e’ stato assegnato un team di persone da gestire e il progetto ha ora un’alta visibilità.  Sto gestendo un team di circa 40 persone e mi occupo di creare nuove tecnologie, creare il piano del progetto, eseguire il progetto (ricerca applicata in laboratorio, analisi e interpretazione dati, simulazioni, presentazioni al management e clienti, etc...), dettare linee guida e assicurare una corretta implementazione nel prodotto finale. Nel corso degli anni ho scritto diversi brevetti riguardanti le nuove tecnologie create.

3/Qual è stato il suo percorso professionale che l’ha portata a ricoprire questo ruolo? 

Dopo la laurea in chimica industriale ho ottenuto il Ph.D. in Ingegneria chimica specializzandomi in spettroscopia e scienza dei materiali. Le conoscenze ottenute durante questo percorso sono state molto utili nel lavoro in azienda fin da subito. Col tempo mi sono specializzata nel settore semiconduttori e ho acquisito esperienza in team leadership, communication e management che mi hanno consentito di ottenere il presente ruolo. Come Principal Scientist sono responsabile e l’esperto tecnico di un modulo fondamentale del prodotto e di generare nuovi processi creativi per l’attuale e future generazioni di prodotti a tecnologia EUV.  Il mio lavoro e’ molto interdisciplinare e fa da ponte tra la chimica, ingegneria chimica, scienza dei materiali e ottica.


4/ Consiglierebbe ad un giovane di intraprendere il suo percorso di studio, visto i  successi raggiunti? 

Certamente. Gli studi scientifici (soprattutto chimica, ingegneria e fisica) hanno ottimi sbocchi professionali. Negli Stati Uniti ci sono poi ottime possibilità, soprattutto nel campo scientifico. Il fattore essenziale, come in ogni professione, è avere passione per quello che si decide intraprendere e questo è molto vero per il percorso che ho fatto. E’ stato un percorso molto bello e con molte soddisfazioni ma non semplice. Ha richiesto un investimento di tanti anni, di tanto tempo e una grande flessibilità nel cambiare luogo e tipo di lavoro.

5/Dal suo punto di vista e considerando anche gli Stati in cui ha lavorato e studiato, quali possono essere le professioni di cui non si parla, cui un giovane non pensa mentre sceglie il proprio indirizzo di studi? Professioni che non rappresentano le mansioni abituali. 

Non saprei esattamente ma, per esempio, pensavo che una laurea in fisica avrebbe portato strettamente a una carriera accademica invece ho scoperto che c’e’ una grossa domanda in azienda (soprattutto nel campo semiconduttori) per fisici.

Silvia Trevisan
Editor Economia Marca trevigiana 
Bimestrale CCIAA Treviso




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