Il pane nella storia dell’arte protagonista al Festival della Cultura di Moriago

Giovedì 15 gennaio una lezione di Lorena Gava tra simboli sacri e linguaggi contemporanei nell'ambito di Moriago in fermentum


Eventi - pubblicata il 14 Gennaio 2026


Fonte: Festival della Cultura di Moriago della Battaglia

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Giovedì 15 gennaio, alle ore 20.30 alla Casa del Musichiere (Via Manzoni, 2), il IX Festival della Cultura di Moriago della Battaglia ospita un nuovo appuntamento dedicato alla conoscenza e alla riflessione culturale all’interno del corso sui lievitati “Moriago in fermentum” a cura di Giovanni Favero. Protagonista dell’incontro è la lezione “Il pane nella storia dell’arte” della nota critica e storica dell’arte Lorena Gava che accompagnerà il pubblico in un affascinante viaggio nella storia del pane, dalle civiltà antiche fino ai linguaggi contemporanei.

Attraverso una selezione di immagini di opere d’arte che partono dall’Egitto dei faraoni e arrivano al presente, la lezione ripercorre l’antichissima storia del pane, svelandone simboli e significati spesso inattesi. Da semplice alimento a potente metafora spirituale, il pane attraversa i secoli come elemento capace di tenere insieme il ciclo della natura e l’ingegno dell’uomo, oscillando costantemente tra sacro e profano. Ad esempio, nella pittura medievale e rinascimentale la sua presenza è fortemente legata all’iconografia religiosa, dalle Ultime Cene ai miracoli eucaristici, ma anche alla dimensione quotidiana delle scene conviviali. Con l’età moderna il suo ruolo cambia radicalmente e, nell’arte contemporanea, il pane smette di essere soltanto “cibo” da rappresentare per diventare materia viva e strumento di riflessione critica sulla società.

Artisti come Giorgio Morandi ne esaltano ancora la purezza formale e la silenziosa quotidianità nelle nature morte, mentre Salvador Dalí lo trasforma in un oggetto carico di desiderio e ambiguità. Le avanguardie successive superano invece il canone figurativo tradizionale, utilizzando il pane per interrogarsi sulla durata dell’opera d’arte, sul consumo e sul tempo presente. In questa prospettiva si collocano esperienze come quelle di Piero Manzoni con i suoi Achrome o di Daniel Spoerri, tra i principali esponenti dell’Eat Art, che fissa i residui di cibo e di pane come fossero reperti archeologici della contemporaneità.

Insomma, un appuntamento che intreccia arte, storia e cultura materiale per offrire al pubblico del Festival uno sguardo originale su un elemento sì semplice e universale, ma altresì capace di raccontare l’uomo e la sua società attraverso i secoli.

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