L’industria europea è di fronte a una fase critica che richiede risposte rapide e coordinate. È l’allarme lanciato dalla presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Lorraine Berton, che, in linea con il presidente nazionale Emanuele Orsini, evidenzia i rischi concreti di deindustrializzazione e le ricadute dirette sui territori montani e sulle comunità locali.
Siamo in una situazione di emergenza economica che non può più essere sottovalutata – così Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, rilancia l’allarme già espresso dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini, ponendo l’accento sulle conseguenze che l’attuale scenario economico potrebbe avere anche su un territorio ad alta vocazione manifatturiera come quello bellunese.
Al centro della criticità vi è il tema dei costi energetici, oggi non più sostenibili per il sistema produttivo europeo e in modo ancora più marcato per le imprese di montagna. Qui – sottolinea Berton – il costo dell’energia è amplificato da fattori strutturali legati alla geografia e alla carenza di infrastrutture. Senza interventi immediati, rischiamo di compromettere intere filiere strategiche, a partire da quella dell’occhialeria, che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy e un pilastro economico e occupazionale del nostro territorio.
Il rischio, evidenziato anche a livello nazionale, è quello di una progressiva perdita di competitività industriale, con effetti diretti sull’occupazione e sulla tenuta sociale delle comunità locali. Nei territori montani, dove l’industria rappresenta spesso il principale argine allo spopolamento, tali dinamiche assumono una rilevanza ancora maggiore.
In montagna fare impresa è più complesso che altrove – prosegue Berton –. Per questo servono politiche industriali ed energetiche che tengano conto delle specificità territoriali. Difendere le imprese significa difendere la presenza stessa delle comunità e garantire un futuro ai giovani.
La presidente richiama inoltre la necessità di un’azione europea unitaria e coordinata, evitando soluzioni frammentate che rischiano di accentuare le disparità tra Paesi membri. L’Europa deve parlare con una sola voce. Non possiamo permetterci politiche industriali disomogenee che penalizzano i sistemi produttivi più fragili o con minore capacità fiscale – afferma.
Particolare attenzione viene posta anche sugli strumenti comunitari attualmente in discussione. Se da un lato alcune iniziative rappresentano un segnale positivo, dall’altro – secondo Berton – manca ancora la rapidità e l’efficacia necessarie per affrontare un’emergenza che è già in atto. – Servono misure concrete, immediatamente operative e a burocrazia zero, soprattutto per sostenere le imprese energivore e le filiere strategiche .
Il nostro territorio ha dimostrato in più occasioni capacità di competere sui mercati internazionali – conclude Berton – ma oggi non possiamo essere lasciati soli. Energia, infrastrutture e semplificazione devono diventare priorità assolute dell’agenda europea e nazionale. In gioco non c’è solo il futuro dell’industria, ma quello delle nostre comunità montane.
Confindustria Belluno Dolomiti sottolinea l’urgenza di imprimere un cambio di passo nelle politiche europee, attraverso interventi mirati che rafforzino la capacità competitiva del sistema produttivo e ne tutelino il radicamento territoriale. È fondamentale garantire strumenti efficaci, tempi certi e un approccio realmente orientato all’industria, capace di sostenere gli investimenti e accompagnare le trasformazioni in atto.
Per le aree montane, questo significa riconoscere e valorizzare il ruolo strategico dell’industria come leva di sviluppo equilibrato e sostenibile. Solo attraverso una visione di lungo periodo e azioni coerenti sarà possibile consolidare la presenza produttiva, mantenere attrattivi i territori e assicurare prospettive concrete alle nuove generazioni.





