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Il Presidente di Unioncamere del Veneto Mario Pozza: i viaggi di lavoro su Roma rimangono penalizzati  

14/12/2021 | Economia |  Presentati i nuovi orari dei treni in Veneto

Fonte: ufficio stampa Unioncamere del Veneto

Il Presidente di Unioncamere del Veneto, Mario Pozza, commenta così i nuovi orari di Trenitalia ed Italo che interessano il Veneto ed entrati in vigore dallo scorso 12 Dicembre: -apprezziamo lo sforzo per migliorare il servizio e potenziare alcune tratte come, per esempio, come quella che collega la nostra regione con Milano e siamo consapevoli delle difficoltà vissute a causa del Covid-19, ma ancora una volta gli imprenditori, i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni del Veneto rimangono senza un collegamento con Roma che risponda alle loro reali esigenze.

Infatti – prosegue Pozza – con i nuovi orari la situazione non è cambiata perché manca un treno che riesca a farci arrivare a Roma intorno alle dieci senza partire all’alba e potendo così organizzare una giornata di appuntamenti ed incontri di lavoro. Oggi gli imprenditori veneti hanno a disposizione il treno che parte da Mestre alle 5.38 ed arriva a Roma circa alle 9.30, ma per chi non abita, per esempio, a Padova o Mestre non è di semplice gestione e obbliga ad alzarsi in piena notte. Il treno successivo è quello delle 6.38 con l’arrivo a Roma previsto alle 10.25, ma molte volte questo treno è in ritardo a causa di problemi tecnici, guasti nelle stazioni, attesa di un altro treno… E, quindi, l’arrivo a destinazione non è mai sicuro e diventa difficile organizzare la giornata e talvolta obbliga a disdettare riunioni fissate da mesi. E se guardiamo agli orari di Italo la situazione non è migliore con il primo treno da Mestre alle ore 7.17 con l’arrivo dopo le 11. E nemmeno il trasporto aereo non costituisce un’alternativa per l’offerta limitata delle compagnie aeree di andata e ritorno su Roma.

Per queste ragioni abbiamo più volte chiesto il ripristino del treno delle 6.18, ma da Trenitalia ci hanno concesso il treno delle 6.38 e non è una soluzione che ci soddisfa a pieno. Potremo anche trovare un compromesso su questo punto ovvero spostare il treno delle 5.38 alle 6 permettendoci così di arrivare intorno alle 10. Questa soluzione ci permetterebbe di giungere a Roma per le 10 avendo così il tempo sufficiente per gestire i nostri incontri con le istituzioni romane e farci rientrare ad un orario adeguato con un risparmio di tempo e soprattutto di costi perché non ci costringerebbe a dormire fuori per riuscire a mettere insieme tutti gli appuntamenti. Per i turisti ci sono treni che rispondono alle loro esigenze e che prevedono pochissime fermate, ma per chi viaggia per lavoro come imprenditori, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni non si riescono a trovare soluzioni adeguate.

Io mi auguro che per il calendario estivo si riesca a trovare un compromesso per questa parte dell’Italia già paga un rallentamento sull’Alta Velocità e come sottolineato non ha l’opzione del trasporto aereo e così pianificare le trasferte su Roma risulta davvero complesso. In Veneto, nei mesi scorsi, non solo degli imprenditori, ma anche le istituzioni ed i rappresentanti delle associazioni hanno fatto squadra per sottolineare la criticità e chiedere l’inserimento di un treno in linea con i bisogni di chi vive in questi territori. Il Veneto produce un Pil che traina l’Italia grazie alle sue 550 mila imprese dietro le quali ci sono imprenditori ed amministratori che hanno bisogno di muoversi per i propri incontri e utilizzano il treno perché permette di poter lavorare, mentre, si viaggia. E oggi rappresenta una soluzione sostenibile e meno inquinante rispetto allo spostamento in automobile.

Ribadisco – conclude Pozzache siamo consapevoli che il Covid-19 ha avuto un impatto fortemente negativo anche su Trenitalia ed Italo quello che chiediamo, però, è semplicemente un servizio disegnato sulle esigenze di una parte importante di utenza del Veneto. Rimaniamo fiduciosi che la situazione possa migliorare perché il Veneto merita di essere messo nelle condizioni di organizzare i viaggi di lavoro sulla Capitale.
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