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Treviso: terza miglior performace veneta in termini di esportazioni nel quarto trimestre del 2020

31/03/2021 | Economia |  Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

Fonte: ufficio stampa Confartigianato Marca Trevigiana 


Oltre un miliardo di euro in meno in uno solo anno. È un bilancio amaro quello dell’export del manifatturiero della Marca Trevigiana. Tra il 2019 e il 2020 il valore delle esportazioni sono crollate del 7,5%, con un “buco” di 1.48 milioni di euro di mancato fatturato. Una ritirata simile in tutti i mercati: meno 7,4% di export nei Paesi europei, meno 7,7% in quelli extra comunitari. A incidere negativamente anche la Brexit.
«Treviso ha retto meglio delle altre province del Veneto», commenta Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «dove le esportazioni sono scese dell’8,6%, con un fatturato in caduta di 5,5 miliardi di euro. Segnali assolutamente positivi si sono registrati nel quarto trimestre, con addirittura un più 5% e un fatturato esportato di 3.685 milioni di euro, la terza migliore performance regionale. In questi primi mesi dell’anno arrivano ulteriori segnali interessanti da Usa e Oriente dove riaprono i cinema e gli stadi, i turisti si rimettono in moto, i consumi ripartono, perfino quelli di fascia alta.»
Se si guarda ai dati diffusi da Istat relativi alle esportazioni per trimestre, nel 2020 emerge un andamento congiunturale, rispetto ai corrispettivi trimestri 2019, decisamente a “V”. Meno 5,4% nel primo trimestre 2020 e il tonfo di meno 28,6% nel secondo, segnato dal primo lockdown. Nel terzo trimestre si sono visti i primi segnali di ripresa che hanno contenuto le perdite a meno 1,6%, per il vero rimbalzo nel quarto trimestre.
Sul buon risultato degli ultimi tre mesi del 2020 pesa di più l’export extra UE post Brexit (+5%) che quello UE (-0.5%). Benissimo UK (+75.5%),Svizzera (+20.8%) e Turchia (+20.6%) ma anche Cina (+20%) Arabia Saudita (+18%). In Europa crescono la Francia (+13.6%), la Polonia (+10.8%) e la Germania(+9.4%) mentre calano Repubblica Ceca (-34%), Spagna (-21,4%).
Da rilevare che nella comparazione tra il IV trimestre del 2019 con quello del 2020 a fronte di alcuni variazioni positive che hanno interessato le apparecchiature elettriche e digitali, l'export 2020 riporta segnali negativi per tutti i prodotti. Tra i settori più colpiti il tessile (-23% ovvero esportazioni ridotte di 54 milioni di euro), gli articoli di abbigliamento (-19.5%, perdita pari a -183 milioni di euro), i prodotti delle industrie manifatturiere ( -18.5%, mancate vendite per 125milioni di euro).
«Per la ripresa e il mantenimento del trend in salita la campagna vaccinale fondamentale - conclude Sartor - Che sia la fatidica “luce in fondo al tunnel” è presto per dirlo. Ma il colpo di reni che le imprese manifatturiere trevigiane hanno avuto verso i mercati internazionali nella seconda metà del 2020 è comunque degno di nota e fa ben sperare per la nostra economia così duramente colpita dalla pandemia».

In allegato appendice statistica

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