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Al via Futurae, per promuovere e conoscere le imprese migranti

29/07/2020 | Eventi |  Formazione e accompagnamento nelle Camere di Commercio e un Osservatorio Nazionale sull’inclusione socioeconomica e finanziaria. Il progetto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di Unioncamere

Fonte: ufficio stampa Unioncamere


Roma - 29 luglio 2020 

Formare, accompagnare nei primi passi e conoscere meglio l’imprenditoria migrante, volano di autonomia, occupazione, sviluppo dei territori e internazionalizzazione. Questi gli obiettivi di Futurae, progetto nato dalla collaborazione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Unioncamere, finanziato dal Fondo Nazionale Politiche Migratorie.    

Con il progetto Futurae prende il via in questi giorni un programma di formazione e affiancamento presso una serie di Camere di Commercio attive in 20 province italiane: Biella Vercelli, Torino, Como Lecco, Milano Monza e Brianza, Pavia, Padova, Venezia Rovigo, Verona, Modena, Ravenna, Reggio Emilia, Roma e Caserta, Bari e Cosenza. 

Rivolgendosi a un’ampia platea di aspiranti imprenditori composta da migranti, seconde generazioni e cittadini dell’Unione Europea, le Camere di Commercio li inseriranno in percorsi di orientamento e di valutazione della propensione imprenditoriale, al termine dei quali una parte di loro accederà a iniziative di accrescimento delle competenze tecniche, organizzative, commerciali e normative rispetto al contesto economico-imprenditoriale italiano. Dopo essere stati così formati, gli aspiranti imprenditori saranno affiancati nello sviluppo dei business plan, nell'individuazione di canali di finanziamento e nell'accesso al credito. Infine, verranno selezionati e accompagnati allo start up i progetti più sostenibili, per creare nuove aziende a titolarità migrante o mista. 

A queste azioni sui territori, il progetto Futurae ne affiancherà altre a livello nazionale per studiare le caratteristiche e le potenzialità dell’imprenditoria migrante, anche nei suoi rapporti con il resto del sistema produttivo, in modo da poter orientare meglio politiche e interventi. Sarà questo il compito di un Osservatorio nazionale sull'inclusione socioeconomica e finanziaria, che metterà a fattore comune i dati già in possesso delle Camere di commercio, realizzerà ulteriori indagini e pubblicherà un rapporto con i risultati. Infine, verrà attivato un cruscotto digitale interattivo per navigare tra i dati delle imprese migranti e si darà attuazione al cassetto digitale dell’imprenditore con documenti e informazioni di interesse per i titolari stranieri. 

L’integrazione si realizza anche in percorsi di autoimpiego e imprenditorialità che contribuiscono allo sviluppo dell’intero sistema produttivo. Il progetto Futurae mira a favorire l’autonomia e la qualificazione di chi ha scelto l’Italia per dare gambe alle proprie aspirazioni, ma anche a mettere questa energia al servizio di tutta la comunità, commenta Stanislao Di Piazza, sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali. Le imprese non sono isole, vivono dello scambio continuo con le persone e i territori che le vedono nascere e crescere. Anche per questo, sottolinea Di Piazza, abbiamo aperto il progetto a migranti e italiani, che potranno formarsi insieme e magari unire buone idee, capacità e sforzi in imprese comuni, laboratori di vera inclusione.  

Oggi ci confrontiamo con imponenti flussi migratori e vale allora la pena ricordare che, oltre alle politiche di accoglienza, vanno messi in campo strumenti e politiche di integrazione a basso costo per il nostro Paese, commenta il Presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli. Ancora di più oggi, che ci confrontiamo con i problemi connessi all’emergenza sanitaria. Tra queste azioni, quelle di supporto all'avvio dell'attività imprenditoriale, in cui le Camere di Commercio giocano un ruolo importante a favore di quanti vogliono trasformare una buona intuizione in un progetto di vita e di lavoro. 

Secondo gli ultimi dati elaborati da Unioncamere-InfoCamere sulla base dei registri delle Camere di Commercio, le imprese migranti sono oltre 621 mila, il 10% delle imprese registrate in Italia, concentrate prevalentemente nel Commercio all'ingrosso e al dettaglio (oltre 210 mila imprese), nelle Costruzioni (quasi 142 mila) e nei Servizi di alloggio e ristorazione (circa 52 mila). Si tratta prevalentemente di ditte individuali (oltre 475 mila, il 76%) e i Paesi d’origine più rappresentati tra i titolari sono, nell'ordine, Marocco, Cina e Romania.

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