Investire a Treviso e Belluno. Un’eccellenza ecologica delle due province

A cura del dott Renato Chahinian


Economia - pubblicata il 05 Agosto 2025


Fonte: dott. Renato Chahinian

Il primato di Treviso e di Belluno nella gestione dei rifiuti

In questa Rubrica è già stato trattato il posizionamento delle province di Treviso e di Belluno rispetto ai principali obiettivi dell’Agenda 2030 (si veda in proposito l’articolo “L’Agenda 2030 nelle province di Treviso e Belluno”).

In questa sede, intendiamo far riferimento ad un primato che godono le due province in materia ambientale: si tratta della gestione dei rifiuti e, particolarmente, della raccolta differenziata dei rifiuti urbani.

Secondo gli ultimi dati ufficiali dell’ISPRA relativi al 2023, la regione Veneto è la prima in Italia con una quota di differenziata rispetto al totale di rifiuti raccolti del 77,7%. Ma all’interno della regione medesima spicca ancor più la quota della provincia di Treviso con l’89,1%, seguita da quella di Belluno pari all’85,8%. Il risultato di queste due province rappresenta rispettivamente anche il 1° ed il 3° posto a livello nazionale.

Ma c’è di più. Il comune di Treviso è pure il primo in Italia tra i comuni capoluogo di provincia con l’84,5% di raccolta differenziata, mentre Vedelago (TV) guida la graduatoria nazionale dei comuni sopra i 15.000 abitanti e Possagno quella dei comuni più piccoli (sotto i 5.000 abitanti).

E’ quindi un primato assoluto del nostro territorio e che dura praticamente da qualche anno, cioè da quando la raccolta differenziata dei rifiuti urbani si è diffusa un po’ ovunque. Ma tale lusinghiero posizionamento è ancor più significativo se si tiene conto che pure il nostro Paese è primo in Europa e l’Europa è prima nel mondo in questo campo. Pertanto, pur non disponendo di dati particolareggiati per le diverse aree mondiali, si può presumere un primato assoluto delle nostre due province a livello globale.

Tale eccellenza non può essere considerata soltanto una curiosità od un requisito autoreferenziale di comportamento virtuoso, ma va inquadrata nell’ambito più generale del processo di raccolta e  riciclo dei rifiuti, ossia come la prima fase del più vasto sistema di economia circolare: un percorso di sviluppo sostenibile che permette di ridurre al massimo i rifiuti e parallelamente di aumentare la materia prima usata da utilizzare per realizzare nuovi prodotti, risparmiando così nuova materia prima. Si tratta di un innovativo sistema in antitesi a quello dell’economia lineare, ancora attuale, ma in prospettiva molto dannoso per il nostro futuro.

Infatti, con l’economia circolare è possibile:

  • risparmiare sullo smaltimento dei rifiuti, che sta diventando un’operazione molto difficile e costosa, se deve garantire la salubrità delle persone e l’ecologia del territorio;
  • risparmiare sul costo dei nuovi prodotti che usufruiscono materie prime già esistenti e riciclate;
  • ridurre i processi produttivi esistenti per la produzione dei materiali, con una corrispondente contrazione delle emissioni di gas serra conseguenti, tanto dannose per il riscaldamento climatico;
  • ridurre il consumo di nuovi materiali, oggi sempre più scarsi in natura e già ampiamente sfruttati oltre i limiti di una loro rigenerazione, con il rischio di un loro completo esaurimento in futuro.

Come si può osservare, si tratta di benefici enormi, decisivi per la nostra stessa sopravvivenza e per quella delle future generazioni. Essere i primi, pertanto, è essenziale in questo campo e ciò stimola proprio lo sviluppo prospettico anche della nostra economia.

Lo sviluppo dell’economia circolare

Il nostro meritorio primato, tuttavia, non costituisce l’arrivo, ma soltanto il punto di partenza. Fare un’ottima raccolta differenziata dei rifiuti è indispensabile per iniziare un lungo percorso a ritroso che porta a salvare dallo smaltimento il prodotto finito già usato, ma poi questo deve essere scomposto nei diversi materiali che lo costituiscono per essere successivamente riciclato (con qualche eventuale trasformazione), quale materia prima seconda, in un nuovo prodotto al posto della materia prima vergine

E’ questa la vera sfida dell’economia circolare, in quanto tale processo è molto difficile e non siamo ancora molto preparati in simili operazioni, dato che sino ad ora abbiamo perfezionato solo processi di produzione lineare. Ovviamente, molte soluzioni già esistono, ma sono ancora poco sperimentate e non diffuse su larga scala.

Infatti l’utilizzo di materie prime seconde nella produzione di nuovi prodotti è limitata per l’Italia, secondo le statistiche ufficiali, ad un modesto 20% dei materiali totali impiegati. Ma se il nostro Paese è leader anche in queste operazioni di riciclo, figuriamoci l’Europa e gli altri Paesi del mondo!

E’ veramente una situazione insostenibile per tutto il nostro pianeta. Pertanto è importante che il comportamento virtuoso e diffuso della nostra raccolta differenziata si estenda pure al completo riciclo dei materiali stessi, fino ad arrivare al loro reimpiego totale nei nuovi prodotti.

Allora, un nuovo indirizzo profittevole per investire a Treviso ed a Belluno si rivela proprio quello dell’impiego di nuovo capitale per produrre materie prime seconde attingendo dal vastissimo contenitore di prodotti usati salvati dallo smaltimento. Si tratta di fare maggior ricerca ed innovazione nei processi produttivi esistenti e pure di avviare nuove start up specializzate nel riciclo dei prodotti industriali di molti settori diversi.        

Renato Chainian

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