100.000 Ripartenze: la Onlus con l’obiettivo di accompagnare le imprese in una nuova rinascita

Una task force per "imprenditori in ripartenza", un percorso imprenditoriale per ripartire sul mercato


Eventi - pubblicata il 21 Giugno 2019


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Fonte: ufficio stampa 100.000 Ripartenze

Nasce 100.000 Ripartenze Onlus la prima associazione di riferimento che promuove una cultura positiva del fallimento non più stigma sociale inteso come
sinonimo di incompetenza, ma come momento di crescita personale e professionale.
100.000 Ripartenze Onlus agisce come una vera task force composta da coach, professionisti, mentori, manager e specialisti di diversi settori impegnati a sostenere e
accompagnare l’imprenditore nella fase successiva alla chiusura dell’attività.

Presidente Camera di Commercio di Treviso-Belluno Mario Pozza: Lieto che questo primo evento si sia svolto in Camera di Commercio, la casa delle imprese. Con questa
presentazione vogliamo comunicare non solo il ruolo amministrativo e di promozione, ma anche di sostegno per la rimessa in gioco di chi nel fare impresa, non è stato fortunato, ma che si deve
sentire sostenuto per una ripartenza di successo.

In Italia, sono circa 100.000 all’anno le attività costrette a chiudere tra fallimenti, procedure concorsuali e liquidazioni volontarie (fonte CERVED), con un impatto sociale
devastante.
Sono scomparsi marchi storici della tradizione italiana, piccole aziende familiari e giovanissime start-up.
Quando un progetto fallisce, l’esperienza e l’intelligenza creativa che ne avevano permesso la nascita vengono travolti da senso di colpa, angoscia, paure e vergogna. Si sopravvive al presente
senza immaginare di avere più un futuro.
Bisogna ripartire dall’elemento fondamentale: le persone, stimolando uno stato di resilienza attraverso la comprensione e il superamento del fallimento. È importante che i giovani
si avvicinino a questo tema con un approccio diverso, dato che circa l’80% delle start up è destinato a chiudere nei primi due anni di vita. Forbes diceva: il fallimento è un
successo se ne comprendiamo il senso.

L’Associazione aiuta gli imprenditori a uscire dallo stallo sostenendoli sia dal punto di vista psicologico ed emotivo con percorsi di coaching, sia nella
formulazione di un nuovo progetto professionale con percorsi di mentoring e affiancati da esperti in diversi settori. Il percorso di supporto è gratuito e dura 12
mesi, il tempo necessario per la ricostituzione di un progetto di business.
La Onlus si ispira al successo dell’Associazione francese 60.000 REBONDS (fondata nel 2012, oggi è presente in oltre 26 città con oltre 1.000 volontari e accompagna 600
imprenditori con un tasso di ripartenza dell’80%), ottimizzandone la metodologia sviluppata con E&Y Francia.

Il progetto nasce dalla determinazione di due donne: Fiorella Pallas e Gisella Geraci.
Fiorella Pallas, presidente dell’Associazione, è un’imprenditrice di successo, dopo una lunga carriera manageriale nel gruppo Danone: lei stessa ha sperimentato l’esperienza del
fallimento trasformandola in una straordinaria risorsa di cambiamento. Oggi è una figura di riferimento del coaching italiano per la scoperta e lo sviluppo dei talenti personali, fondatrice della
Shine Your Talent Training.
Gisella Geraci, esperta in Social Innovation e progetti nel campo sociale, ha deciso di mettere a servizio dell’associazione la sua lunga esperienza manageriale in imprese
multinazionali.
Al loro fianco Riccardo Miazzo, Vicepresidente dell’Associazione, coach e mentore: è consulente patrimoniale e manager nel primo gruppo italiano di Private banking e Vice
Presidente di Confassociazioni (Branch Banca & Finanza).

100.000 Ripartenze Onlus inizia la sua attività da una regione simbolo dell’imprenditoria italiana: il Veneto. Nasce a Treviso, con vocazione nazionale, è stata presentata oggi,
20 giugno 2019, in Camera di Commercio alla presenza delle più importanti Associazioni di categoria del territorio: Camera di Commercio di Treviso, Ascom, Comune di Treviso, Unindustria,
Confcommercio, Confassociazioni, e Mario Molinari
in rappresentanza del mondo imprenditoriale. Nel suo percorso di crescita l’organizzazione potenzierà gli accordi di partnership con le
ulteriori realtà professionali e porterà avanti un dialogo con Associazioni imprenditoriali, Università, hub e incubatori d’impresa.

100.000 Ripartenze Onlus è un’esortazione a risanare le ferite mostrandole, come nel Kintsugi, l’arte giapponese di riparare le ceramiche con l’oro. Una battaglia persa viene
ricapitalizzata in un patrimonio che forgia per affrontare nuove sfide, la cicatrice che lascia è un primato, rappresenta il segno della rinascita. Per informazioni: info@100000ripartenze.it
Sito web: www.100000ripartenze.it

DICHIARAZIONI:


Fiorella Pallas, presidente 100000 Ripartenze Onlus: Ho un sogno, vorrei che nessuno avesse mai più vergogna di dire che ha fallito. Il fallimento è molto spesso come la
depressione nervosa: non se ne parla, si ha paura dello sguardo degli altri, di cosa penseranno di noi, del giudizio che gli altri avranno su di noi, e invece noto anche che quando si inizia a
parlarne, le lingue si sciolgono, i racconti arrivano, il dolore finalmente si libera e si aprono nuove possibilità: penso che siamo di fronte a un tabù. La visione è creare un sistema federativo
regionale per avere una capillarità sul territorio. Iniziamo con il primo territorio: il Veneto, ricco di grandi imprenditori, commercianti, professionisti e ci mettiamo al servizio del territorio
in partnership con alcune importanti associazioni di categoria.

Riccardo Miazzo, vicepresidente 100000 Ripartenze: In sostanza il processo di ripartenza poggia sul contributo gratuito di una rete di volontari che
accompagneranno l’imprenditore fallito per un anno. I grandi attori volontari di questa iniziativa sono tre: i coach per aiutarlo psicologicamente a elaborare questo fallimento e rimetterlo in
piedi, dei mentori che lo aiutano a riformulare un business pertinente sul mercato e degli esperti specialisti, con competenze specifiche per favorire e accelerare la ripartenza.

Federico Capraro, Presidente Confcommercio Treviso: In un periodo di trasformazione come quello attuale, in tutti i settori economici e nel commercio in particolare, siamo
chiamati, imprenditori e associazioni di categoria, a “rovesciare quotidianamente il tavolo” come amava dire Sergio Marchionne, a mettere a sistema l’abitudine quotidiana di cambiare, di partire e
ripartire. Sosteniamo quindi questo progetto perché propone un approccio nuovo e diverso al grande tema della paura, del rischio, del fallimento. Dobbiamo farlo come imprenditori e come
rappresentanti di imprenditori, le nostre associazioni sono imprese per le imprese, che cambiano approccio e che accompagnano i nostri imprenditori a cambiarlo. Con questa iniziativa abbiamo la
possibilità di farlo, sviluppando i servizi alle persone e dando continuità al nostro modo di fare associazione, che ci ha visto anni fa protagonisti del progetto Penelope.

Mario Molinari, owner Sambuca Molinari, direttore Innovation e M&A per il gruppo Molinari: Sono principalmente due le ragioni che mi hanno portato a partecipare a questa
bella iniziativa. Da una parte la mia formazione personale che mi ha portato sin da bambino a uscire dall’Italia e a formarmi in Paesi dove l’insuccesso è vissuto più come un apprendimento per il
futuro che una condanna definitiva: in un Paese come il nostro dove una grandissima parte del PIL nazionale è fatta da piccole e medie imprese l’insuccesso (per non parlare del fallimento) è
ancora oggi considerato una condanna definitiva in primis dallo stesso imprenditore, ma anche i paracadute sociali sono pressoché inesistenti, per questo è bene che almeno gli imprenditori facciano
sentire il proprio supporto ad altri imprenditori. La seconda ragione è che mio nonno prima di fondare la più nota azienda di liquori Sambuca Molinari nel 1945 ne aveva già fondata una nel 22 e
sempre nel settore bibite aveva avuto un’impresa nell’Italia coloniale degli anni Trenta: non bastarono insuccessi, guerre e lutti a demotivarne l’impegno e la sua idea di impresa. Il successo
arrivò definitivamente a partire dagli anni Cinquanta. Ci vollero trent’anni dalla sua entrata nel mondo delle bibite al successo pieno raggiunto anche grazie alla collaborazione di una squadra
straordinaria: la propria famiglia. Dunque quello che vorrei ottenere con la preziosa collaborazione dei qui presenti è la vicinanza “sindacale” di colleghi imprenditori, quella sociale dello stato
e anche quella famigliare, genitori, figli, mogli o mariti devono stringersi attorno all’imprenditore invece di colpevolizzarlo. Il progetto è molto ambizioso ma penso che se solo uno dei
centomila ce la dovesse fare sarebbe per me una grande gioia.

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