Economia - pubblicata il 18 Luglio 2017
Fonte: ufficio stampa Confindustria Belluno Dolomiti
«La realizzazione di quest’opera porterà benefici alle imprese di tutti i settori economici e, più in generale, allo sviluppo dell’intero territorio, contribuendo anche alla sopravvivenza ed
auspichiamo allo sviluppo di molti paesi della parte alta della provincia», aggiunge Barbini. «Paradossalmente – prosegue – non è così importante il percorso, se non per i
flussi turistici e tutto ciò che ad esso si collega. Fondamentale è procedere spediti ed uniti nella sua formalizzazione e realizzazione. Certamente non tutti saranno convinti della proposta, ma
per troppi anni abbiamo aspettato che le energie comuni si focalizzassero su uno sviluppo stradale con il prolungamento dell’autostrada per vedere il tutto naufragare in discussioni e
contrapposizioni infinite. Non entriamo nel merito di quale scelta fosse la migliore o meno. Di sicuro si è trattato di un’occasione persa per concretizzare quello sbocco a nord di cui sentiamo
tutti la mancanza. Adesso abbiamo un’altra grande opportunità, che non possiamo e non dobbiamo perdere». «Ma per portare avanti un tema strategico ed essenziale per il territorio come il
“Treno delle Dolomiti” – dice ancora Barbini – è necessario evitare di piantare bandierine politiche: servono invece coinvolgimento e partecipazione degli enti locali e del tessuto
economico-produttivo. Proprio per evitare frammentazioni, la parte economica, coinvolgendo anche il sindacato, si è fatta promotrice di un unico “Tavolo delle Infrastrutture” quale cassa di
risonanza e confronto preventivo per trovare soluzioni condivise. Alla politica chiediamo di agire con senso di responsabilità, senza pericolose fughe in avanti, senza gelosie e senza inutili
contrapposizioni. Auspico che la scelta di presentare i progetti al Genio Civile, e non in Provincia, sia stata dettata da fattori tecnici, perché tutti gli enti coinvolti devono collaborare
nell’interesse dei bellunesi».