Prosegue ad Asolo l’attività di studio e approfondimento sul fronte della sicurezza sismica. Nei giorni scorsi, tra Via Palladio e Via Montello, è stata infatti realizzata una trincea paleosismica nell’ambito dello studio di microzonazione sismica di livello 3 promosso dal Comune di Asolo. L’intervento rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di indagini geofisiche avviato negli ultimi anni per comprendere meglio la presenza e il comportamento della faglia sismica presente ai piedi della città. Il tutto ricordando come ad Asolo siano presenti due sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), questo a conferma dell’attenzione scientifica e del monitoraggio costante dedicato al territorio asolano.
Nel dettaglio, la trincea è stata realizzata con un duplice obiettivo: verificare l’eventuale presenza della faglia e la sua capacità di provocare deformazioni in superficie e, nel caso venga individuata, definire con maggiore precisione la fascia di rispetto che sarà poi riportata negli strumenti urbanistici comunali. Lo studio è coordinato dalla Responsabile scientifica dott.ssa Maria Elena Poli insieme ai geologi Livio Sartor, Francesco Marinoni e Maurizio Olivotto, con la collaborazione delle Università di Udine e Trieste.
Attraverso l’analisi delle pareti dello scavo gli studiosi potranno ricostruire la storia geologica recente dei movimenti della faglia, cercando di comprendere elementi fondamentali come la frequenza con cui si è attivata nei secoli passati, il tempo trascorso dall’ultimo evento sismico significativo, l’eventuale correlazione con terremoti storici presenti nei cataloghi italiani di sismicità e la massima magnitudo attesa per un evento legato a questa struttura geologica.
Questa trincea ha lo scopo di “cercare”, sulle pareti dello scavo, informazioni sui movimenti della faglia nel passato – spiega il Sindaco di Asolo, Franco Dalla Rosa – Sulla base delle conclusioni di tale studio si avrà così una conoscenza maggiore della storia della faglia e della sua pericolosità. Le informazioni ricavate consentiranno inoltre una più precisa definizione della fascia di rispetto della faglia che verrà riportata sugli strumenti urbanistici. Tali informazioni, ovviamente, al momento sono “incerte” e non sono utilizzabili per prevedere futuri terremoti – spiegano invece gli studiosi – ma sono comunque fondamentali per avere un quadro più completo possibile sulla pericolosità sismica.







