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Giovani protagonisti
Rubrica: Giovani protagonisti. Intervista al Rettore dell'Università Cà Foscari Carlo Carraro.

Intervista al Rettore
CARLO CARRARO

Carlo Carraro è professore ordinario di Econometria presso l'Università Ca' Foscari di Venezia e attualmente rettore dell'Ateneo. Dopo aver conseguito il Ph.D. in Economics presso l'Università di Princeton, ha insegnato nelle Università di Parigi I, di Udine e alla Clemson University. E' stato visiting professor presso l'University College of London, la LUISS di Roma, l'Università di Marseille-Aix en Provence e l'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. [continua dal sito di Cà foscari]

Il 17 Aprile 2012 si sta svolgendo all'auditorium Santa Margherita il convegno del ventennale del Ciset. Sebastiano Barisoni, caporedattore Economia Radio24-Sole24Ore modererà la tavola rotonda che vede tra i relatori Daniele Franco - Direttore centrale Area Ricerca Economica e Relazioni Internazionali Banca d’Italia, Armando Peres - Vice Presidente Comitato OCSE Turismo, il Professore Paolo Costa e molti altri ospiti. Il Rettore ha appena ultimato il proprio intervento e, come concordato in precedenza con il responsabile stampa dell'ateneo, mi presento per l'appuntamento fissato per l'intervista. Ci rechiamo a palazzo Cà Foscari dove altre persone già attendono il Rettore, dopo poco inizia l'intervista.

Buongiorno professore Carraro desideravo chiederle:Come fa un giovane laureato o diplomato ad essere una figura attrattiva per gli imprenditori in questo momento in cui le aziende sono in crisi.

Già il fatto di avere una laurea è un grande vantaggio, non è soltanto un vantaggio di livello culturale, ma proprio di livello di inserimento nel mercato del lavoro. Nel Veneto almeno, sto parlando del Veneto, il numero di laureati occupati a tempo indeterminato e quindi non precari è salito in 5 anni da 250. 000 a 310. 000 con un incremento del 5% all’anno. Quindi il primo messaggio da dare è una laurea comunque paga, prendere una laurea aumenta le possibilità di occupazione, mentre nel complesso l'occupazione tende a diminuire, i laureati tendono ad avere più occupazione, aumenta l'occupazione stabile dei laureati. E questo è il primo messaggio.

Il secondo messaggio è: una volta che ho deciso di avere una laurea, perché una laurea è importante, dove tentare, in quale direzione avere una laurea.

Qui ovviamente la risposta è che il mercato domanda di più competenze di tipo tecnico e di tipo economico, quindi una laurea in campo scientifico, ingegneristico piuttosto che economico, tende ad offrire più opportunità che non una laurea in campo umanistico linguistico.

Però anche qui le cose stanno cambiando perché quello che chiede il mercato sono competenze sempre di più interdisciplinari quindi, noi abbiamo avuto in questi anni un boom di richieste di competenze in campo linguistico sopratutto nella lingua orientale, associato a competenze di tipo economico.

Il fatto che Cà Foscari riesce ad offrire corsi con queste competenze miste, significa che nostri studenti hanno la possibilità di avere più opportunità sul mercato del lavoro. Anche qui lo dimostrano i dati, perché i dati di Almalaurea che registra i tassi di occupazione ad un anno, a tre anni a cinque anni dalla laurea, fanno vedere che anche in queste specialità, tradizionalmente più in difficoltà, quando si integrano le competenze linguistiche - umanistiche con quelle economiche, ho fatto l'esempio delle lingue orientali e dell'economia, ma è la stessa cosa per l'arte e per l'economia, gestione dei mezzi artistici museali, la gestione delle attività turistiche, tutte queste competenze miste hanno una grande facilità di accesso sul mercato del lavoro.
Qui il messaggio da dare è questo, uno laureatevi, due laureativi con competenze interdisciplinari perché questo vi dà grandi chance sul mercato.

Terzo messaggio, completate la formazione della laurea Triennale con una formazione professionalizzante di un anno, fate un master, noi offriamo ben 33 master e anche qui abbiamo guardato i dati: ci sono dei master tali per cui dopo un anno dal completamento il 100% è occupato con occupazioni stabili e in media siamo all’85%. Quindi una formazione di base triennale più una formazione professionalizzante è la soluzione migliore per trovare lavoro, in tempi rapidi anche in un periodo come questo.

2- Ai nostri giovani insistiamo a dire “ andate all'estero dovete fare esperienza all'estero “ immagino siano un po' disorientati, devono avere il concetto di confine d'Italia, d'Europa oppure devono rivoluzionare un po' il loro modo di pensare anche all'orario stesso, alle 24 ore di una giornata, nel mondo globalizzato?


Questo inevitabilmente sì, nello stesso modo in cui c'è bisogno di ripensare agli studi e non pensare in termini focalizzati in mono disciplinari, così dobbiamo pensare ad eliminare il concetto di confine.

Sicuramente oggi i lavori i più interessanti si trovano di fuori d'Italia, quindi la capacità di muoversi sul mercato europeo oppure mondiale dà delle opportunità molto, molto più grandi ai nostri ragazzi che escono con una preparazione superiore alla media delle altre università, con poche eccezioni a parte il mondo anglosassone, ma per il resto siamo assolutamente competitivi. E quindi, se si pongono sul mercato internazionale, hanno enormi possibilità di lavoro.

La ringrazio è stato gentilissimo.
Grazie a lei. Buongiorno.

Silvia Trevisan

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