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Distretti e territorio
Economia. Sartor: “il modello veneto della rete dei distretti e dei metadistretti piace alle altre regioni italiane ”

24/10/2008 | 

Comunicato stampa n° 1753 del 23/10/2008

A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto

La rete veneta dei distretti e dei meta distretti è considerata uno straordinario  modello da tutte le regioni italiane.

Il Governo intende utilizzare l’esperienza del sistema socio economico veneto per calibrare la nuova normativa nazionale.

Un plauso alla realtà veneta è arrivato anche dalla Commissione europea che ha apprezzato le specificità e le potenzialità del tessuto produttivo delle sette province.

Di organizzazione distrettuale e di imprenditoria diffusa si è parlato stamattina nella sede del Cnel di Roma durante un incontro promosso dal ministero delle Attività produttive con le regioni, le parti sociali, le associazioni di categoria e gli istituti di credito per valutare possibili azioni e eventuali interventi per la competitività del sistema industriale italiano alla vigilia dell’emanazione dei decreti delegati che toccano queste materie e dei collegati alla legge finanziaria.

“La Regione del Veneto - ha spiegato l’assessore all’Economia, Vendemiano Sartor - ha già approvato il bando di assegnazione delle risorse per i patti di sviluppo distrettuale e meta distrettuale stanziando 6 milioni di euro.

Il programma è stato anche cofinanziato dal Governo con altri 5 milioni di euro.

Si tratta di un bando innovativo rispetto al passato perché, per la prima volta, le procedure sono state tutte informatizzate, dalla presentazione da parte dei distretti e dei meta distretti della domanda, all’iter di approvazione della richiesta e di accesso ai finanziamenti, alla verifica del trasferimento delle risorse.

” Gli obiettivi che si è inteso raggiungere investendo sui progetti sono aumentare la competitività dei sistemi produttivi a valenza regionale, incentivare la ricerca scientifica e tecnologica, favorire la collaborazione e soprattutto l’aggregazione tra le imprese venete e i protagonisti della rete veneta dell’innovazione.

“A interessarci - ha ribadito Vendemiano Sartor - è stata essenzialmente l’innovazione all’interno dei cluster veneti. Naturalmente, come negli anni passati, ci aspettiamo ottimi risultati.”

L’assessore non ha, inoltre, nascosto grande soddisfazione per il fatto che il ministero allo Sviluppo economico ha adottato, per la disciplina delle aggregazioni di filiera e gli interventi di sviluppo industriale e produttivo, praticamente le stesse linee guida scelte dalla Regione del Veneto.

Il sistema distrettuale veneto vanta attualmente 8 mila aziende con 215 mila addetti.

Per l’assessore la caratteristica più apprezzabile dei distretti e dei metadistretti veneti è la “spontaneità” con cui si sono formate le aggregazioni: un aspetto che non potrà essere assolutamente modificato dal Governo nella nuova dottrina legislativa e giuridica in senso centralista.

L’assessore ha auspicato, poi, che ci sia un impegno preciso da parte del Governo perché i finanziamenti siano ancora indirizzati come in passato a progettualità di sistema e non alle singole imprese che si faranno carico in tempi successivi di dare vita ad aggregazioni.

Infine, l’assessore ha espresso la forte volontà che la regia resti alle regioni e non sia demandata ai singoli enti locali creando così confusione e ingovernabilità. “Il Veneto - ha concluso l’assessore Vendemiano Sartor - è disponibile sin da ora, insieme alle altre regioni italiane, a individuare percorsi virtuosi, a trovare elementi territoriali di valore, a pensare soluzioni innovative per creare favorevoli e propizie condizioni di sviluppo .”  


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