Fonti utilizzate e quadro normativo di riferimento
L’indagine del commercio con i paesi extra Ue è effettuata secondo la normativa comunitaria: Regolamento (UE) 2019/2152 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle statistiche europee sulle imprese; Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1197 della Commissione che stabilisce le specifiche tecniche e le modalità a norma del regolamento (UE) 2019/2152; Regolamento delegato (UE) 2021/1704 della Commissione che integra il regolamento (UE) 2019/2152 specificando ulteriormente i dettagli delle informazioni statistiche che devono essere fornite dalle autorità fiscali e doganali e che ne modifica gli allegati V e VI; Regolamento di esecuzione (UE) 2021/1225 della Commissione che specifica le modalità degli scambi di dati a norma del regolamento (UE) 2019/2152 e che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2020/1197 per quanto riguarda lo Stato membro di esportazione extra Ue e gli obblighi delle unità rispondenti. Trova applicazione in sede nazionale con opportuni provvedimenti emanati dall’Agenzia delle Dogane.
L’indagine ha periodicità mensile ed è effettuata elaborando dati provenienti da una base dati di tipo fiscale-amministrativo (Documento Amministrativo Unico – DAU) coerente con le definizioni e le classificazioni di tipo statistico. Questi vengono successivamente armonizzati e validati attraverso un processo di controllo e revisione esperta svolto dall’Istituto. A partire da gennaio 2024, la rilevazione include i dati di “quasi-export” (esportazioni di beni nazionali registrate presso dogane di altri paesi Ue). Questi ultimi – frutto dello scambio di microdati tra Istituti di statistica europei (CDE – Customs Data Exchange) – si rendono disponibili successivamente alla prima pubblicazione dei dati di commercio estero extra Ue. I flussi di “quasi-export” di beni nazionali registrati presso le dogane di altri paesi Ue sono pertanto inclusi nei dati di commercio extra Ue in occasione della prima revisione nel mese successivo e diffusi nel Comunicato Stampa Commercio con l’estero e prezzi all’import. Analogamente, in tale occasione, sono esclusi dai dati di commercio extra Ue i flussi di “quasi-export” di beni di altri paesi Ue registrati presso dogane italiane.
Conformemente alla normativa comunitaria, dal 2000 le esportazioni e le importazioni al di sotto delle soglie di esclusione (operazioni commerciali di valore inferiore a 1.000 euro a partire dal 2010) vengono inserite nelle statistiche del commercio estero con i paesi extra Ue mensilmente in forma aggregata.
Dal 1° gennaio 2021, il Regno Unito non è più parte del territorio doganale e fiscale (IVA e accise) dell’Unione europea e le relazioni economiche tra i due sistemi, dopo la Brexit, sono disciplinate dall’accordo raggiunto tra le parti il 24 dicembre 2020. Tuttavia, sulla base di quanto previsto dal Protocollo su Irlanda/Irlanda del Nord – già allegato all’Accordo di recesso Regno Unito/Ue – al fine di evitare una frontiera fisica tra i due territori, l’Irlanda del Nord resta soggetta alla normativa dell’Ue in materia di IVA per gli scambi commerciali di beni.
In termini di rilevazione dei dati di commercio estero, questo implica che dal 1° gennaio 2021 i flussi commerciali da e verso la Gran Bretagna sono desunti dalle dichiarazioni doganali (DAU), quelli da e verso l’Irlanda del Nord dalle dichiarazioni Intrastat.
Stante la diversa tempistica di ricezione delle fonti Intrastat ed Extrastat, che non rende disponibili le dichiarazioni Intrastat al momento della prima pubblicazione dei dati di commercio estero extra Ue, i dati preliminari del Regno Unito e, quindi dell’area extra Ue27, diffusi nel presente comunicato, non comprendono i dati di interscambio con l’Irlanda del Nord. Questi sono inclusi nei dati di commercio estero extra Ue in occasione della prima revisione nel mese successivo e diffusi nel Comunicato Stampa Commercio con l’estero e prezzi all’import.
A partire dal mese di settembre 2011 è stata implementata una nuova metodologia di produzione delle statistiche sugli scambi con l’estero di gas naturale allo stato gassoso e di energia elettrica, che si basa sull’impiego diretto di fonti informative alternative 2 ai dati statistico-doganali solo per quanto riguarda la misurazione degli scambi complessivi in quantità, mentre per le altre variabili di analisi e classificazione richieste dai regolamenti statistici comunitari (dati in valore monetario e allocazione geografica dei flussi con l’estero per “paese statistico”) sono stati adottati opportuni criteri di stima (per maggiori dettagli si veda la nota sulle revisioni straordinarie allegata al Comunicato Commercio con l’estero riferito al mese di Settembre 2011 www.istat.it/it/archivio/45225). La modifica introdotta ha comportato la conseguente revisione dei dati relativi ai periodi precedenti.
A partire dal mese di dicembre 2022, i valori preliminari delle importazioni extra Ue27 del gas naturale allo stato gassoso sono elaborati utilizzando i dati di quantità da fonte Snam Rete Gas S.p.a. e i dati di prezzo (valore medio unitario) da dichiarazioni doganali, relativi allo stesso mese di riferimento. Questo si è reso possibile grazie alla fornitura anticipata, da parte di Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, delle dichiarazioni doganali relative a questo prodotto. Si ricorda che, nel rispetto degli adempimenti doganali relativi all’importazione di gas naturale a mezzo gasdotto, le dichiarazioni doganali depositate nel mese riferiscono a movimentazioni avvenute nel mese precedente. La fornitura anticipata, rendendo immediatamente disponibili le dichiarazioni che afferiscono alle importazioni nel mese di riferimento, consente di elaborare stime preliminari più accurate dei dati di import per
questo prodotto.
Popolazione di riferimento e classificazioni utilizzate
L’oggetto dell’indagine sono tutte le merci a esclusione dell’oro monetario, del software personalizzato, degli strumenti di pagamento aventi corso legale e valori, delle merci destinate alla riparazione.
Nel rispetto dei Regolamenti comunitari, gli scambi commerciali di beni con paesi extra Ue sono classificati secondo il paese di origine per le importazioni e il paese di destinazione per le esportazioni.
I dati diffusi mensilmente riguardano i valori monetari, le variazioni tendenziali e quelle congiunturali relativi alle variabili che descrivono i flussi commerciali con l’estero.
I valori monetari a prezzi correnti si riferiscono alle importazioni ed esportazioni di merci rilevate o stimate in termini di valore statistico (CIF, FOB).
Le principali classificazioni utilizzate nella produzione delle statistiche del commercio con l’estero sono definite a partire dalle informazioni elementari riguardanti la tipologia delle merci, il paese statistico e la provincia di provenienza o destinazione delle merci. La Nomenclatura Combinata è la classificazione utilizzata per l’indagine
dei prodotti a livello comunitario. Definita e aggiornata annualmente dall’Unione Europea, desume la sua codifica dal Sistema Armonizzato (SA).
La classificazione utilizzata per definire le aree geografiche e le aree geoeconomiche di appartenenza dei paesi è la Geonomenclatura dei paesi e territori per le statistiche del commercio estero dell’Unione e del commercio tra i suoi Stati membri, stabilita da Eurostat.
A partire da gennaio 2009 i raggruppamenti di merci dell’interscambio commerciale sono definiti sulla base della classificazione delle attività economiche Ateco 2007 opportunamente adattata alle statistiche sul commercio estero. L’Ateco 2007, infatti, costituisce la versione nazionale della nomenclatura europea Nace rev. 2, pubblicata
sull’Official Journal il 2 dicembre 2006 (Regolamento (CE) n.1893/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20/12/2006), con la quale coincide fino alla quarta cifra.
Ai fini di fornire le informazioni a un livello di dettaglio idoneo ad analizzare l’interscambio commerciale italiano, i dati sono rilasciati secondo un’opportuna disaggregazione intermedia delle sezioni.
Nel corso dell’anno 2003, l’Istat ha modificato, per i dati di commercio estero così come per tutti gli indicatori congiunturali dell’industria, la classificazione delle aggregazioni per destinazione economica dei prodotti “Raggruppamenti Principali di Industrie (RPI)”, definiti dal Regolamento della Commissione n.586/2001 (G.U. delle
Comunità europee del 27/03/2001). A seguito dell’entrata in vigore della Nace rev. 2 tale Regolamento è stato modificato dal Regolamento (CE) n.656/2007 del 14/06/2007.
I Raggruppamenti Principali di Industrie sono:
- Beni di consumo durevoli;
- Beni di consumo non durevoli;
- Beni strumentali;
- Beni intermedi;
- Energia.
La classificazione RPI è stata adattata alle statistiche sul commercio con l’estero.
Strumenti di elaborazione dei dati
Oltre ai dati grezzi, vengono pubblicati anche i dati depurati dalla componente stagionale e dagli effetti di calendario. Tali dati sono ottenuti attraverso la procedura TRAMO-SEATS per Linux (versione di febbraio 2010).
A partire dai dati mensili del 2012 sono state introdotte alcune sostanziali innovazioni di processo e di prodotto nelle procedure di destagionalizzazione finalizzate a migliorare l’accuratezza delle stime prodotte e a fornire agli utenti un più ampio dettaglio degli indicatori statistici per l’analisi congiunturale del commercio con l’estero,
rendendo disponibili nuove serie destagionalizzate a livello di raggruppamenti principali di industrie (RPI).
I dati destagionalizzati sono soggetti a revisione ogni mese. I modelli utilizzati vengono verificati, in occasione delle revisioni delle serie grezze. Le specifiche utilizzate dall’Istat nell’ambito della procedura TRAMO-SEATS sono disponibili per gli utenti che ne facciano richiesta per proprie finalità di analisi.