Economia - pubblicata il 14 Dicembre 2023
Fonte: Articolo a cura del dott. Renato Chahinian
Nell’articolo Lo sviluppo sostenibile per il benessere delle comunità è stata sottolineata l’importanza dello sviluppo sostenibile, quale traiettoria di crescita che riguarda qualsiasi comunità e che coinvolge tutti tre gli aspetti della situazione di ogni società (economico, sociale ed ambientale).
Tale obiettivo di fondo è raggiungibile soltanto con il comportamento individuale di noi tutti, ma assume una valenza particolare se attuato a livello di organizzazione (pubblica o privata, profit o non profit), in quanto l’efficienza e l’efficacia delle azioni collettive orientate a questo fine aumenta e porta a risultati maggiori. Tralasciando la Pubblica Amministrazione, cioè lo Stato e gli enti pubblici nazionali e locali, e pure gli organismi del terzo settore (il non profit), che per definizione dovrebbero avere fini non egoistici (rivolti cioè al benessere dei terzi), il problema si fa più complesso quando ci si riferisce alle imprese che, secondo lo stesso ordinamento, perseguono fini di lucro. Anzi, sino a qualche tempo fa, l’unico obiettivo fondamentale di queste era rappresentato dalla massimizzazione del profitto (ovviamente entro i vincoli di legge).
Ora, si va sempre più affermando l’esigenza della responsabilità sociale e ambientale anche per le imprese, in quanto la loro attività, strettamente economica, determina un impatto notevole pure in campo sociale ed ambientale, per cui, alla presenza di un profitto (indispensabile per la remunerazione del capitale proprio aziendale), si può affiancare un’attività od un fine non economico e comunque il conseguimento del profitto medesimo non deve danneggiare lo stato di benessere esistente e/o l’equilibrio ecologico della collettività.
L’impegno della responsabilità sociale comprende quindi:
E’ chiaro che la ricerca ed il conseguimento di questi nuovi obiettivi, a fianco e ad integrazione dello scopo economico originario, creano non pochi problemi alla gestione d’impresa ed esigono un’attività operativa molto più impegnativa e complessa di un tempo. Per questo, infatti, molte imprese rinunciano allo sviluppo e preferiscono ripiegare in un’attività molto ridotta e circoscritta, che consenta un minimo di sopravvivenza economica, ma senza alcun impegno in altre direzioni. Tra l’altro, il conseguimento degli ulteriori obiettivi, a parità di altri fattori, deprime inevitabilmente il risultato economico di breve periodo. Quindi, ad una diffusione vastissima dei principi di responsabilità sociale d’impresa nella società e nell’opinione pubblica, si contrappone un’effettiva realizzazione molto più cauta e graduale.
Ciò non toglie che l’esigenza in argomento si diffonda progressivamente e che siano sempre più numerose le imprese che aderiscono convinte a questi nuovi principi, anche se esistono in pratica pure molte dichiarazioni e comportamenti di facciata. In realtà, l’impegno maggiore conseguente ad una gestione sostenibile consente numerosi vantaggi futuri, sia per la comunità nel suo complesso, sia per la stessa impresa che intraprende questo nuovo percorso.
Da un punto di vista generale, la consapevolezza delle tensioni sociali a livello nazionale e mondiale e degli effetti catastrofici dell’incipiente mutamento del clima, nonché le temute previsioni sugli effetti dannosi dell’inquinamento e della carenza di risorse naturali inducono le organizzazioni più avvedute a controllare il proprio operato ed a non danneggiare ulteriormente una situazione globale già abbondantemente deteriorata. Ma si vanno prospettando concretamente vantaggi considerevoli anche individuali per le imprese che adottano queste nuove tendenze. Infatti:
Proprio quest’ultima considerazione apre la strategia verso nuovi orizzonti.
E’ noto, infatti, l’attuale scollamento tra risparmio ed investimento nell’economia reale, per cui una quota rilevante dei risparmi delle famiglie finisce per finanziare investimenti improduttivi o speculazioni a livello internazionale, con elevati rischi per la stessa incolumità dei capitali impiegati (sono sempre presenti le potenziali crisi dei mercati borsistici, che provocano in breve tempo gravi perdite ai risparmi accumulati dopo molti anni di ingenti sacrifici). Lo stesso sistema finanziario internazionale, nonostante gli shock passati, è basato prevalentemente ancora su strategie di mercato orientate al profitto immediato, mentre si verificano spesso diffusi comportamenti irrazionali che danneggiano l’equilibrio di tutto il sistema economico.
In un simile quadro di riferimento instabile ed estremamente volatile, si è ormai fatta strada da qualche tempo la finanza sostenibile, sia per cercare riparo dai rischi ora accennati, sia perché occorrono maggiori capitali, dato che la filantropia e l’impegno ecologico, da soli, non sono sufficienti per farci conseguire quel benessere che tutti auspichiamo.
Si tratta del finanziamento di investimenti che abbiano almeno un altro obiettivo apprezzabile oltre a quello economico. Pertanto, il potenziale investitore, sia con capitale di credito che con capitale di rischio, richiede comunque un’equa remunerazione per il suo impiego finanziario, ma è disposto ad accontentarsi di un reddito inferiore (equo profitto), purché lo stesso investimento sia destinato, in tutto od in parte, ad iniziative di carattere sociale e/o ambientale (o comunque con effetti derivati positivi in questi due settori). In tal modo, si diffonde sempre più la preferenza dei risparmiatori verso la rinuncia al massimo rendimento, in favore di un maggiore valore etico e sostenibile, che, alla lunga, potrà comunque dare migliori risultati anche economici. Anzi, alcuni recenti studi sull’argomento hanno dimostrato che la finanza sostenibile:
Di tale opportunità dovrebbero tener conto anche le PMI, almeno quelle che già sono indirizzate verso la responsabilità sociale. Se attualmente sono note le difficoltà finanziarie delle imprese minori, soprattutto per trovare nuovo capitale che finanzi proprio gli investimenti di sviluppo, la sostenibilità delle iniziative in programma può essere quella che fa la differenza decisiva, cioè quella che consente un accesso privilegiato a canali di finanziamento prima preclusi.
Senza entrare in dettagli particolari, basti pensare che:
Anche nelle province di Treviso e di Belluno le opportunità di investimenti sostenibili in PMI non mancano, dato che esiste già una radicata sensibilità verso gli obiettivi di carattere sociale e più recentemente si vanno affermando progressivamente le iniziative per la transizione ecologica, soprattutto nel ricorso alle energie rinnovabili ed all’economia circolare.