A Comelico si discute del collegamento Padola – Pusteria.

L'assessore Bottacin esprime dubbi sull'effettiva volontà del Ministero.


Promo - pubblicata il 13 Agosto 2019


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Fonte: ufficio stampa Giunta Regione Veneto

Gianpaolo Bottacin, assessore regionale all’ambiente con delega alla specificità di Belluno, è salito nuovamente in Comelico per incontrare il sindaco Marco Staunovo Polacco e la
Giunta
comunale di Comelico Superiore. Sul tavolo dell’incontro al quale hanno partecipato i dirigenti regionali che si occupano di territorio, urbanistica e commissioni VIA e VAS, il tema
del collegamento Padola-Pusteria
come quello dei vincoli al territorio proposti dal Ministero dei Beni Culturali tramite la Sovrintendenza.

Purtroppo – evidenzia Bottacin – alle mezze parole di apertura pronunciate dal ministro Bonisioli lette sulla stampa locale qualche giorno prima delle elezioni europee, non è seguito
alcuna azione. Si confermano, dunque, i dubbi sull’effettiva volontà di procedere da parte del Ministero, sia per quanto riguarda le sue strutture tecniche, che da tempo avevano palesato tante e
spesso pretestuose problematicità sul progetto, sia, a questo punto, per quanto riguarda lo stesso vertice politico-amministrativo.

Ci aspettavamo una netta presa di posizione del ministro – prosegue l’assessore – ci aspettavamo avesse il coraggio di esprimere con chiarezza un sì o un no. Qui c’è in gioco lo sviluppo
di un intero territorio e non si può più tergiversare.

Bisogna lasciare che la montagna sia gestita dai montanari, – precisa Bottacin – sono i montanari che sanno farlo meglio di chiunque altro perché ci vivono da sempre e conoscono le
bellezze del territorio ma anche le mille difficoltà che comporta il viverci. Lo dico in relazione alla proposta di nuovi vincoli ministeriali da applicare all’intera area del Comelico e di
Auronzo, aspetto su cui la Giunta regionale si è espressa immediatamente in maniera contraria.

Ad ogni modo – conclude Bottacin – noi continuiamo a lavorare con le nostre strutture per accelerare una soluzione praticabile, studiando tutte le possibilità per arrivare a chiudere una
partita che, come dimostrato con la manifestazione del 1 giugno, l’intero territorio vuole senza se e senza ma. Sarebbe davvero triste se, proprio in questo momento in cui tutta la montagna
dolomitica può tornare a crescere anche e soprattutto grazie alle Olimpiadi di Cortina, una sua parte importante quale è il Comelico ne rimanesse esclusa per la miopia di qualche burocrate
romano.

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