Le esportazioni della provincia di Treviso
Nel primo trimestre 2026 la provincia di Treviso ha esportato beni per un valore complessivo di oltre 3,7 miliardi di euro, con una diminuzione del -2,2% su base tendenziale. Questa variazione corrisponde a minori vendite per il periodo per quasi 84,2 milioni di euro.
Dall’analisi per settori si osserva che buona parte della flessione è determinata dagli elettrodomestici (-10,3%; -36,1 milioni), interessato, come noto, da specifiche riorganizzazioni aziendali. Il bilancio dell’export trevigiano risente anche del risultato negativo dei mobili (-5,0%; -21,3 milioni), cui si aggiunge la lieve diminuzione dei macchinari industriali (-1,8%; -11,9 milioni) e delle calzature (-2,8%; -8 milioni, ma gli articoli sportivi risultano in controtendenza positiva, +3,3%). Stabile l’export di bevande (+0,5%). Un contributo in positivo proviene dai prodotti alimentari (+17,2%; +27,1 milioni). Fra le principali voci provinciali si segnala, inoltre, il recupero per il tessile e abbigliamento (+2,2%, a fronte di una flessione del -9,7% nel primo trimestre 2025).
Questi risultati sono a loro volta un risultato medio delle differenti dinamiche geografiche. Si riportano di seguito le principali evidenze ricordando che, come per il Veneto, anche per Treviso le variazioni possono essere amplificate dal ridotto orizzonte temporale considerato.
Per gli elettrodomestici, terza voce dell’export provinciale, la flessione del -10,3% è estesa sia alle vendite all’interno dell’Unione Europea (-7,2%) che all’area Extra Ue27 (-15,4%). Il grosso della diminuzione infra Unione si concentra nei mercati francese ed austriaco, ma riduzioni significative si osservano anche verso Belgio e Polonia. In parziale recupero la Germania, primo mercato di riferimento (+8,0%). Per l’area extra Unione il calo è distribuito fra Arabia Saudita, Stati Uniti, Regno Unito e Cina e Hong Kong.
I mobili, seconda voce dell’export trevigiano, accusano una flessione del -5,0%, scontando la persistente debolezza dei consumi a livello internazionale, cui si aggiungono le barriere tariffarie e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il calo si accentua nel mercato comunitario (-6,5%): per quest’area buona parte della flessione è riferibile alla Germania (-13,0%) ed alla Francia (-6,9%). Le vendite sono in diminuzione anche verso l’area Extra Ue27 (-2,4%, in calo principalmente Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti e Cina e Hong Kong). In controtendenza positiva il Regno Unito ed il Canada.
Per i macchinari, prima voce dell’export trevigiano, la lieve diminuzione del -1,8% è determinata dal calo delle vendite verso l’area Extra Ue27 (-7,6%). Il grosso della flessione si concentra su Emirati Arabi Uniti, Cina e Hong Kong e Messico, ma per tutti questi mercati il confronto è con un periodo (primo trimestre 2025) di forte espansione delle vendite. L’export di macchinari è in calo anche verso la Turchia e gli Stati Uniti, mentre è in aumento verso il Brasile e in recupero verso gli Stati Uniti ed il Regno Unito. Con segno positivo è il bilancio dell’export infra Unione (+2,8%), grazie alle vendite verso il nord Europa e la Grecia. Stabili le esportazioni verso Germania e Francia, in controtendenza negativa il mercato spagnolo.
Per quanto riguarda le calzature, il calo del -2,8% è riconducibile alla contrazione della maggior parte dei mercati Extra Ue27 (area che registra una flessione complessiva del -20,2%). Al contrario, le vendite all’interno dell’Unione Europea crescono del +3,2%, trainate soprattutto dal rafforzamento dei mercati tedesco, austriaco e ceco.
Come già anticipato, in controtendenza positiva l’export di articoli sportivi – con la calzatura tecnica rappresenta il core delle attività dello Sportsystem – che è in aumento del +3,3%. Questo bilancio positivo è sostenuto dalle ottime performance dei mercati infra-UE, cresciuti complessivamente del +21,4%. Al contrario l’area Extra Ue27 sconta una flessione del -19,9%, risentendo soprattutto del calo delle vendite verso gli Stati Uniti. Una contrazione, quest’ultima, probabilmente amplificata dal confronto con il primo trimestre 2025, periodo di aumento delle vendite per l’anticipo delle consegne in previsione dell’introduzione dei dazi.
Stabile nel periodo l’export di bevande (+0,5%). Grazie ai recuperi verso la Repubblica Ceca e la Russia. In calo, come atteso, il mercato statunitense, dato che il confronto è con un primo trimestre di forte rialzo per l’anticipo di domanda in previsione dell’introduzione dei dazi. Le vendite verso gli USA nel primo trimestre 2025 crescevano del +28,9%, nel trimestre in esame scendono del -7,3%.
Il segno è invece ampiamente positivo per i prodotti alimentari (+17,2%). L’aumento è trainato principalmente dall’area intra Ue27 (+16,2%), che assorbe quasi i tre quarti delle vendite provinciali del comparto. All’interno dell’area crescono tutti i principali mercati, con l’eccezione della Francia, le cui vendite rimangono quasi in linea con i valori dello scorso anno (-1,8%). L’export mostra una dinamica positiva anche verso l’area Extra Ue27 (+20,2%), che beneficia soprattutto del recupero degli Stati Uniti e del rafforzamento delle vendite verso Cina e Hong Kong.
Arrivano possibili segnali di recupero dal tessile e abbigliamento (+2,2%), che inverte una tendenza negativa del -9,7%, rilevata nello stesso periodo dello scorso anno. All’interno dell’Unione Europea (+2,0%) il bilancio di inizio d’anno è con segno positivo per i primi due mercati, Francia e Germania. Per quanto riguarda l’area Extra Ue27 (+2,5%), l’export è trainato soprattutto dalla Svizzera: le vendite passano da 5,5 milioni del primo trimestre 2025 agli attuali 24,8 milioni. Il mercato elvetico diventa il primo sbocco commerciale dell’area in questo inizio d’anno.
La sostanziale stabilità, infine, delle esportazioni di mezzi di trasporto e componentistica automotive (-0,9%) fa media di due dinamiche contrapposte. Da un lato si osserva un calo delle vendite all’interno dell’Unione Europea (-3,3%), penalizzata principalmente dai mercati francese, bulgaro e slovacco. Dall’altro lato si rileva un aumento delle esportazioni del +5,0% verso l’area Extra Ue27, trainate dalle perfomance positive in Turchia e Serbia. In controtendenza negativa il mercato britannico.







