Webinar Trasparenza retributiva di genere nella gestione del personale

Mercoledì 17 giugno dalle 15 alle 17


Corsi e convegni - pubblicata il 15 Giugno 2026


Fonte: ufficio stampa Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

logo confartigiato c'è una a e oi la scritta in blu confartigianato a lato sotto imprese marca tevigiana

Un webinar, il 17 giugno dalle 15 alle 17, sulle novità del decreto legislativo n. 96/2026, in vigore dal 7 giugno e che attua la direttiva UE 2023/970 sulla parità retributiva di genere

Le donne soffrono un gap retributivo del 25,7%, che corrisponde a una media di 28,62 euro al giorno in meno rispetto ai colleghi maschi. La provincia si colloca al penultimo posto per un tasso di occupazione femminile del 60,9% contro il 77,9 % degli uomini. Tra il 2019 e il 2024 l’occupazione femminile è aumentata del 2,6% contro il 4,4% di quella maschile

Serenella Spinacè, presidente Gruppo Donna Imprese di Confartigianato – Analizzeremo in particolare le ricadute della nuova norma sulla gestione del personale, delineando le condotte datoriali corrette e le relative sanzioni.

 

Le donne soffrono un gap retributivo del 25,7%, che corrisponde a una media di 28,62 euro al giorno in meno rispetto ai colleghi maschi. Confartigianato Imprese Marca Trevigiana affronta il tema con il webinar “Trasparenza retributiva di genere nella gestione del personale”, il 17 giugno dalle 15 alle 17. Sullo sfondo le novità introdotte dal decreto legislativo n. 96/2026, in vigore dal 7 giugno e che attua la direttiva UE 2023/970 sulla parità retributiva di genere. A parlarne saranno Alberto Rozza, pubblicista e consulente aziendale in materia del diritto del lavoro, HR Expert Zucchetti, e Stefano Garibbo, responsabile area lavoro Confartigianato Imprese Marca Trevigiana.

Vogliamo analizzare l’impatto di queste novità sulle differenze retributiva tra donne e uomini – anticipa Serenella Spinacè, presidente Gruppo Donne Impresa di Confartigianato, – in particolare le ricadute sulla gestione del personale a partire dalle novità nei colloqui preassuntivi, delineando le condotte datoriali corrette e le relative sanzioni. Saranno, inoltre, esaminati gli obblighi di reporting all’organismo di monitoraggio previsto, modulati in base alla soglia dimensionale dell’impresa, per garantire la trasparenza. Infine, verranno illustrate le nuove definizioni di retribuzione necessarie per informare correttamente sia i lavoratori in forza sia i neoassunti.

Il fenomeno non riguarda solo il territorio trevigiano. Secondo il Gender Equality Index 2025 dell’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere (EIGE), l’Italia è ultima in Europa alla voce lavoro con un punteggio di 61 su 100: il tasso di occupazione femminile nella fascia 15-64 anni si ferma al 53,3%, contro il 71,1% maschile, e il tasso di inattività femminile raggiunge il 42,4%, quasi una donna su due. Le lavoratrici subiscono il part-time involontario tre volte più degli uomini (13,7% contro 4,6%) e la retribuzione media giornaliera delle donne è di 82,63 euro, contro i 111,25 euro degli uomini: un divario di 28,62 euro al giorno, pari al 25,7% in meno. Il paradosso è che le donne studiano di più e meglio: secondo i dati AlmaLaurea 2024, il 57,8% dei laureati in Italia è donna, con una percentuale che sale al 69,4% nelle lauree a ciclo unico, e le laureate conseguono il titolo con maggiore regolarità (60,9% nei tempi previsti contro il 55,4% degli uomini) e con voti mediamente più alti (104,5/110 contro 102,6/110). Eppure questo non basta per garantire pari opportunità nel mercato del lavoro.

La Marca Trevigiana non brilla per occupazione femminile. La provincia si colloca al penultimo posto per un tasso di occupazione femminile del 60,9% contro il 77,9 % degli uomini. Tra il 2019 e il 2024 l’occupazione femminile è aumentata del 2,6% contro il 4,4% di quella maschile. Il 50,1% delle donne occupate ha un diploma ed il 30,5% una laurea o un diploma post-laurea. 

La situazione è migliore nelle imprese femminili – spiega la presidente Serenella Spinacè. – In provincia sono 16.631 delle quali 3.600 artigiane, pari al 21,6% del totale delle imprese, dato che colloca la provincia al terzo posto in Veneto. 

Sostando l’attenzione sull’imprenditoria femminile, le donne con cariche nelle imprese artigiane della Marca Trevigiana sono 6.505, pari al 23,1% del totale, dato che colloca la provincia al terzo posto in regione. Nella Marca Trevigiana 2.907 donne sono titolari d’imprese artigiane (44,7%), a seguire 2.340 sono socie (36%), 1.032 sono amministratrici (15,9%) e 227 hanno altre cariche (3,5%).

Il 64,1% delle titolari d’impresa appartiene ai servizi alla persona, seguite dalla manifattura (19,3%), dai servizi alle imprese (13%), alle costruzioni (3,2%) e da altre attività (0,4%). 

Crescono anche le titolari di imprese individuali in provincia –  fa notare la presidente Serenella Spinacè. – Nel 2025 hanno raggiunto quota 2.907, con un incremento dell’1,5% rispetto al 2024, dato che colloca Treviso al secondo posto in Veneto. Una regione a forte vocazione imprenditoriale femminile: siamo secondi in Italia per donne con cariche nelle imprese artigiane. 

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