Elettrodomestici ed Inox di Conegliano e del Trevigiano

A cura dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Treviso – Belluno |Dolomiti


Economia - pubblicata il 26 Settembre 2023


Fonte: Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Treviso – Belluno |Dolomiti

L’insieme delle produzioni meccaniche è il più esteso raggruppamento produttivo dell’industria veneta ed è composto da molteplici e differenziate attività diffuse su tutto il territorio regionale, ma con aggregazioni territoriali che in alcuni casi si configurano come veri e propri distretti industriali oppure come poli di specializzazione attorno ad alcune grandi aziende.

Nella provincia di Treviso un ruolo di primo piano spetta al comparto degli elettrodomestici, apparecchi per uso domestico e attrezzature per la collettività (food service equipment).

La maggior parte delle realtà si concentra in un’area compresa tra Conegliano e Vittorio Veneto, identificata come “Inox Valley” per la specializzazione relativa alla lavorazione dell’acciaio che è il componente principale di tali produzioni. Altre realtà importanti, anche se non propriamente contigue all’area di Conegliano, si sono sviluppate nell’area di Treviso. Il comparto sconfina anche in alcuni comuni delle province di Belluno e di Pordenone, che tuttavia non rientrano nell’ambito territoriale del distretto individuato nell’allegato B della DGRV 2415/2014 e riportato in mappa.

Il tutto ebbe inizio negli anni cinquanta con le produzioni di elettrodomestici bianchi del gruppo Zoppas. Lo sviluppo avvenne per spin-off: ex operai dell’azienda divennero imprenditori trasferendo all’esterno le competenze relative alla lavorazione dell’acciaio inox. Iniziarono come subfornitori della Zoppas per poi trovare via via nuovi sbocchi di mercato.

Molte imprese, sfruttando le competenze acquisite, sono entrate in nuovi settori, come le attrezzature da cucina per la collettività, gli impianti per la preparazione degli alimenti e molti altri prodotti legati al food equipment (macchine da caffè, friggitrici, ecc.), ma anche piccoli elettrodomestici (ferri da stiro, ecc.), ed impianti di condizionamento.

La varietà produttiva del distretto ha contribuito a far nascere diverse imprese di filiera specializzate nella produzione di componenti (meccanici o plastici), di stampi, resistenze, ecc. Molte di queste attività sono diventate a loro volta autonome differenziando gli sbocchi di mercato e allargando il loro mercato su base internazionale.

Considerando l’ambito settoriale così come definito dalla DGRV 2415/2014, e cioè le imprese con codice Ateco 2007 “27.5 Fabbricazione di apparecchi per uso domestico”, a fine 2021, secondo i dati statistici del Registro Imprese elaborati da Infocamere, si contano nel perimetro territoriale del distretto 38 sedi d’impresa attive tutte nei comuni della provincia di Treviso, e 24 filiali produttive e/o distributive, di cui 22 in territorio trevigiano. Complessivamente nelle unità locali del territorio distrettuale sono impiegati oltre 3.700 addetti.

Accanto alle unità locali operanti nella fabbricazione di apparecchi per uso domestico, si contano 75 sedi d’impresa e 47 filiali, situate prevalentemente in territorio trevigiano e operanti in altre attività del food service equipment, ed in particolare classificate nei codici Ateco “28.25 Fabbricazione di attrezzature di uso non domestico per la refrigerazione e la ventilazione” e “28.93 Fabbricazione di macchine per l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco”. Queste unità locali occupano nel territorio distrettuale quasi 3.000 addetti.

Anche il distretto degli Elettrodomestici ed Inox di Conegliano e del Trevigiano ha risentito della pandemia da Covid-19: il fatturato dell’anno 2020 è risultato pari a oltre 3,7 miliardi di euro, riportando una flessione del -11,7% sul 2019 (valori mediani). Le performance distrettuali fanno riferimento ad un campione di un campione di 156 bilanci aziendali del settore ed elaborati dal Centro Studi Intesa San Paolo.

Nel 2021 Treviso si conferma prima provincia italiana per vendite all’estero di elettrodomestici, con una quota del 22,5% sulle esportazioni nazionali. L’export del settore, già in crescita nel corso del 2020 nonostante la pandemia, lo scorso anno ha superato i 1.500 milioni di euro con incrementi a due cifre sia su base annua (+18,7%) che rispetto al 2019 (+27,6%; +325 milioni).

Circa i due terzi delle vendite sono stati assorbiti dal mercato comunitario, ed in primis dalla Germania (269 milioni di euro, il 18% del totale) seguita dalla Francia (125 milioni; l’8,3%).
Russia, Stati Uniti e Regno Unito rappresentano i principali mercati Extra Ue con una quota attorno al 5% del totale (pari ad 83, 78 e 75 milioni di euro rispettivamente).

 

A cura dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Treviso – Belluno |Dolomiti

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