
Buongiorno dott. Menuzzo, ci può raccontare di cosa si occupa la sua azienda?
Che valore ha per voi l’innovazione?
Lo spirito imprenditoriale che contraddistingue Came è da sempre legato a una forte spinta verso l’innovazione che consente di sviluppare prodotti all’avanguardia. Qualunque dispositivo in movimento viene concepito per migliorare e facilitare i gesti quotidiani delle persone e offrire una qualità della vita ottimale, in cui nulla è ostacolo, ma soluzione, semplificazione, espressione di comodità e libertà di movimento, con un occhio di riguardo alle persone anziane e ai diversamente abili. L’orientamento all’innovazione e il capitale umano sono gli elementi che costituiscono il vero vantaggio competitivo per la nostra società che, da sempre, investe il 6 % del proprio fatturato in attività di ricerca e sviluppo.
La Responsabilità Sociale d’Impresa rappresenta un asset importante per la vostra strategia aziendale?
La responsabilità sociale è un asset importante per la nostra azienda, basti pensare che Came è l’unica società produttiva trevigiana ad aver redatto per cinque anni consecutivi il Bilancio Sociale che attesta l’impegno assunto nei confronti dei dipendenti, degli stakeholder, del territorio e della comunità in cui opera. Una politica aziendale orientata alla sostenibilità sociale, ambientale ed economica, animata da un forte spirito innovativo e unita a un costante investimento in ricerca e sviluppo sono gli elementi cardine che ci hanno spinto a certificare all’interno di un bilancio le nostre attività di responsabilità sociale. Al Bilancio Sociale abbiamo affiancato il Codice Etico, ovvero un insieme di principi che osserviamo per garantire il regolare funzionamento, l’affidabilità della gestione, la reputazione e l’immagine del gruppo.
Tutte le nostre attività devono essere svolte nel rispetto dei principi di onestà e osservanza della legge, integrità, correttezza, trasparenza, lealtà e responsabilità nei confronti di clienti, fornitori, dipendenti, collaboratori, azionisti, partner commerciali e finanziari e della Pubblica Amministrazione.
A suo parere che importanza ha avuto il sapere artigianale e industriale del trevigiano nella vostra filiera di produzione?
Ci può raccontare la scelta di essere official partner di Expo Milano 2015?
In qualità di partner tecnologico abbiamo sviluppato un innovativo modello di controllo accessi progettato per gestire l’ingresso degli oltre 20 milioni di visitatori attesi da tutto il mondo. Si stima, infatti, che nei sei mesi dell’evento, ogni giorno, circa 140 mila persone varcheranno i cancelli del sito espositivo: è come se una città delle dimensioni di Monza o Brescia si riversasse quotidianamente su un’area grande come circa 150 campi da calcio per poter visitare i padiglioni. Il sistema di controllo accessi dovrà gestire anche picchi di 250mila persone, come quelli che si prevedono per le prime due ore di apertura dell’Esposizione Universale. La soluzione che abbiamo proposto si inserisce nel progetto della Digital Smart City di Expo Milano 2015 ed è stata studiata per anticipare i bisogni del territorio e lasciare in eredità alla città, al termine dell’evento, un modello tecnologico di riferimento all’avanguardia, sia per le strutture sia per le infrastrutture urbanistiche. Si tratta di un sistema totalmente nuovo, in grado di dialogare con le tecnologie di controllo, sicurezza, sorveglianza e connettività più efficienti presenti oggi sul mercato.
Quale indicazione potrebbe dare alle imprese che intendono fare innovazione nei settori del manifatturiero tradizionale?
Chi intende fare innovazione deve ricordarsi di promuovere attraverso i propri prodotti il valore dell’italianità che non è presente unicamente nella moda, nel design e nell’agroalimentare, ma anche nel settore tecnologico e della domotica.
E’ indispensabile valorizzare la capacità e il valore del pensare e progettare italiano.