Berton: Bene l’incontro Zaia – Giovaninni sulle opere. Siamo pronti a presentare il nostro piano – Olimpiadi 2026

Due gli orizzonti temporali del piano degli industriali: il primo è quello del 2026, anno delle Olimpiadi, il secondo è quello del 2030-2035.


Economia - pubblicata il 30 Luglio 2021


https://www.trevisobellunosystem.com/tvsys/img/notizie/confindustria_belluno_dolomiti.png

Fonte: ufficio stampa Confindustria Belluno Dolomiti

Belluno 28 luglio 2021 – Siamo pronti a mettere a disposizione di Regione e Governo il piano delle infrastrutture che stiamo realizzando accanto alle associazioni degli industriali
di Trento e Bolzano con il supporto operativo dell’Università di Padova
. La sfida delle Olimpiadi 2026 si vince con il coinvolgimento delle imprese e di tutti gli attori del territorio. Alle
Istituzioni chiediamo di essere ascoltati in questo percorso lungo cinque anni ma che deve essere proiettato anche sul lungo periodo.

A dirlo, all’indomani dell’incontro del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia con il Ministro Enrico Giovannini e il board esecutivo di Milano-Cortina 2026 sulle opere utili
all’appuntamento olimpico è Lorraine Berton, Presidente di Confindustria Belluno Dolomiti e coordinatrice del Tavolo nazionale Sport e Grandi Eventi di Confindustria.

Regione Veneto ed Esecutivo hanno avviato un percorso importante: lo stesso presidente Zaia ha annunciato che presto sarà presentato un tavolo sinottico complessivo delle opere, dei
finanziamenti e delle criticità. Su questo, come Associazione, ci stiamo muovendo e vogliamo fare la nostra parte, – afferma Berton.

Proprio gli industriali bellunesi infatti con i colleghi di Trento e di Bolzano stanno portando avanti da diversi mesi uno studio volto a definire lo stato attuale e gli scenari pre e post
Olimpiadi del sistema delle infrastrutture di trasporto di interesse per le province sulle quali insiste il Patrimonio Unesco. A elaborarlo sono i ricercatori del Dipartimento di Ingegneria
Civile, Edile e Ambientale – Icea dell’Università degli Studi di Padova.

È un progetto in tre step, – ricorda Berton, – che va dalla ricognizione e mappatura dell’esistente alla programmazione futura, guardando a uno sviluppo integrato dei territori
alpini e delle loro interconnessioni con la pianura e i Paesi confinanti. Ci sono le infrastrutture viarie ma anche quelle immateriali, altrettanto fondamentali se vogliamo rimanere
competitivi.

Nel caso del Bellunese focus specifici sono dedicati ai collegamenti intervallivi, dall’Alto Agordino al Comelico, passando per il Basso Feltrino. E questo in chiave trans-provinciale.

Penso alla viabilità tra Falcade e Moena, ma anche tra la parte bassa della provincia e la Superstrada pedemontana veneta, altro asse strategico per merci e persone, – rimarca Berton.

Un capitolo specifico sarà ovviamente dedicato allo sbocco a nord da intendersi come “corridoio multimodale”, aperto alle varie soluzioni stradali, ferroviarie e telematiche.

Due gli orizzonti temporali del piano degli industriali: il primo è quello del 2026, anno delle Olimpiadi, il secondo è quello del 2030-2035.

La programmazione si fa sia sul medio che sul lungo periodo e questo è il momento giusto – anche grazie alle risorse del Next Generation Eu – per poter gettare il cuore oltre l’ostacolo e
recuperare in parte quel gap infrastrutturale che riguarda la nostra montagna ormai da decenni e tra le cause principali dello spopolamento delle terre alte.

Penso infine che il nostro piano possa evitare ulteriori studi e doppioni, – conclude Berton. – Una proposta che parte dal territorio per il territorio, senza
campanilismi.

Corsi e convegni

Economia

Economic Report

Eventi

News Europa

Promo

Sport