Le nuove varianti di Tai e Valle di Cadore rappresentano un primo segnale fondamentale per chi vive, lavora e fa impresa nella nostra montagna. È stata una corsa contro il tempo, ma le aziende e i lavoratori coinvolti hanno saputo fare la differenza. Penso che in questo momento il nostro grazie debba andare soprattutto a loro. Adesso dobbiamo continuare a lavorare, tutti insieme, per ultimare le altre varianti e opere in programma. La nostra Olimpiade, quella per garantire un futuro alle Dolomiti, è appena iniziata.
Ad affermarlo è Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti e del Gruppo nazionale Grandi Eventi, Olimpiadi ed Economia della montagna, a margine dell’apertura delle varianti di Tai e Valle di Cadore lungo la strada di Alemagna, in occasione del passaggio della fiamma olimpica.
Non c’era modo migliore per accogliere i tedofori e la loro fiaccola: lo spirito olimpico, infatti, per alimentarsi ha bisogno di fatti concreti – rimarca Berton.
A questa giornata storica ne devono seguire tante altre, perché le nostre terre alte hanno molto da recuperare in termini di opere e infrastrutture. Scontiamo decenni di mancati investimenti e scarsa programmazione, fortunatamente i Mondiali prima e le Olimpiadi ora hanno dato una scossa attesa e necessaria, quella che la nostra Associazione ha invocato, promosso e incentivato nel tempo – prosegue Berton – Non è stato un percorso facile, ma alla fine parte dell’obiettivo è stato raggiunto e noi oggi dobbiamo guardare a ciò che di buono è stato fatto, sollecitando le Istituzioni di ogni ordine e grado, Simico e Anas ad andare avanti speditamente anche dopo le Olimpiadi: la “legacy” è importante tanto quanto l’evento olimpico.
Adesso lavoriamo per ultimare la variante di San Vito e avviare quella di Longarone, senza dimenticare la viabilità provinciale nel suo complesso: la mobilità intervalliva è la spina dorsale per una montagna a misura di famiglie e imprese. Ora, siamo finalmente sulla strada giusta – la conclusione di Berton.





