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Giovani protagonisti
Intervista a Michele Vianello direttore Generale del Parco scientifico Vega di Venezia

Primo Piano di Michele Vianello

Intervista a
Michele Vianello
Direttore Generale Vega

Dal profilo Linkedin:

Michele Vianello

Attuale: Direttore Generale presso VEGA Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia
Precedente: Vice Sindaco presso Comune di Venezia
svariate nel tempo presso Banca Intesa

Passando per il blog MicheleCamp - Innovazione e molto altro si capisce che è la persona giusta al posto giusto.

L'innovazione e la sapienza nel comunicarla ed applicarla rende interessante ogni iniziativa postata. Al centro l'attenzione alla qualità della vita con i progetti relativi alla "città intelligente". Così come il progetto delle "start-up d'impresa", che punta sull'idea innovativa dell'uomo e dei giovani talenti.

12 Aprile 2012 - Al Parco Tecnologico Vega a Mestre si sta svolgendo la conferenza stampa del Venezia camp. Vengono anticipate ai giornalisti e, contemporaneamente postate su Twitter, le note organizzative dell'evento, e il progetto "start up d'impresa". C'è un via vai di persone indaffarate al Vega, si respira una certa frenesia organizzativa.

Tramite Facebook, giorni prima, avevo chiesto l' incontro per l'intervista. Mi presento. Saliamo al primo piano dove si sta svolgendo una riunione alla quale deve presenziare. Attendo nel luminoso corridoio che dà nei vari uffici dove ci sono persone gentili e affacendate. Anche qui si respira un'atmosfera concitata. Pochi minuti di attesa ed inizia l'intervista, ogni tanto interrotta da qualche richiesta dello staff al direttore generale.

Buongiorno, desideravo chiederle quali possono essere le professioni di cui non si parla, a cui un giovane non pensa mentre sceglie il proprio indirizzo di studi. Professioni che non rappresentano i lavori abituali.

Ciò che i ragazzi non vedono è il metter insieme le cose, in Italia noi siamo abituati a ragionare in modo differenziato per lettere, arti, tecnologia, matematica. Il modello statunitense, a cui io mi ispiro tantissimo, è un modello multidisciplinare.

I gruppi di lavoro delle università, con cui ho lavorato spesso, mettono insieme il sociologo, l’economista, il matematico, l’informatico.

La conoscenza è multidisciplinare, i nostri ragazzi sono abituati a vedere un pezzetto, pensano di fare l’ingegnere, il matematico, ma oggi non funziona più così.
Il mio messaggio è: cominciate a pensare in modo orizzontale. Soprattutto la cultura umanista non abbandonatela, io che mi occupo di tecnologia ho studiato storia e questo mi serve tantissimo perché le cose si compenetrano e si compenetreranno sempre più.

La tecnologia è uno straordinario, uno straordinario strumento. E' necessario riportare al centro l’uomo che ha a disposizione straordinarie tecnologie. Quando uno fa l’ingegnere deve pensare che progetta per l’uomo, per persone umane. Se progetta tecnologia per tecnologia, non ha senso. Tu progetti tecnologie per l’uomo, per persone umane.

Quali conoscenze essenziali informatiche di base deve avere un giovane.

"Smanettamento" non può non saper "smanettare". “Smanettare” significa che, mentre prima era necessario conoscere il linguaggio DOS, ora devi sapere usare i social, su questo sono categorico, è tutto intuitivo non puoi non sapere usare i social.

Come fa un giovane laureato o diplomato ad essere una figura attrattiva in questo momento in cui le aziende sono in crisi.

Dipende chi è l’imprenditore che ha di fronte, se è uno come me non presentarmi mai il curriculum cartaceo. Viene cestinato, senza neanche che io lo guardi. Guardo con sospetto la mail, devi stare su linkedin, devi curare il tuo profilo linkedin, devi curare i tuoi profili social.

Se l’imprenditore sono io chi usa bene i social ha 5 punti di merito su tutti, il mio recruitment lo faccio attraverso i social, la carta non spedirmela. Se a trent’anni ti presenti accompagnato dai genitori...neanche entri.
Lo dico perché è così che accade. Arrivano trentenni accompagnati dai genitori. Non esiste!

I giovani devono avere come obiettivo l’Italia, l’Europa o non avere più il concetto di confine territoriale?

La Città deve dare opportunità, se il centro storico di Venezia chiude i bar alle 8 di sera a Palo Alto in California vivi 24 ore su 24. Ti ho già dato la risposta. La gente scappa perché non sei attrattivo e non viene perché non sei attrattivo. I ragazzi di facebook non verranno mai a Venezia perché sono abituati a vivere 0-24. Semplice ma è così.

Grazie.
Ciao

Silvia Trevisan

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