Riello: Ariston presenta al Mimit piano industriale per rilancio Gruppo

Urso: operazione strategica, nasce campione in un settore chiave per l'Italia


Economia - pubblicata il 25 Giugno 2026


Fonte: ufficio stampa MIMIT

 

Ariston Group ha presentato al Mimit il piano industriale legato all’acquisizione del Gruppo Riello, storica azienda specializzata nella produzione di sistemi per il comfort termico e tecnologie della combustione, attualmente controllata dalla multinazionale americana Carrier Global Corporation.

“L’acquisizione di Riello da parte di Ariston è un’operazione strategica che rafforza il Made in Italy e offre una prospettiva di crescita e sviluppo a una realtà storica del Paese, garantendo continuità produttiva e occupazionale. Si rafforza così un campione italiano, europeo ed internazionale in un settore chiave per l’Italia”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, intervenendo al tavolo.

Nel corso della riunione, l’azienda ha illustrato le linee strategiche di un’operazione destinata a consolidare la competitività di Riello nei mercati del comfort termico e delle tecnologie della combustione. È stato inoltre confermato che, immediatamente dopo il closing, sarà garantita la piena continuità organizzativa e operativa del Gruppo Riello e verrà nominato un nuovo amministratore delegato.

Nel dettaglio, la società ha evidenziato la complementarietà delle attività commerciali, di ricerca e sviluppo, industriali e operative tra Riello e Ariston, ribadendo l’obiettivo di accompagnare il Gruppo e i suoi marchi in un percorso di rilancio coerente con il valore storico e industriale dei brand.

Il Mimit ha ribadito il proprio apprezzamento per il traguardo raggiunto, ritenendo che sia stata individuata la migliore soluzione sotto il profilo industriale e occupazionale per il futuro del Gruppo.

L’operazione Riello è infatti una delle 40 intese raggiunte al Mimit dall’inizio della legislatura: soluzioni strutturali che hanno contribuito a ridurre i tavoli di crisi aperti, passati da 55 ereditati a 43 attualmente in gestione, tutelando occupazione e siti produttivi, come dimostrano i casi di Beko, La Perla, Piaggio Aerospace, Tecnomeccanica, Lear Corporation, AC Boilers, Hiab, Venator e Dema.

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