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Il presidente di Unioncamere del Veneto Mario Pozza: Garantire l’accesso al credito alle imprese è fondamentale per uscire dalla crisi  

26/02/2021 | Eventi |  Webinar 24 Febbraio: Le recenti dinamiche del credito alle imprese e la nuova definizione di default

Fonte: ufficio stampa Unioncamere Veneto

Venezia, 25 febbraio 2021 – Si è tenuto ieri pomeriggio il webinar organizzato da Unioncamere del Veneto in collaborazione con la Banca d’Italia-Sede di Venezia per offrire alcune informazioni sulla dinamica del credito alle imprese venete durante la crisi pandemica, mostrando, in particolare, come le misure di sostegno alla liquidità (moratorie e garanzie pubbliche sui prestiti) abbiano contribuito, fino ad oggi, a contenere i rischi di insolvenza.

All’incontro aperto dal presidente, Mario Pozza, e dal Capo della Sede di Venezia della Banca d’Italia, Emanuele Alagna, hanno partecipato della Banca d’Italia Sede di Venezia: Mariano Graziano della Divisione Analisi e ricerca economica territoriale, Michele Tribuzio Responsabile Divisione Vigilanza e Massimo Argirò del Dipartimento Tutela della clientela ed educazione finanziaria, Servizio Vigilanza sul comportamento degli intermediari, Divisione Vigilanza di tutela, con il coordinamento di Vanni Mengotto della Divisione Analisi e ricerca economica territoriale.

Il presidente, Mario Pozza, nel saluto introduttivo ha sottolineato la particolarità della situazione: Il sistema camerale ha evidenziato fin da subito i problemi che avrebbero creato le nuove regole sul default chiedendo più volte l’intervento del Governo su un tema che rischia di diventare un macigno per le imprese. La nuova regolamentazione non solo pesa sulle spalle degli imprenditori che già stanno affrontando una crisi drammatica a causa del Covid-19, ma rischia di frenare gli investimenti strategici per la ripartenza. La nuova definizione di default mette in pericolo il futuro di molte imprese per questo chiediamo che diventi un punto all’ordine del giorno del nuovo Governo. L’accesso al credito deve essere uno strumento per la crescita delle aziende e non diventare, invece, un fattore penalizzante.

Ringrazio Banca d’Italia per essersi messa disposizione per questo importante incontro e per aver sottolineato un fattore importante ovvero che la richiesta di rientro alle imprese viene fatta, nella maggior parte dei casi, dalle banche poco patrimonializzate. I momenti di condivisione e di informazione come quelli di oggi sono molti importanti; ti perché per le imprese del Veneto le vicende che hanno coinvolto importanti istituti di credito sono ancora ferite aperte. È fondamentale, invece, che in una sistema economico come il Veneto istituti di credito e mondo delle imprese dialoghino e facciano squadra per far favorire la ripartenza e lo sviluppo. Il confronto di oggi non è servito solo a fare il punto della situazione, ma rappresenta un segnale di fiducia che il sistema camerale vuole dare al mondo delle imprese.

Nel corso del webinar è stata analizzata la crescita sostenuta dei prestiti alle imprese nel corso del 2020 grazie agli interventi pubblici per la liquidità e alle politiche monetarie accomodanti. La pandemia da Covid-19 ha investito il sistema economico regionale provocando un drastico calo dell’attività economica a partire dalla primavera 2020, a cui è seguito un sostenuto, seppur parziale, recupero nei mesi estivi. Tuttavia, la seconda ondata pandemica ha determinato a livello nazionale una nuova flessione del Pil negli ultimi tre mesi dell’anno. Le banche italiane hanno continuato a soddisfare la domanda di fondi da parte delle imprese. Le condizioni di offerta si sono mantenute nel complesso distese grazie al perdurare del sostegno proveniente dalla politica monetaria e dalle garanzie pubbliche. I tassi sui prestiti a imprese e famiglie sono rimasti su livelli contenuti. Anche il ricorso alle moratorie sul debito è stato massiccio, soprattutto nei primi mesi della crisi.

Il sostegno finanziario alle imprese e le altre misure volte a garantire la continuità aziendale durante la pandemia hanno contribuito a mantenere elevata la qualità del credito: il tasso di deterioramento, che misura la quota di prestiti passati in default tra quelli in bonis all’inizio del periodo considerato, si è mantenuto nel 2020 su livelli storicamente contenuti. Vi ha contribuito anche la maggiore flessibilità nelle regole della classificazione dei finanziamenti in moratoria, prevista dalle autorità di vigilanza. In prospettiva il tasso di ingresso in default è destinato ad aumentare in conseguenza della crisi pandemica, ma dovrebbe mantenersi ben al di sotto dei picchi raggiunti nei precedenti episodi di recessione dell’economia italiana.

Si osserva anche che tra agosto e novembre 2020 il tasso di crescita della raccolta delle banche italiane è aumentato, soprattutto per effetto dell’accelerazione dei depositi dei residenti, sospinti da un’accresciuta preferenza per la liquidità da parte di imprese e famiglie. La liquidità detenuta dalle imprese venete attraverso depositi bancari è cresciuta del 28 per cento nel corso del 2020, attestandosi a fine anno a circa 47 miliardi di euro, ammontare mai raggiunto prima. L’abbondante liquidità in termini aggregati, frutto anche dell’approvvigionamento di risorse finanziarie a scopo precauzionale e del rinvio degli investimenti, non impedisce che le imprese più fragili e quelle operanti nei settori più esposti alla crisi siano esposte a uno stress finanziario severo. Da un punto di vista prospettico l’accumulo di risorse liquide da parte del sistema produttivo si presta a una doppia lettura: da una parte costituisce un elemento di solidità finanziaria e una provvista per futuri rilanci degli investimenti. Dall’altra testimonia la percezione dell’elevata incertezza sulle prospettive dell’economia determinata dal prolungarsi della pandemia.

Il webinar si è concluso illustrando le caratteristiche della nuova definizione di default, le possibili conseguenze della sua introduzione e le iniziative realizzate dalla Banca d’Italia in questo ambito. Il webinar è stata l’occasione per evidenziare come la crisi pandemica si sia riflessa con eccezionale gravità sul sistema produttivo e le misure finora adottate hanno attenuato le conseguenze della pandemia sulle imprese. In prospettiva si dovranno fronteggiare i rischi connessi con l’aumento dell’indebitamento e con la progressiva rimozione delle misure di sostegno.

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