UNCEM su Direttiva europea REDIII

Direttiva (UE) 2023/2413 RED III (Renewable Energy Directive III) in materia di promozione dell’energia da fonti rinnovabili


Economia - pubblicata il 30 Gennaio 2026


Fonte: ufficio stampa UNCEM - Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

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NO alla demonizzazione di stufe e caminetti a legnoSI alla trasformazione e alla sostituzione degli impianti più vecchi, con quelli nuovi, con minori emissioni, con maggiore efficienza e performance. Scaldano meglio e in modo pulito. La Direttiva RED III appena pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Uncem vuole applicarla fino in fondo, puntando sulle rinnovabili – non lo è certo il gas, tantopiù se in arrivo dalla Russia o da Paesi orientali dai quali dobbiamo ridurre ogni dipendenza – e varando piani regionali e nazionali che incentivino il “rinnovo del parco macchine”. Anche utilizzare materiale di origine forestale certificato, va a vantaggio degli “ambienti”, dell’ecosistema. L’Italia ha 12 milioni di ettari di foreste, ma continua a importare dall’estero oltre l’80% del legno che gli serve, anche per scopi energetici, pellet e cippato, tronchetti da ardere. Nel testo unico forestale, la legge 34 del 2018, abbiamo scritto cosa dobbiamo fare. Insistiamo e muoviamo ogni azione possibile investendo 400 milioni di euro previsti in Italia dalla Strategia forestale nazionale. Anche nel quadro delle Green Communities, delle Comunità Energetiche rinnovabili (che devono agire finalmente sul termico e non solo sull’elettrico), della Strategia per lo Sviluppo sostenibile.

Vogliamo ridurre le emissioni ma è stupido e banale demonizzare le biomasse, il legno – evidenzia Marco Bussone, Presidente Uncemche vengono già utilizzate in tantissimi piccoli impianti domestici o in efficienti caldaie di scuole, municipi, a servizio di teleriscaldamento, che sono state pagate anche con fondi europei. Puntiamo sull’efficienza dell’impianto, ma servono incentivi per sostituire quelli obsoleti che abbiamo nelle case. Per mettere apparecchi a cinque stelle, senza fumi, con poche polveri. Evitiamo di banalizzare un tema complesso. Le grandi centrali a biomasse, che producono energia termica ed elettrica cippando intere foreste senza l’uso a cascata del legno che estraggono le imprese forestali, al nord come al sud, vanno fermate e convertite. Non sono sostenibili. Abbiamo invece molti esempi, dal Trentino a Ormea, sino a Pomaretto, e moltissimi altri, dove impianti termici collettivi a legno permettono il risparmio per le famiglie, a differenza del gas, e permettono pure di ridurre le emissioni in atmosfera, di costruire filiere forestali intelligenti, sostenibili e certificate, con materiale a metri zero. Ci lavoriamo con molte Regioni, a partire dal Piemonte. Le Regioni per attuare la REDIII vadano a sostenere gli impianti efficaci, nuovi, anche domestici. Lo diremo con Aiel, Fiper, Legambiente, PEFC, FSC, a fine febbraio 2026 a Progetto Fuoco a Verona. L’Italia è leader in Europa nella produzione di caldaie e stufe. Le facciamo benissimo. Sappiamo cosa vuol dire rispettare l’ambiente e le foreste. Lo sappiamo dire e certificare. E allora non demonizziamo a prescindere le biomasse. Riflettiamo e studiamo, facendoci anche aiutare da progetti europei com Praxair e Legno Nord-Ovest LENO, che hanno messo in fila regole, opportunità, soluzioni a vantaggio di Pubbliche Amministrazioni, imprese, cittadini.

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