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Emergenze energia e credito: misure strutturali per fronteggiarli

03/11/2022 | Economia |  Il caro tassi della BCE aumenta il rischio insolvenza delle PMI

Fonte: Ufficio stampa Confartigianato Imprese Marca Trevigiana


"Ci attendiamo dal Governo Meloni che i provvedimenti in materia di energia e gas come il credito d’imposta divengano strutturali per fronteggiare l’emergenza che investe il Paese.  
Il caro tassi della BCE aumenta il rischio insolvenza delle pmi".

"L’aumento dei tassi da parte della Banca Centrale Europea avrà un effetto pesante, soprattutto sulle piccole e medie imprese. È la rotta che ci porta dritti nella tempesta perfetta". Lancia l’allarme Oscar Bernardi, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, all’indomani del terzo rialzo dei tassi di interesse ufficiali. Più 0,75 punti base, dopo un primo incremento di 0,50 punti in luglio e un secondo di 0,75 in settembre.
Secondo le proiezioni dell’Associazione, questo rialzo significa per le imprese venete 267 milioni di euro di maggiori costi. Fa peggio solo la Lombardia, con ulteriori costi per 491 milioni di euro, mentre seguono a ruota l’Emilia-Romagna (262 milioni) e il Piemonte (210). Non a caso, le previsioni di assunzioni delle imprese, tra ottobre e dicembre 2022, sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.

"La salita del costo del credito", sottolinea Oscar Bernardi, "amplifica la compressione della redditività, determinata dalla straordinaria pressione dei costi dell’energia e delle materie prime, mentre riduce la domanda per investimenti. Temiamo un aumento significativo di imprese con una più elevata probabilità di insolvenza. La stretta creditizia rallenterà soprattutto il settore immobiliare e quello delle costruzioni, i comparti che hanno sostenuto la ripresa post-Covid-19. I segnali ci sono già. Il tasso medio sui mutui per l’acquisto di abitazioni, da inizio anno ad agosto, è già salito di 0,68 punti base".
Le fosche nubi nel settore creditizio si aggiungono alle certezze del caro bollette. Per questo Confartigianato invoca l’intervento del nuovo Governo. "Ci attendiamo subito", è l’appello del Presidente, "provvedimenti che mantengano il credito d’imposta sui costi di elettricità e gas anche per dicembre e l’azzeramento degli oneri generali di sistema in bolletta anche per il primo semestre 2023, per arrivare a un intervento strutturale che elimini definitivamente gli oneri generali di sistema dalle bollette delle piccole imprese".

Il timore dell’Associazione è che l’azione del Governo possa essere rallentata su discussioni di temi non centrali per l’economia della Marca Trevigiana come, per esempio, la querelle sul tetto al contante. "Non è dimostrata con sufficiente attendibilità", taglia corto Bernardi, "una diretta correlazione fra livello del sommerso e limitazione all’uso del contante. Serve una vera lotta all’evasione, con un’intensificazione dei controlli per colpire gli evasori totali e le grandi frodi sull’Iva, versanti sui quali sinora è stato fatto poco".
La linea di Confartigianato, infatti, punta su un mix di misure urgenti sull’energia, alle quali si devono accompagnare interventi strutturali sulla certezza delle norme, con la creazione di un quadro normativo stabile, velocità di attuazione dei provvedimenti,  lotta alla burocrazia e l’eliminazione di tutte le inefficienze dell’apparato burocratico del nostro Paese.  

"La questione del credito è cruciale per le PMI", precisa Oscar Bernardi. "È attesa a breve la proposta di riforma delle regole europee di bilancio da parte della Commissione europea. A novembre sarà varata la manovra di bilancio dal nuovo Governo Meloni che dovrà tenere conto di questo rincaro dei tassi di interesse, che ha rilevanti effetti sui conti pubblici".
"Non ci attende solamente uno scenario di maggior costo del denaro ma anche di limitazioni nell’acceso al credito in considerazione delle difficoltà che con maggiore frequenza del passato condizionano il merito di credito. – conclude il Presidente - Mi chiedo se la vocazione, per storia e per statuto delle banche di credito cooperativo possa tornare di utilità in un momento così delicato.
Dalle BCC ci attendiamo una disponibilità di finanza che possa sostenere lo sforzo delle imprese e solo condizioni più competitive, ma soprattutto maggiore fluidità nell’accesso al credito grazie al fatto che conoscono  il territorio, le sue caratteristiche produttive, le singole realtà produttive e i legami di fornitura tra di loro. Ho letto che le BCC del Veneto nei giorni scorsi hanno deciso di dare maggiore attenzione all’economia della nostra Regione. E’ un segnale e mi auguro che ciò segni un rafforzamento dei legami che abbiamo comunque mantenuto in questi anni".

 

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