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L’industria veneta conferma la ripresa nel terzo trimestre 2021  

18/11/2021 | Economia |  I livelli di produzione e fatturato verso una nuova normalità

Fonte: ufficio stampa Unioncamere Veneto

Nel periodo Luglio-Settembre 2021 le variazioni su base annua degli indicatori industriali sono robuste e con livelli di output superiori alla situazione registrata due anni fa.

Le previsioni per fine anno rimangono positive.

Il Presidente di Unioncamere del Veneto, Mario Pozza: i dati sono positivi, ma preoccupa molto l’aumento dei contagi in particolare in vista dell’apertura della stagione invernale per il turismo della montagna

Venezia, 17 Novembre 2021 | Nel terzo trimestre del 2021 l’industria veneta va verso una normalizzazione dei livelli produttivi, che crescono anche se con ritmi più contenuti rispetto ai due trimestri precedenti. Nel periodo Luglio-Settembre la produzione industriale ha registrato una variazione congiunturale destagionalizzata del +2,5%. L’aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è invece del +8,7%. 

Tuttavia, tale risultato appare scontato considerato che si rapporta al periodo estivo del 2020 in cui si evidenziavano ancora rallentamenti e incertezze per l’attività manifatturiera. Inoltre, in questo trimestre la consueta analisi della distribuzione media dei giudizi espressi dagli imprenditori risulta fuorviata da un periodo estivo, che per sua natura appare meno dinamico. 

È da tener presente che il terzo trimestre 2021 risulta “anomalo”, in quanto si è lavorato maggiormente rispetto alle scorse estati, grazie all’allentamento delle misure anti pandemiche e alle riaperture, ma si è registrata una scarsità delle materie prime e un aumento dei prezzi che hanno ostacolato l’attività produttiva. Tutti questi ragionamenti ci spingono a inquadrare l’analisi degli indicatori economici dell’industria veneta rispetto ad un periodo precedente al Covid. In particolare, la produzione rispetto allo stesso trimestre estivo del 2019 risulta in crescita del +6,3%. A dirlo sono i dati dell’indagine VenetoCongiuntura di Unioncamere del Veneto condotta ad ottobre 2021 su un campione di 2.000 imprese con almeno 10 addetti, a cui fanno riferimento 75 mila occupati (www.venetocongiuntura.it), che ci fanno capire quali sono le diverse velocità di recupero in gioco nell’industria veneta.

I dati dell’economia regionale sono confortanti e ci dicono che il nostro sistema economico regionale ha ripreso a correre confermando come la nostra Regione sia la locomotiva del Nordest – spiega Mario Pozza, Presidente di Unioncamere del VenetoIn questa fase, però, sono altri numeri a preoccupare e sono quelli dei costi delle materie prime e dell’energia che continuano a salire rappresentando un freno enorme per le nostre imprese, ma i numeri che preoccupano di più, senza dubbio, sono quelli del Covid-19 con i contagi che sono tornati a livelli preoccupanti. Mi auguro che non ci siano dei nuovi lockdown perché questa sarebbe una mazzata per il nostro sistema economico. 

È necessario tutelare la nostra economia per questo condividiamo tutte le misure che vanno in questa direzione e ci aspettiamo dal Governo delle decisioni in tempi brevi per contrastare questa nuova ondata. La salute dei lavoratori è una priorità, in particolare, quella di chi si è vaccinato. Il nostro sistema produttivo e in senso ampio le nostre comunità non possono essere messe in pericolo da una minoranza che rischia di provocare dei danni alla nostra economica e di ridurre gli effetti positivi della ripartenza. Infatti rispettiamo la libertà e l’opinione di tutti, ma i cortei e le manifestazioni a cui stiamo assistendo da settimane stanno creando dei problemi enormi non solo per la diffusione per il contagio, ma anche per tutte le attività che operano nei centri storici.  

È necessario intervenire subito in modo efficace e lo dico anche guardando, in particolare, alla prossima settimana che vede l’apertura della stagione invernale. Il turismo della montagna ha già pagato un conto altissimo e non possiamo permetterci che questo si ripeta perché significherebbe la chiusura di molte attività la maggior parte a conduzione famigliare dietro le quali c’è un pezzo di storia e di imprenditorialità dei nostri territori. La nostra preoccupazione è alta, ma siamo fiduciosi che il Governo possa trovare soluzioni efficaci.
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