Economia - pubblicata il 03 Settembre 2020
Fonte: ufficio stampa Confindustria Belluno Dolomiti
Belluno 3 settembre 2020
La strada Feltrina è un’altra malata cronica del nostro territorio. Servono nuovi interventi strutturali e di messa in sicurezza. È una questione anche economica e che riguarda da vicino la
permanenza delle aziende sul territorio.
A dirlo è Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, che suona nuovamente la sveglia alle Istituzioni sulla necessità di mettere mano alla viabilità intervalliva della
provincia con un vero e proprio piano straordinario di interventi.
Il divario infrastrutturale del Bellunese si avverte da nord a sud e l’ultima ondata di maltempo ce lo ha ricordato ancora una volta, dalle colate detritiche sull’Alemagna alla chiusura, per
l’appunto, della Feltrina e della SP 1 bis della Madonna del Piave, sempre soggetta ad allagamenti soprattutto all’altezza della galleria tra Vas e Segusino. Scenari che richiedono risposte urgenti
e non più rinviabili.
Attorno alla Feltrina ruotano importanti aree industriali, da Villapaiera a Quero, tra le più estese del Bellunese. E di qui transita una parte significativa di turisti che vogliono raggiungere
le nostre località. Eppure siamo fermi anche su questo fronte. La rettifica delle curve di Anzù e di alcuni tratti tra Carpen e Santa Maria risalgono a tanti anni fa. È giunto il momento di
rimetterci mano e garantire maggiore sicurezza.
Le aziende bellunesi e in particolare quelle feltrine meritano una viabilità migliore, più moderna, fluida e sicura. Collegamenti più efficienti sono un fattore competitivo imprescindibile. Mi
auguro che le risorse per le infrastrutture vengano trovate al più presto e che il Recovery Fund sia un’occasione per rilanciare soprattutto le aree più fragili del Paese, come le zone montane. A
sua volta le Istituzioni locali devono fare uno sforzo di programmazione e considerare le infrastrutture come una priorità assoluta, la conclusione di Berton.