I dati dell’interscambio con l’estero nel primo semestre 2023

L’interscambio commerciale veneto e provinciale ad un bivio, fra tenuta e segnali di rallentamento


Economia - pubblicata il 18 Settembre 2023


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Fonte: ufficio stampa Presidenza della Camera di Commercio di Treviso Belluno|Dolomiti

L’export di Belluno cresce del +14,8%, grazie ad occhialeria e macchinari.

Cambio di segno per l’export di Treviso (-0,6%): stallo per elettrodomestici e mobili, bene i macchinari. Import in rallentamento: a Treviso -7,3%, a Belluno -8,2%.

 

 

Il commento del Presidente Mario Pozza

“Un rallentamento nell’export regionale e delle nostre province incomincia ad essere evidente, guardando in particolare alle dinamiche del secondo trimestre – commenta Mario Pozza, Presidente della Camera di Commercio di Treviso e Belluno|Dolomiti – Se restiamo al bilancio al primo semestre 2023, possiamo ancora parlare di tenuta dell’export, senza troppo consolarci però: l’export veneto cresce del +3,2% su base annua, quello bellunese, in particolare, cresce ancora a due cifre, del +14,8% grazie all’occhialeria ma anche ai macchinari ed ai prodotti di elettronica ed apparecchiature di precisione.”

“Per Treviso – prosegue il Presidente – si osserva invece una lieve diminuzione del -0,6% su base annua. Dai dati emerge la flessione delle vendite per i beni di consumo durevoli (mobili ed elettrodomestici), i prodotti in gomma-plastica e per la componentistica automotive; ma la domanda di macchinari rimane con segno positivo. L’aumento riguarda la maggior parte dei principali partner commerciali, segno che la necessità di aggiornamento tecnologico è un esigenza trasversale avvertita sia dalle economie emergenti che da quelle più consolidate”.

“Ma forse l’aspetto più rilevante per il semestre è la conferma del trend di riduzione delle importazioni – continua Pozza – del -7,3% a Treviso e del -8,2% a Belluno sempre rispetto ai primi 6 mesi dello scorso anno. Questa flessione è un effetto combinato di normalizzazione dei prezzi all’import, come anche di rallentamento complessivo dell’economia, che genera minori fabbisogni di beni input per i vari settori. Se consideriamo i dati del Veneto, per i quali disponiamo delle informazioni sia in valore che in quantità, troviamo una chiara evidenza statistica a tutto ciò: l’import regionale scende del -4% in quantità (minori input) con una più che proporzionale decrescita in valori (-7,9%).”

“Chiudo con una riflessione sui mercati –  commenta il Presidente Pozza – la frenata dell’economia tedesca condiziona inevitabilmente gli scambi commerciali delle nostre province, come pure l’apporto ancora sotto tono della Cina alla domanda internazionale. Ma ci sono anche mercati in crescita (Turchia, Messico ed Emirati Arabi per esempio). Il nostro compito, come sistema camerale, è proseguire nel supportare le imprese nell’esplorazione e consolidamento di queste nuove opportunità di business. Abbiamo, infatti, un sistema camerale con Assocamerestero, l’associazione delle Camere di Commercio Italiane all’estero e Venicepromex, l’agenzia per l’internazionalizzazione del Veneto che vi supportano con assoluta competenza e approfondita conoscenza dei mercati esteri per una internazionalizzazione di successo. Mi rivolgo – esorta Pozza – agli imprenditori: sfruttate questa rete, non rimanete ancorati ai mercati tradizionali,  ma avvicinatevi alle realtà che il mondo camerale mette in campo per esplorare e consolidare nuove opportunità”.

 

Il quadro generale

Guardando ai recenti dati ISTAT sull’interscambio commerciale nei territori per i primi 6 mesi del 2023, emergono da subito due aspetti rilevanti: lato export, il brusco rallentamento della variazione tendenziale su base annua, che per il Veneto passa dal +9% dei primi tre mesi all’attuale +3,2%. Segno di un secondo trimestre “di sofferenza” sul fronte delle vendite, come poi dettaglieremo nell’analisi per settori e mercati.

Ma se la tendenziale dell’export chiude ancora in positivo, forse anche risentendo ancora dell’effetto-prezzi, nel frattempo la raccolta ordini nel manifatturiero è sensibilmente calata, sono peggiorate le aspettative per i prossimi mesi (lo confermano gli indici Markit, in particolare per l’Eurozona) ed è venuto a mancare l’apporto della Cina alla domanda internazionale (-7,3% l’import cinese nei primi 8 mesi 2023 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno).

(…) Continua in allegato

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