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Le parti sociali siglano un accordo con Veneto Lavoro e la Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti  

27/09/2021 | Economia |  Obiettivo dell’accordo: monitorare le dinamiche dell'occupazione e dell'economia nella delicata fase di ripartenza

Fonte: ufficio stampa ufficio comunicazione di presidenza della Camera di Commercio di Treviso - Belluno|Dolomiti
 
Treviso, 23 Settembre 2021. Le importanti intese territoriali tra le parti sociali con Veneto Lavoro e la Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti volte alla promozione e alla valorizzazione del mercato del lavoro della provincia di Treviso si sono concluse, nella sede camerale, con la firma dell’accordo, alla quale farà seguito il periodico monitoraggio dei dati delle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro per favorire l’incontro tra domanda e offerta, per nuovi percorsi innovativi, per individuare e valorizzare le competenze professionali richieste, per creare percorsi strutturati tra mondo della scuola e del lavoro, per apportare un supporto al dibattito nazionale sulla riforma degli strumenti per la tutela e promozione del lavoro subordinato e autonomo, per favorire le politiche di riconversione, riqualificazione e formazione dei lavoratori.

L’evento ha visto la partecipazione dell’ Associazione Comuni della Marca Trevigiana e Centro Studi Amministrativi della Marca Trevigiana, le Organizzazioni datoriali firmatarie: Assindustria Venetocentro, Unascom Confcommercio Treviso, Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, CNA territoriale di Treviso, Artigianato Trevigiano–Casartigiani, Confcooperative-Unione Interprovinciale di Belluno e Treviso Segretari Generali Confederali CGIL, CISL e UIL.

Riteniamo che la sottoscrizione di questo Accordo sia molto importante per il nostro territorio. S’innesta su un tessuto di relazioni industriali sempre propositivo, mai conflittuale, ma si pone l’ulteriore obiettivo di monitorare, dati alla mano, questa fase delicata della ripartenza dell’economia e dell’occupazione, dopo le fasi acute della pandemia – afferma il Presidente della Camera di Commercio Treviso – Belluno|Dolomiti Mario Pozza -.

Sarà fondamentale il confronto sulle trasformazioni del mondo del lavoro, accelerate dalla pandemia: che coinvolgono tanto le imprese quanto i lavoratori; si pensi alla trasformazione digitale, alla transizione green e a come stanno evolvendo ulteriormente le filiere produttive, sia sul piano internazionale che con riferimento al tema, oggi critico, degli approvvigionamenti di materie prime.

In questo contesto – continua il Presidente -  e pur consapevoli che i dati congiunturali testimoniano una robusta ripartenza dell’economia e del mercato del lavoro, la preoccupazione dei diversi attori del territorio è quello di tenere agganciate imprese e lavoratori a queste traiettorie di innovazione e di sviluppo, mobilitando i diversi strumenti a disposizione propri delle politiche attive (valorizzazione, riqualificazione, riconversione delle risorse umane), come anche di sostegno alla competitività d’impresa, di promozione dell’autoimprenditorialità; fra le quali rientra, come indispensabile corollario, anche un maggiore raccordo tra scuola e lavoro. 
Queste le finalità attorno alle quali nasce l’Accordo promosso dalle associazioni datoriali e dalle organizzazioni sindacali, - conclude Pozza -  alle quali si aggiunge l’importante presenza dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, in rappresentanza degli enti locali che per primi hanno il polso della situazione nei territori, a fianco delle loro comunità.

 

La partecipazione di Veneto Lavoro all'accordo (per la promozione e la valorizzazione del mercato del lavoro della provincia di Treviso) riguarda la valorizzazione delle informazioni sui movimenti nel mercato del lavoro e soprattutto la disponibilità dei singoli CPI presenti nella provincia alla collaborazione per l'attivazione dei disoccupati verso le offerte di lavoro e le politiche attive presenti nel territorio - evidenzia il Direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone-.

Associazione Comuni e Centro Studi Amministrativi della Marca Trevigiana sono esse stesse espressione di una volontà e di una mission di lavoro di rete con e per il territorio – spiega il Presidente dell’ Associazione Comuni della Marca Trevigiana e Centro Studi Amministrativi della Marca Trevigiana Avv. Mariarosa Barazza -.

In questo particolare e cruciale momento storico di rinnovamento della P.A. è per noi prezioso poter partecipare alla costruzione di percorsi innovativi volti ad attrarre energie giovani e motivate a considerare il mondo degli Enti Locali come possibilità di crescita lavorativa e personale, nonché a ripensare i percorsi di alternanza scuola lavoro e di politiche attive del lavoro che possano essere non solo brevi momenti conoscitivi dei contesti, quanto esperienze strutturate capaci di ampliare le competenze delle persone coinvolte.

 

Le politiche attive per il lavoro rappresentano una leva essenziale oltre che per la ripresa dopo la crisi prolungata indotta dalla pandemia, anche per il rilancio occupazionale e il sostegno all'autoimprenditoria.

E' essenziale il coinvolgimento di tutti i soggetti pubblici e privati che operano a diretto e costante contatto con le imprese e i lavoratori. Questo accordo è perciò strategico per dare le migliori opportunità alle persone di accedere, con competenze professionali riconosciute e valorizzate, al mercato del lavoro, e di permettere alle imprese di poter incontrare collaboratori qualificati che possano contribuire al loro sviluppo.

Ringraziamo la Camera di Commercio di Treviso - Belluno e Veneto Lavoro per avere coordinato la collaborazione tra le parti sociali su questo obiettivo, da tutti condiviso.
E’ un accordo che si inserisce in relazioni già intense, nel reciproco rispetto delle competenze e degli interessi rappresentati, che anche in passato hanno portato a iniziative innovative, a favore del lavoro e dello sviluppo del territorio, valori che tutti noi condividiamo.

Riteniamo che l’accordo di Treviso potrà essere un esempio positivo anche per il dibattito nazionale sulla riforma degli strumenti per la tutela e promozione del lavoro subordinato e autonomo. Un modello che si sviluppa nel confronto, guardando alle situazioni effettive nei territori e individuando strumenti adatti ad accompagnarne la crescita sociale ed economica, anche attraverso la promozione delle esperienze duali tra il  mondo delle scuole secondarie superiori , degli ITS e delle imprese - sottolineano le Organizzazioni datoriali firmatarie Assindustria Venetocentro, Unascom Confcommercio Treviso, Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, CNA territoriale di Treviso, Artigianato Trevigiano–Casartigiani, Confcooperative-Unione Interprovinciale di Belluno e Treviso-. 

 

Un accordo innovativo, mosso da relazioni sindacali mature e moderne, che segna uno spartiacque nel mercato del lavoro al fine di rilanciare l’occupazione in Provincia di Treviso. - Così commentano i Segretari Generali Confederali Mauro Visentin (CGIL), Massimiliano Paglini (CISL) e Gianluca Fraioli (UIL), la firma apposta stamattina in Camera di Commercio all’Accordo. - L’aspetto fondamentale che si sancisce è che per la prima volta in materia di sviluppo occupazionale e mercato del lavoro firmano congiuntamente tutte le Associazioni di categoria imprenditoriale e Organizzazioni Sindacali, insieme alle Istituzioni del territorio per le loro rispettive competenze.

Un tracciato da seguire per delineare quel Patto sociale che, ripartendo e ripensando i nostri territori a forte vocazione di impresa, rilanci l’economia, ne dia dinamismo e vivacità, sviluppi occupazione e tutele, dunque benessere diffuso. La messa a terra dell’accordo per applicare effettive politiche di riconversione, riqualificazione e formazione dei lavoratori sarà la cartina al tornasole dell’efficacia dell’accordo stesso: dalle grandi convergenze tra rappresentanze delle aziende e dei lavoratori a concreti strumenti. Strumenti che possono presto nascere dai tavoli tecnici, che auspichiamo siano a breve convocati, ovvero le giuste sedi dove maturare il confronto e mettere a fattor comune le banche dati. 

Questo segnerebbe un primo passo verso vere politiche attive del lavoro, uscendo dalla logica difensiva e andando verso quella espansiva, guardando dritti alla crescita occupazione, al buon lavoro, partendo da competenze e formazione.

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