Export record per il settore dell’ortofrutta

Servono redditività, reciprocità e filiere più forti


Economia - pubblicata il 10 Febbraio 2026


Fonte: ufficio stampa Coldiretti

Logo Coldiretti Treviso

Il settore dell’ortofrutta ha raggiunto nel 2025 il record storico dell’export, 13 miliardi di euro tra fresco e trasformato, con una crescita anche nei consumi e nel valore ma resta esposto a forti squilibri lungo la filiera e a una concorrenza internazionale che ne mette a rischio la sostenibilità economica. È il messaggio lanciato da Coldiretti e Filiera Italia da Fruit Logistica in corso a Berlino nel confronto sul futuro delle OP e AOP nel nuovo scenario europeo. Nel 2025 i consumi delle famiglie italiane hanno raggiunto 2,68 milioni di tonnellate (+4% sul 2024) per una spesa di 6,95 miliardi di euro (+8%). Secondo Ismea il comparto vale circa 17 miliardi di euro e rappresenta circa il 28% del valore della produzione agricola nazionale.

Numeri che confermano il ruolo strategico del settore, ma che pongono un tema centrale: la redistribuzione del valore agli agricoltori – spiega Coldiretti Treviso –  Non basta esportare di più se poi aumenti le importazioni in valore a doppia cifra, poiché ciò vuol dire che viene progressivamente eroso nella tua capacità di produrre.

IL VERO TEMA E’ LA MANCANZA DI RECIPROCITA’

Ecco i tre requisiti fondamentali

Il problema è uno solo: quello che viene importato non risponde alle stesse regole chieste ai produttori italiani che se competono a livello globale alla pari e con gli stessi standard vincono su tutti i mercati. Andiamo incontro ad una stagione di accordi bilaterali che possono essere opportunità o rischi. Se vogliamo trasformarli in strumenti di crescita allora non sono più rimandabili tre requisiti che abbiamo chiesto e che il governo italiano ha veicolato a Bruxelles: 1. divieto di importazione di ogni prodotto trattato con sostanze evitati in Europa; 2. aumento significativo dei controlli alle importazioni, la cui inadeguatezza ha provocato nel settore dell’ortofrutta danni drammatici vedi Xylella; 3. obbligo dell’indicazione d’origine su tutti i prodotti e lotta alle frodi che soprattutto nell’ortofrutta fanno sì che venga spacciato per italiano prodotto importato da Paesi terzi.

GREEN SOLO SE ACCOMPAGNATO DAL REDDITO

Il comparto è al centro di una doppia sfida, sostenibilità e innovazione, che non possono restare slogan ma devono garantire redditività – afferma Luigi Scordamaglia, Capo area mercati, internazionalizzazione e politiche europee Coldiretti e Ad di Filiera Italia, presente a Berlino – Oltre il 40% del valore agricolo Ue sarà condizionato da requisiti ambientali e oltre il 60% delle risorse Ocm e Psr è già legato a criteri green. La sostenibilità è una leva competitiva solo se accompagnata da reddito.

Emblematico il caso della IV gamma: un mercato da oltre 1 miliardo di euro nel 2024, ma in crisi strutturale, con calo di volumi e marginalità, a causa di frammentazione e contrattazione spot con la Gdo. La linea di Coldiretti e Filiera Italia è chiara: rafforzare le OP, aggregare quelle vere, passare dal volume al valore, costruire filiere stabili e pretendere reciprocità nelle regole. Senza parità di condizioni, sostenibilità e innovazione restano sulla carta e si indebolisce uno dei pilastri dell’agroalimentare italiano ed europeo.

Corsi e convegni

Economia

Economic Report

Eventi

News Europa

pagina

Promo

Sport