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Lavoro, cresce il gap tra domanda e offerta: personale difficile da trovare in un caso su 4

28/03/2019 | Promo |  Competenze digitali richieste per un contratto di lavoro su 2 Sensibilità ambientale necessaria 4 volte su 5

Fonte: ufficio stampa Unioncamere 



Roma, 27 marzo 2019 – Insegnanti di lingue, analisti e progettisti di software, specialisti di saldatura elettrica, agenti assicurativi, elettrotecnici: per le imprese, quasi 6 su 10 di queste professioni sono difficili da trovare. Il Rapporto Excelsior 2018 di Unioncamere a Anpal, presentato oggi a Roma, mette nuovamente in evidenza il problematico incontro tra la domanda di lavoro espressa dalle imprese dell’industria e dei servizi e l’offerta presente sul mercato. Un disallineamento che nel 2018 ha riguardato il 26% degli oltre 4,5 milioni di contratti di lavoro che il sistema produttivo aveva intenzione di stipulare, 5 punti percentuali in più del 2017.

Anche quest’anno, Il Rapporto Excelsior mostra che in Italia c’è un forte disallineamento tra domanda e offerta di lavoro”, ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli. “Lo sviluppo tecnologico sta incidendo anche sulle competenze richieste ai lavoratori: in futuro a oltre 9 profili su 10 sarà associata la richiesta di competenze digitali. A questo si aggiunge la crescente ricerca di profili qualificati. Occorre far collaborare tutti i soggetti coinvolti per migliorare la qualità dei servizi di istruzione, formazione e lavoro. Le Camere di commercio possono garantire, attraverso il Sistema informativo Excelsior e il Registro delle imprese, un’informazione corretta, aggiornata, puntuale e tempestiva sia sul mercato del lavoro sia sul tessuto produttivo”.

Incontro domanda offerta di lavoro difficile in tutto il Paese e maggiore per i giovani

Si stenta a trovare addetti soprattutto nelle regioni settentrionali, dove il mercato del lavoro è più competitivo ed efficiente. Anche al Sud, però, dove i tassi di disoccupazione sono più che doppi rispetto al Nord, le difficoltà di reperimento riguardano comunque circa un lavoratore su cinque, e anzi per alcuni gruppi professionali sono maggiori nel Mezzogiorno che in altre zone del paese.

La difficoltà di reperimento media del 26% sale addirittura nel caso dei giovani. Del milione e 267mila contratti per i quali le imprese si sono dette orientate preferibilmente verso gli under 30, il 28% è ritenuto non facile da trovare, con punte del 62% per gli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche, del 45% per i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione e del 43% per gli operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche.

LE PROFESSIONI CON MAGGIORE DIFFICOLTA' DI REPERIMENTO PER I GIOVANI
(entrate previste di giovani - quota % e v.a.)

Difficoltà di reperimento
media per i giovani 28%

giovani difficile
reperimento

entrate giovani

 

7.380

11.920

28.030

62.000

33.830

78.720

27.050

63.720

21.510

54.740

6.970

18.660

14.200

38.900

6.420

18.670

8.260

24.530

4.480

13.400

Fonte: Unioncamere-ANPAL, Sistema Informativo Excelsior

Difficili da trovare soprattutto gli high skill e gli operai specializzati

Il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro riguarda quasi il 40% dei 265mila profili di dirigenti, professioni intellettuali, scientifiche e ad elevata specializzazione ricercate lo scorso anno dalle imprese. Quasi la stessa difficoltà di reperimento interessa anche le 603mila entrate di profili tecnici e le 697mila di operai specializzati. Il mismatch domanda offerta di lavoro interessa poi il 26,5% dei 649mila conduttori di impianti, il 22,1% del milione e 238mila profili qualificati nelle attività commerciali e nei servizi, il 19,5% dei 400mila impiegati. Solo il 12,1% delle 701mila professioni non qualificate risulta invece difficile da reperire.

Entrate programmate per grande gruppo professionale, difficoltà di reperimento e ripartizione territoriale (valori assoluti e quote % sul totale)

 

Entrate programmate (v.a.)

Quote % di entrate di difficile reperimento

Totale

Nord-Ovest

Nord-Est

Centro

Sud e Isole

TOTALE

4.553.980

26,3

27,6

30,7

24,6

21,8

1. Dirigenti

10.320

50,4

45,0

56,1

51,2

57,0

2. Professioni intellettuali, scientifiche e con elevata specializzazione

254.470

38,0

37,6

43,2

33,7

39,0

3. Professioni tecniche

602.620

37,5

38,8

39,5

35,4

35,3

4. Impiegati

400.410

19,5

18,3

21,6

21,7

17,1

5. Professioni qualificate commerciali e nei servizi

1.238.140

22,1

23,2

26,8

21,0

17,6

6. Operai specializzati

697.400

37,6

42,2

44,5

34,5

27,6

7. Conduttori di impianti e operai di macchinari

649.230

26,5

25,4

32,1

26,5

21,0

8. Professioni non qualificate

701.390

12,1

11,2

16,2

9,1

11,8

Fonte: Unioncamere-ANPAL, Sistema Informativo Excelsior

I 30 profili più difficili da reperire

Tra i primi 30 profili difficili da reperire, 19 riguardano professioni tecniche nell’ambito industriale (elettrotecnici, tecnici elettronici, tecnici meccanici) e nell’ambito dei servizi (agenti assicurativi, tecnici programmatori, agenti immobiliari). Nella filiera dell’elettronica e informatica si concentra una significativa richiesta di figure non facilmente reperibili sul mercato a diversi livelli di specializzazione (ingegneri elettrotecnici, analisti e progettisti di software, elettrotecnici, tecnici elettronici, installatori, manutentori e riparatori di apparecchiature informatiche, specialisti di saldatura elettrica).

Le 30 professioni* con maggiore difficoltà di reperimento (quote % sul totale)

quota % entrate di difficile reperimento

di cui % per ridotto numero di candidati

di cui % per inadeguatezza dei candidati

2655

Insegnanti di discipline artistiche e letterarie

65,6

26,0

35,1

2114

Analisti e progettisti di software

60,7

43,2

15,4

6217

Specialisti di saldatura elettrica

60,5

24,2

32,3

6246

Installatori, manutentori e riparatori di apparecchiature informatiche

60,2

10,2

49,9

3323

Agenti assicurativi

60,2

24,0

27,5

3133

Elettrotecnici

58,6

32,1

23,0

3413

Animatori turistici e professioni assimilate

57,9

9,0

47,2

3121

Tecnici programmatori

56,2

35,0

19,3

6212

Saldatori e tagliatori a fiamma

55,1

27,1

25,3

3134

Tecnici elettronici

54,0

23,1

27,2

6223

Attrezzisti di macchine utensili e professioni assimilate

53,8

28,2

23,5

6235

Meccanici e montatori apparecchi ind. termici, idraulici e di condiz.

53,4

26,7

25,8

2211

Ingegneri energetici e meccanici

52,4

34,9

14,3

6341

Operatori delle attività poligrafiche di pre-stampa

51,4

44,9

6,6

3345

Agenti immobiliari

51,4

33,6

13,2

2213

Ingegneri elettrotecnici

51,1

40,4

10,7

2515

Specialisti nei rapporti con il mercato

50,9

16,5

29,7

6534

Pellicciai, modellatori di pellicceria e professioni assimilate

50,5

31,5

17,4

3346

Rappresentanti di commercio

50,0

23,4

14,7

3131

Tecnici meccanici

49,9

25,3

22,6

7263

Operai addetti macchinari confezioni abbigliamento in stoffa e assim.

49,8

22,6

22,8

6533

Sarti e tagliatori artigianali, modellisti e cappellai

49,8

21,1

25,8

3137

Disegnatori industriali e professioni assimilate

49,5

25,5

22,0

6342

Stampatori offset e alla rotativa

49,2

38,7

9,5

3331

Approvvigionatori e responsabili acquisti

48,7

26,3

22,2

2215

Ingegneri chimici, petroliferi e dei materiali

47,9

29,6

13,0

7211

Operai macchine utensili automatiche e semiautomatiche industriali

47,4

25,4

18,4

2514

Specialisti in contabilità e problemi finanziari

47,4

37,5

9,1

4213

Addetti sportelli esazione imposte e contributi e recupero crediti

47,3

22,8

24,5

6233

Meccanici e montatori di macchinari industriali e assimilati

46,6

22,2

19,9

* Sono considerate le professioni con almeno 2000 entrate programmate

Fonte: Unioncamere-ANPAL, Sistema Informativo Excelsior

Cresce la domanda di profili professionali più qualificati e di competenze digitali e green

Per il 2018, le imprese dell’industria e dei servizi hanno programmato circa 4.554.000 entrate, in aumento dell’11% rispetto al 2017. Maggiore anche la richiesta di una esperienza lavorativa pregressa, che nel 2018 si attesta al 67,2%, in aumento di tre punti percentuali rispetto all’anno precedente. Le crescenti difficoltà di reperimento emerse nel 2018 si legano anche ad alcuni cambiamenti nella struttura dei fabbisogni occupazionali delle imprese, come la tendenza all’incremento della richiesta di profili professionali maggiormente qualificati. Il RapportoExcelsior evidenzia infatti un aumento del fabbisogno di dirigenti, specialisti e tecnici, che raggiunge il 19% del totale delle entrate programmate (era il 17,5% nel 2017), con una diminuzione di 3 punti percentuali della quota di ingressi destinati alle professioni non qualificate, che si attesta al 15%.

Inoltre, sempre più importante è il possesso di competenze legate al mondo del digitale e in materia di ecosostenibilità.

Utilizzo del digitale e di linguaggi e metodi matematici e informatici sono fattori essenziali per più di una assunzione su due. In particolare, il possesso di competenze digitali viene richiesto a quasi il 60% delle figure professionali, ma la competenza è richiesta con grado elevato al 62,5% delle professioni specialistiche, al 58% dei dirigenti, al 53,9% delle professioni tecniche e al 49% degli impiegati. La capacità di utilizzare linguaggi e metodi matematici e informatici viene ritenuta necessaria invece per il 51% delle entrate programmate. Le quote più rilevanti in termini di richiesta di grado elevato si riscontrano per i 51,3% delle entrate dei dirigenti e per il 50,3% di quelle di professioni specializzate. A seguire le professioni tecniche (37,5%) e gli impiegati (29,1%). Minore incidenza (36,3%) ha invece la ricerca di profili professionali capaci di applicare tecnologie “4.0”. Questa competenza viene richiesta - con grado elevato - al 31,8% delle assunzioni di professioni specialistiche, al 31,4% di dirigenti e al 24,2% delle professioni tecniche.

Particolarmente alta è poi la quota di figure per cui è stata indicata come necessaria l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale. Questa indicazione si riferisce a quasi l‘80% delle entrate programmate, con una scarsa variabilità tra i grandi gruppi professionali (con un massimo del 90% per i dirigenti e con un minimo del 73% per le professioni non qualificate).


 

LE COMPETENZE SECONDO IL LIVELLO RICHIESTO (%)

Le imprese attribuiscono a ciascuna competenza un punteggio da 0 (competenza non richiesta) a 4: il livello base corrisponde alla percentuale di imprese che attribuiscono a quella competenza un punteggio pari a 1, il livello medio un punteggio pari a 2 e il livello alto un punteggio pari a 3 o 4.

Fonte: Unioncamere-ANPAL, Sistema Informativo Excelsior

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