Investire a Treviso e Belluno: i principali dati strutturali delle due province

Il quadro socio – economico del territorio


Economia - pubblicata il 23 Aprile 2024


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Articolo a cura del Dott. Renato Chahinian

Dopo le prime indicazioni generali sui motivi di attrazione degli investimenti sostenibili a Treviso ed a Belluno, giova presentare in questa Rubrica un sintetico quadro socio –economico del territorio, per meglio valutare il contesto ambientale in cui si andrebbero ad inserire i futuri investimenti, che, come è stato osservato, prospettano paralleli benefici, sia per l’economia locale, sia per coloro che conferiscono il necessario capitale.

I principali dati delle due province venete sono anche presenti nella Sezione di Economia in questo stesso Portale, ma qui vengono estesi e commentati, alla luce delle esigenze conoscitive dei potenziali investitori. Tali dati, pubblicati dall’Ufficio studi e statistica della Camera di commercio, si riferiscono per lo più al 2022, in quanto non tutte le rilevazioni a livello territoriale sono attualmente disponibili per il 2023, ma le grandezze strutturali presentate sono sufficientemente significative e comunque in seguito si riporteranno gli aggiornamenti più rilevanti.

 

La struttura economica territoriale

Innanzi tutto, il valore aggiunto, che rappresenta il valore della ricchezza prodotta in un anno, nel 2021[1] è stato di 26.731 milioni di euro per la provincia di Treviso e di 6.178 milioni di euro per quella di Belluno. Globalmente, quindi, si tratta di un valore di quasi 33 miliardi, pari al 22% del dato veneto ed al 2% di quello nazionale.

Il valore aggiunto della provincia di Treviso si suddivide in:

  • 747 milioni (2,8% del totale) prodotto dall’agricoltura;
  • 930 milioni (33,4%) prodotto dall’ industria in senso stretto;
  • 566 milioni (5,9%) prodotto dal settore delle costruzioni;
  • 488 milioni (57,9%) prodotto dai servizi.

Il valore aggiunto della provincia di Belluno, invece, si ripartisce come segue:

  • 88 milioni (1,4%) prodotto dall’agricoltura:
  • 778 milioni (28,8%) prodotto dall’industria in senso stretto;
  • 316 milioni (5,1%) prodotto dal settore delle costruzioni;
  • 995 milioni (64,7%) prodotto dai servizi.

Quindi, sebbene le attività economiche terziarie siano preponderanti in entrambe le province, in quella di Treviso sono molto presenti (per circa un terzo) anche le attività industriali, le quali, assieme alle attività di costruzione, arrivano quasi al 40% del totale.

Le unità locali d’impresa (sedi + filiali) hanno raggiunto complessivamente, a fine 2022, la consistenza di 116.657, che corrisponde a quasi il 22% delle unità regionali ed a quasi il 2% di quelle nazionali.

Gli addetti del sistema produttivo, sempre a livello aggregato, sono risultati, alla stessa data, 411.928, cioè sempre il 22% del dato regionale e circa il 2% di quello nazionale.

Sia per valore aggiunto che per addetti, si tratta delle consistenze maggiori del Veneto, coordinate da un’unica Camera di commercio.

Esaminando il tessuto economico di ciascuna provincia, si rileva che:

  • a Treviso sono presenti 79.489 sedi d’impresa e 18.882 filiali dipendenti, per un totale di 98.371 localizzazioni e 337.422 addetti;
  • a Belluno esistono 13.738 sedi d’impresa e 4.548 filiali dipendenti, per un totale di 18.286 localizzazioni e 74.506 addetti.

Gli addetti nel territorio di Treviso si suddividono nelle seguenti attività:

  • 4,8% in agricoltura;
  • 36,3% nelle attività manifatturiere;
  • 8,2% nelle costruzioni;
  • 15,3% nel commercio;
  • 6,7% in alloggio e ristorazione;
  • 21,0% nei servizi alle imprese;
  • 6,4% nei servizi alle persone.

Gli addetti nel territorio di Belluno lavorano nelle seguenti attività:

  • 3,2% in agricoltura;
  • 37,1% nelle attività manifatturiere;
  • 8,2% nelle costruzioni;
  • 13,6% nel commercio;
  • 13,1% in alloggio e ristorazione;
  • 17,4% nei servizi alle imprese;
  • 6,0% nei servizi alle persone.

Quindi, le maggiori differenze riguardano:

  • una superiore percentuale di Treviso nei servizi alle imprese, nel commercio e nell’agricoltura;
  • una maggiore peso proporzionale di Belluno nel turismo;
  • inaspettatamente, una percentuale lievemente maggiore di Belluno nel manifatturiero, proprio per la presenza di qualche impresa di rilevanti dimensioni in un contesto inferiormente popolato ed occupato.

E’ da tener presente che alcune attività manifatturiere sono raggruppate in aree limitate e costituiscono veri e propri distretti industriali, in grado di creare sinergie cooperative ed ecosistemi tuttora in sviluppo a livello territoriale.

 

Il commercio estero

Entrambe le province sono fortemente vocate verso l’esportazione.

Il territorio complessivo ha conseguito nel 2022 un valore di beni e servizi esportati di oltre 21 miliardi di euro, secondo nel Veneto solo a Vicenza e quinto nella graduatoria dell’intero Paese. Ovviamente, la sola provincia di Treviso occupa il nono posto con 16.464 milioni e quella di Belluno il 46° posto con 4.966 milioni.

Comunque, entrambe le province presentano la bilancia commerciale con l’estero positiva: la prima con un avanzo di ben 6,5 miliardi e la seconda con un avanzo di 3,7 miliardi. Ciò esprime la competitività internazionale delle due aree ed il notevole contributo valutario offerto alla bilancia dei pagamenti nazionale. Di conseguenza, si può anche affermare il carattere eminentemente produttivo del territorio in esame, sebbene i consumi locali possano derivare non solo dalle importazioni dall’estero, ma anche dalla produzione di altre regioni.

Le principali merci esportate dalla provincia di Treviso riguardano nell’ordine: macchinari, mobili, elettrodomestici, calzature, prodotti tessili e dell’abbigliamento, bevande, ecc..

I maggiori Paesi di destinazione sono: Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Romania, Polonia, Austria, Belgio, Svizzera, ecc..

Per quanto riguarda l’esportazione della provincia di Belluno, le principali merci sono le seguenti: occhialeria, macchinari, prodotti tessili e dell’abbigliamento, elettronica e apparecchi medicali e di misurazione, ecc..

I maggiori Paesi di destinazione sono nell’ordine: Stati Uniti, Francia, Germania, Spagna, Cina e Hong Kong, ecc..

 

Il turismo

Nonostante l’intero territorio appartenente alle due province non sia costiero e quindi non possa beneficiare dell’attrazione turistica delle spiagge e sebbene i due capoluoghi non siano grandi città conosciute in tutto il mondo, il movimento turistico è ragguardevole.

Gli arrivi complessivi di turisti nel 2022 sono stati oltre 1 milione e 700 mila, mentre le presenze giornaliere hanno superato i 5 milioni.

In entrambe le province prevalgono i turisti italiani (anche se gli stranieri sono oltre il 40%) e l’accoglienza ricettiva delle strutture alberghiere è predominante.

Ma i due territori si distinguono per tipologie differenti di ospiti. A Treviso (con oltre 736 mila arrivi ed 1 milione e 628 mila presenze), infatti, predomina il turismo d’affari (in relazione ai rapporti economici del tessuto produttivo) e quello culturale (per le attrazioni storico – artistiche della città e dei dintorni), mentre più recentemente si è sviluppato un notevole flusso di visitatori attenti alle bellezze naturalistiche ed ambientaliste (con il riconoscimento delle Colline del Prosecco come patrimonio UNESCO dell’umanità). D’altra parte, a Belluno (con 981 mila arrivi e 3 milioni e 398 mila presenze), esiste una lontana tradizione di villeggiatura montana, ora rafforzata anche dalla predetta UNESCO con il riconoscimento mondiale del paesaggio naturale delle Dolomiti. Tali elementi di diversità comportano così un soggiorno medio per ospite di 3,5 giorni in provincia di Belluno e di 2,2 giorni in provincia di Treviso.

 

La popolazione

La popolazione residente in tutto il territorio supera il milione di abitanti, ma si distingue notevolmente tra le due province, in quanto quella di Treviso è molto popolata (876.115 residenti), mentre quella di Belluno conta minori abitanti (197.751). Ciò è dovuto al fatto che la montagna costituisce tuttora un’area interna poco sviluppata (come avviene anche altrove) e quindi soggetta ad un progressivo spopolamento, anche se recentemente si notano segnali di inversione di tendenza e nuove opportunità di sviluppo legate alle attrazioni naturalistiche ed umane del territorio.

La struttura della popolazione a Treviso comprende:

  • il 10,2% di stranieri;
  • il 50,6% di femmine;
  • l’indice di vecchiaia (persone over 65/individui under 14 anni) del 182,1.

In provincia di Belluno, invece, risulta:

  • il 6,1% di stranieri;
  • il 51,2% di femmine;
  • l’indice di vecchiaia pari a 254,7%.

Pertanto:

  • l’immigrazione è più elevata a Treviso per soddisfare le maggiori esigenze produttive;
  • la popolazione femminile risulta maggiore a Belluno, per una più alta propensione maschile a trasferirsi in altre zone più fittamente popolate, per cogliere maggiori opportunità lavorative;
  • l’indice di vecchiaia raggiunge limiti eccezionali a Belluno per il notevole spopolamento delle zone montane da parte delle classi più giovani.

Un ultimo aspetto importante riguarda il valore aggiunto pro capite, un tempo considerato l’elemento economico decisivo per valutare il benessere di una popolazione, ora confrontato assieme a molti altri indicatori sociali ed ambientali, ma ancora indicativo di un livello economico significativo di fondo.

Tale grandezza è risultata la seguente per il 2021:

  • 510 euro nella provincia di Treviso;
  • 241 euro in quella di Belluno.

Sebbene i dati del valore aggiunto siano soggetti ad alcune stime, è probabile che a Belluno una minor popolazione si spartisca il valore di attività più ricche (quali il turismo) ed ottenute anche con consistenti apporti lavorativi esterni. Comunque entrambi i territori sono ben posizionati nella situazione nazionale e bisogna pure notare che questa grandezza, ai fini dell’investimento sostenibile, va inquadrata nel contesto sociale ed ambientale che abbiamo già descritto nei due articoli precedenti.         

[1] Le disaggregazioni territoriali del valore aggiunto nazionale richiedono maggiori tempi di elaborazione.

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