Economia - pubblicata il 15 Settembre 2017
Fonte: ufficio stampa Sportello csr Camera di Commercio Treviso-Belluno
Si è aperto martedì 27 settembre 2016 il Ciclo di incontri Open Day CSR in azienda dedicato a “Reti di impresa e sostenibilità”, un appuntamento atteso che da ben otto anni vede impegnata la
Camera di commercio su temi ambientali attuali e di grande interesse per un sempre rinnovato pubblico di imprenditori, professionisti, ma anche funzionari pubblici e privati cittadini. Un
appuntamento che quest’anno mette una veste nuova, poiché la Camera di commercio di Treviso ha ceduto il passo alla Camera di commercio di Treviso ‐ Belluno. Una nuova Camera di commercio dunque,
forte dell’esperienza delle preesistenti Camere di Treviso e di Belluno, che dallo scorso 16 maggio è divenuta un punto di riferimento unico per il sistema economico delle due province e che con
entusiasmo accetta la sfida ad affrontare anche i temi ambientali e di responsabilità sociale di questi due territori così delicati e al contempo così diversi.
L’ottavo ciclo di incontri Open Day CSR (primo per la nuova Camera di commercio) non poteva quindi aver migliore inizio se non incontrando la realtà aziendale di eAmbiente S.r.l., una delle
aziende trevigiane più impegnate nella salvaguardia del territorio e nel recupero di aree devastate dall’inquinamento lasciato da uno sviluppo industriale incurante delle esigenze della Terra. Una
società particolare che si occupa di salvaguardia e di recupero di ambiente, terreno, spazi aperti ma non possiede alcun impianto, macchinario o stabilimento… solo qualche ufficio, personale
qualificato e affiatato e naturalmente l’unico strumento necessario in mondo così frenetico: il computer. Ma partiamo dall’inizio… partiamo dalla stazione ferroviaria.
Saliamo sul treno per Mestre‐Marghera, perché l’azienda seppur trevigiana ha deciso di stabilire la sede operativa presso il Parco scientifico tecnologico VEGA che si trova a Marghera, e
facciamo questo breve viaggio chiedendoci cosa mai potremmo trovare di adatto ai temi ambientali in quel posto dominato dall’industria pesante. I nostri pensieri dubitosi divengono più insistenti
quando, improvvisamente, il paesaggio che osserviamo dal finestrino ci impone solamente la vista di costruzioni, palazzi, cemento e poi, superata la stazione di Mestre, solo industria, pesante,
ingombrante, che quasi intimorisce.
Scendiamo alla piccola stazione di Marghera e in due passi siamo dentro nel parco VEGA. Mentre aspettiamo l’ora dell’appuntamento con i nostri ospiti, ci guardiamo intorno: un mix di nuove
costruzioni morderne e sullo sfondo, al di là dello steccato, vecchi e nuovi stabilimenti industriali e i pensieri che ci hanno tenuto compagnia durante il viaggio in treno sembrano aver la meglio
ma…
Ma veniamo accolti da una simpatica ragazza di nome Elena: l’addetta alla comunicazione dell’azienda, la quale ci accompagna nella sala riunioni e dopo averci fatto accomodare ci presenta
Gabriella Chiellino, fondatrice e presidente di eAmbiente. Una giovane donna di bell’aspetto e dal carattere deciso che con risolutezza e impegno ha dato vita dal nulla alla “sua” società,
dandole la fisionomia ed il prestigio di cui oggi gode. Percorriamo con lei la storia dell’azienda e rivisitiamo insieme i momenti salienti. L’inizio di tutto è certamente la sua incondizionata
passione per l’ambiente che ha guidato i suoi studi e la sua formazione, tanto da conseguire una laurea in scienze ambientali, successivamente arricchita dalla laurea in architettura (conoscenze
necessarie per lavorare sui temi ambientali);la passione per i temi ambientali le suggeriscono l’idea: perché non creare una struttura che faccia consulenza ambientale alle aziende? Ed è
così che nel 2003 inizia la sua avventura imprenditoriale con la costituzione di eAmbiente, nata prima come start up e poi entrata nel parco VEGA. Perché proprio qui? L’ispirazione è
arrivata dalle esperienze di collaborazione con l’Università degli studi di Venezia, il cui rettore era anche presidente dell’immobiliare VEGA. Questo permise la conoscenza del progetto VEGA, ma
soprattutto la scoperta di quanto questo fosse uno dei siti italiani più emblematici della distruzione ambientale e il seguente recupero riuscito con successo delle aree compromesse, poiché
rappresenta uno degli esempi più importanti a livello nazionale, di area riqualificata così come si dirà più avanti. Non c’era luogo più adatto dove stabilire la sua attività!
Pochi metri quadrati distribuiti su qualche stanza al VEGA, un solo ufficio a Milano e una postazione a Trieste è ciò che basta per sostenere un’organizzazione di circa 30 persone che si occupa di
un ampio ventaglio di attività legate all’ambiente. Ci soffermiamo su alcuni dei settori di business conquistati dall’azienda, i principali sono il Systems & Product Certification (22% circa
dell’attività aziendale) e il Site Management (18% circa dell’attività aziendale). Il primo interviene sul prodotto e sul suo processo di produzione che pertanto comporta l’interessamento
dell’azienda produttrice ed una stretta collaborazione con essa. Il secondo invece insiste sulla bonifica, disinquinamento e riqualificazione di siti altamente inquinati, comportando un lavoro in
team con i numerosi soggetti e professionalità che intervengono in questi casi, per il recupero di aree di vaste dimensioni e sulle quali intervengono più autorità, giusto per capire la portata di
un’attività di questo genere basti pensare alle aree riqualificate per insediare l’EXPO 2015 di Milano (eAmbiente collaborò nella progettazione della bonifica dell’ex area AGIP a Marghera), la
vastità dell’area, il necessario intervento di numerose professionalità e la competenza e supervisione di numerose autorità istituzionali. Oltre questi settori, c’è un gran fermento anche per
quanto concerne gli aspetti certificativo ed autorizzatorio richiesti da una legislazione ambientale che in Italia raggiunge elevati livelli di complessità, notevole è il lavoro che questa impresa
svolge a supporto delle aziende, tanto da divenire azienda leader in tema ambientale e vantare clienti di notevole fama, si pensi infatti che nel corso della propria attività le aziende sono tenute
ad avere apposite certificazioni e autorizzazioni rispetto ai prodotti, al metodo di produzione e alla gestione dei rifiuti.
La presidente vicina a lasciare la parola al successivo intervento, ci lascia una riflessione: la formazione. La formazione rappresenta uno dei temi che più le stanno a cuore e che la impegnano
anche gratuitamente sulla sensibilizzazione alla biodegradabilità e al minor impatto ambientale, poiché la consapevolezza della fragilità ambientale e di quanto noi possiamo fare per la
salvaguardia ed il rispetto dell’ambiente, anche con semplici accorgimenti ed un uso intelligente di ciò di cui oggi disponiamo, può permetterci di guardare speranzosi al futuro. Lo sforzo della
presidente per l’ambiente fa un altro passo avanti e nel 2010 decide di fondare eEnergia, una nuova società che si occupa di sviluppo nel settore delle fonti rinnovabili, di risparmio
energetico nei processi produttivi grazie all’esperienza maturata in eAmbiente, successivamente costituisce anche E3city, una società impegnata in progetti di mobilità sostenibile, al
risparmio dei consumi di energia per produrre meno CO2 e di città smart.
Dopo la chiacchierata con la presidente Chiellino ci accorgiamo che i nostri pensieri scuri, formulati in treno, sono svaniti. Quello che ai più poteva sembrare un luogo inopportuno dove ospitare
un incontro su temi ambientali, si è dimostrato essere il posto più azzeccato, rivelatore di opportunità di recupero date dalla tecnica, dalla scienza e dalla tecnologia di cui poco si sa. A
confermare questa nuova consapevolezza ci pensa il dottor Graziano Tassinato, responsabile dei servizi green del parco VEGA. Cominciamo con lui un breve viaggio che ci porta a sorvolare
seppur idealmente l’area del VEGA e quelle circostanti…. È una scoperta dopo l’altra!!
Il parco scientifico tecnologico che oggi pullula di uffici, start up e aziende ad alta specificità tecnologica, l’avremmo definito prima di incontrare il dottor Tassinaro, una bomba chimica, un
grave incontrollato pericolo per l’ecosistema lagunare e la vicina città di Venezia. Certo non si può dire sia esattamente il posto dove costruire il parco giochi dei propri figli poiché c’è ancora
molto da fare e rimarrà sempre un margine di pericolo ed un inquinamento stagnante che può solo essere controllato e non eliminato definitivamente, ma possiamo dire (con orgoglio per le
professionalità che hanno realizzato questo recupero) che il parco VEGA è un gioiello di biotecnologia e riqualificazione ambientale, che ha ridato vita ad una vasta area pesantemente compromessa
da decenni di sviluppo incontrollato dell’industria pesante e pericolosamente inquinante. E’ il caso di dire infatti che il VEGA sorge dalle “ceneri” di stabilimenti ENI, Montedison e imprese
produttrici di fertilizzanti che un tempo insistevano in quest’area. Quest’area di 11 ettari, sita in Marghera ‐ terra protagonista di 100 anni di sviluppo industriale esteso su una superficie di
2.000 ettari ‐ era fortemente contaminata da metalli pesanti come emerso dai risultati del site assessment e fu collaudato un metodo particolare di recupero: i metalli pesanti per loro natura non
possono essere eliminati o esauriti, perciò si è optato l’unica alternativa percorribile ovvero l’inertizzazione temporale ovvero lo stoccaggio della terra contaminata da detti elementi
inquinanti dentro appositi “sarcofagi” sopra i quali oggi vediamo un praticello verde… praticamente l’unico elemento di verde che apprezziamo, scorrendo in treno di fronte alla zona industriale di
Marghera! Questa tecnica accompagnata a costanti e regolari controlli ha permesso la conversione dell’area rendendola idonea addirittura ad ospitare migliaia di lavoratori ogni giorno.
Ma l’impegno profuso per il recupero di queste aree non si limita al solo Parco VEGA, accanto ad esso infatti, insistono ulteriori aree identificate come “area 2”, “area 3”, eccetera, che
necessitano di interventi massicci di recupero studiato appositamente per ciascuna area perché il tipo e la profondità di inquinamento richiedono apposite tecniche, progetti e … denaro! La
riqualificazione dell’area 2, per esempio, ha comportato un investimento pari a 4 milioni di Euro in 4 anni per il recupero di 34 mila tonnellate di terreno inquinato da idrocarburi che per loro
natura possono essere “ripuliti” mediante dei batteri, senza quindi attivare un intervento di inertizzazione; ciò che notiamo è l’impegno di ENI, del Comune e dell’Europa (mediante i fondi europei)
che dimostrano una presa di coscienza e una responsabilizzazione dei soggetti coinvolti anche industriali, e questo ci fa ben sperare! E ci auguriamo che il Piano Italia 4.0 riesca nell’intento di
stabilire in queste aree un polo di ricerca con altissima quota hi‐tech sui temi ambiente, agroalimentare, abbigliamento, arredo casa e automazione.
Dopo questo sorvolo ideale su tutta l’area VEGA torniamo coi piedi per terra sicuramente più consapevoli di dove ci troviamo, Elena a questo punto ci accompagna all’interno degli uffici di
eAmbiente, eEnergia e e3city e scopriamo un contesto lavorativo sereno, positivo e colorato: gli uffici portano i colori di ciascuna delle tre società. Torniamo alla sala e troviamo ad aspettarci i
tecnici di eAmbiente, dottor Federico Balzan (responsabile delle valutazioni secondo il metodo Life Cycle Assessment (LCA)) e il dottor Enrico Raccanelli,(responsabile della divisione
Permitting). Con loro si apre una breve, seppur complessa, finestra tecnica sugli adempimenti ed i vincoli cui soggiacciono le imprese per effetto della normativa ambientale italiana, ma anche sui
progetti e modelli che discendono da scelte responsabili che guardano all’intero ciclo di vita del prodotto.
Senza che ce ne accorgessimo sono arrivate le 18.30 e per noi è giunta l’ora di congedarci dai nostri ospiti. Ritorniamo al binario e mentre attendiamo il treno che ci riporta alle nostre case
osserviamo ancora una volta il VEGA, ma questa volta più consapevoli, più consci della storia di quel pezzo di terra e ditutte le traversie che ha subìto e forse, domani, anche noi faremo la nostra
parte…con le nostre scelte…