Economia - pubblicata il 29 Ottobre 2019
ASSEMBLEA UNIONCAMERE – 29 OTTOBRE 2019, TREVISO
Proposta di intervento di saluto del Presidente Mario Pozza
Desidero esprimere il mio BENVENUTO al Signor Ministro e lo ringrazio per l’autorevole presenza e l’attenzione che sta dedicando al nostro sistema,
SALUTO i colleghi presidenti e tutti gli invitati, Sua Eccellenza il Vescovo di Treviso, il Prefetto e tutte le Autorità.
E’ una grande soddisfazione accogliervi a Treviso e in Veneto, una terra che ha fondato il suo benessere non solo sulla propria storia e cultura ma, come in tante parti del Paese, sulla
laboriosità e sulla capacità di sacrificio della propria gente soprattutto nei momenti di maggior difficoltà.
Proprio oggi ricorrono sette anni dall’assemblea di Venezia del 29 ottobre 2012, nel corso della quale venne dato avvio al progetto di ridisegno dell’organizzazione territoriale e ridefinizione
delle funzioni delle Camere di commercio.
Stiamo vivendo una Riforma che ci obbliga a concludere i processi di razionalizzazione e fissa la nuova missione delle Camere di Commercio italiane.
Qui da noi abbiamo anticipando volontariamente gli accorpamenti (Venezia Rovigo nel 2015, Treviso Belluno nel 2016). In altre parti ci sono ancora alcune difficoltà ma le supereremo.
E’ troppo importante il compito che la legge di Riforma ci riserva, lo sintetizzo così: contribuire alla modernizzazione del Paese.
Proprio in questi giorni abbiamo concluso uno studio sui bilanci delle CCIAA del Veneto dal quale risulta che il processo di aggregazione:
1) ha portato ad una maggiore omogeneità del presidio del sistema camerale sul territorio sia in termini di aziende iscritte che di valore aggiunto
rappresentato. Lo scarto tra la dimensione camerale massima e minima, che prima dell’aggregazione era pari a circa 6 volte, si è ridotta ad appena un quarto: tra la mia camera di
Treviso-Belluno (93.557 sedi di imprese attive al 31/12/2018) e Vicenza – che con 73.233, – la distanza è minima;
2) ha permesso alle strutture più sottodimensionate (Belluno e Rovigo) di superare le criticità derivanti dal dimezzamento del diritto camerale consentendo di mantenere parte degli
interventi economici sul territorio che altrimenti non sarebbero stati possibili. La serie storica delle imprese attive mostra che questi due enti non solo insistevano su territori con
numero minore di imprese, ma sono stati interessati da un calo di aziende più forte rispetto ai territori degli altri enti camerali. L’analisi dei dati di bilancio mostra come se non si fosse
proceduto agli accorpamenti le due Camere sarebbero state in parte private anche delle risorse necessarie al sostentamento;
3) Nel medio-lungo periodo l’aggregazione renderà possibile la creazione di economie di scala derivanti dalla messa in comune di servizi e dall’ottimizzazione della gestione, comprese le
competenze del personale.
4) Sono state intercettate ulteriori risorse oltre a quelle pagate dalle imprese con il diritto annuale attivando collaborazioni utilissime al Sistema locale delle imprese con la Regione e glia
altri enti locali, la programmazione comunitaria, sui temi chiave del turismo, dell’internazionalizzazione, dell’innovazione e sulla crescita delle aree più svantaggiate.
Ma invece di essere premiati, come succede nei Comuni, Signor Ministro, per aver realizzato volontariamente una razionalizzazione rivolta a conseguire risparmi di spesa, siamo ancora
penalizzati dall’applicazione delle norme Tagliaspese che ci costringono ancora a versare nel Bilancio dello Stato una parte cospicua delle risorse che le imprese ci affidano per ottenere in
cambio servizi per le nostre Comunità.
Abbiamo presentato ricorso ai Tribunali di Venezia e Roma per violazione dei principi costituzionali di eguaglianza, ragionevolezza, proporzionalità e buon andamento della Pubblica
Amministrazione. Il 20 novembre si terrà l’udienza a Venezia e auspichiamo che per la fine dell’anno prossimo si arrivi a sentenza.
E’ un problema nazionale che si risolve solo con una norma che parifichi le Camere di commercio alle altre Amministrazioni Locali.
Anche a livello regionale abbiamo lavorato per riposizionare l’Unione rispetto alle previsioni della riforma, modificandone lo Statuto e rivedendone l’assetto istituzionale e
organizzativo e tutto ciò ci ha rafforzato nei confronti della Regione, con la quale abbiamo instaurato un nuovo e diverso rapporto sinergico, sancito dalla firma di un
Accordo di Programma che tocca tutti i temi più significativi per la crescita economica e sociale del territorio e delle nostre imprese e costituirà lo strumento, anche operativo, di
tutte le azioni condivise creando continuità tra le politiche del Governo e quelle locali, nell’unico interesse della crescita delle nostre imprese e del benessere per le nostre Comunità.
Camere di commercio alleate delle imprese, parte viva della Pubblica Amministrazione ed a fianco delle Categorie economiche che stanno facendo percorsi di aggregazione come i nostri.
Sono convinto che tutti abbiamo a cuore il valore che le Camere di commercio costituiscono per i nostri territori perché sanno essere quel punto di sintesi e di cerniera tra la Comunità delle
imprese e delle loro Associazioni e la Buona Politica.
Per questo motivo, e concludo, la sfida che abbiamo davanti travalica la nostra immaginazione.
Bisogna essere all’altezza, con le nostre persone, con l’impegno quotidiano e gratuito, nell’esercizio della responsabilità, generando fiducia.
Abbiamo la consapevolezza che quello che le camere di commercio fanno, è utile al Paese.
Siamo qui per questo.